mercoledì 24 dicembre 2008

et ghrisi fu


ho scritto a rampini. riposto qui.

ho vissuto a shanghai due anni emmezzo, visitando ditte gigantesche dai magazzini stracolmi, vedendo grattacieli assurdi nascere come funghi.
e mi chiedevo di continuo: ma tutta sta roba in magazzino, chi se la compra? ma sti uffici, chi li riempie? sto capannone, con che soldi lo hanno costruito?

a giugno me ne sono tornato a casa, ASSOLUTAMENTE CONVINTO CHE LA CINA E' UNA PRESA IN GIRO.
troppo difficile combinarci qualcosa davvero, di razionale, di sensato, di realmente conveniente. regole a caso e dirigenti non pronti e sbruffoni. MI DICEVANO TUTTI CHE STAVO SBAGLIANDO, CHE ERO CIECO. Tutti pronti a giurare (soprattutto gli italiani) che producono tantissimo e guadagnano "dipppiù". Strano ma vero, di quelli che eravamo, sono rimasti la il 20%. gli altri tutti qui in Italia.

sono tornato a shanghai a dicembre, con proposte di aziende cinesi, (sempre solo per fare gli OEM, ma a comprare MAI???) disposte a sconti impossibili, con macchine ferme, operai in giardino disperati, aeroporti vuoti (pudong....) e stazioni piene di operai rispediti a casa che se ne tornano mestamente o forse no, a coltivare la poca terra che possono.
da jing an, pieno centro di shanghai, alle 13.00 ad andare a pudong ci ho messo 45 minuti, roba che neanche a marzo 2006, quando sono arrivato. strade sgombere. pochissimi camion in giro.

et voila, cascano i giganti. e panico fu!
la cina è ancora troppo disorganizzata e impreparata ad accogliere un'economia moderna. adesso per lavoro mi sposto a dubai, dove ci sono cargo infiniti di cemento e materiali da costruzione che non entrano più in porto perchè non c'è nessuno che si compra il materiale che trasportano. dove gli immobili valgono il 43% in meno rispetto a tre mesi fa. o che porto sfortuna, o che dovremmo tornare a fare i conti veri, quelli della serva, calcolatrice alla mano e capire cosa conviene davvero e cosa invece è una bufala.

giovedì 23 ottobre 2008

i nostri cinesi

chiunque sia mai stato in cina li ha visti, e li ha adorati. io nel mio piccolo qualche foto sono riuscito a farla, ma questo ragazzo ha superato tutti!
un sito esclusivamente dedicato ai "buttati" , i cinesi che, stanchi decidono di addormentarsi nei posti e nelle posizioni più improbabili.
una dichiarazione d'amore fantastica! andatevelo a vedere e rimarrete affascinati!

non ricordo se l'ho gia descritto, ma il migliore secondo me è stato uno che ho visto a shanghai, in anfu lu, dietro all'ice. mentre pedalava gli è preso sonno, per cui ha accostato e si è sdraiato sul marciapiede, ancora in sella alla bicicletta. favoloso.

niente, fatevi un giro in cina :o)

www.sleepingchinese.com

ciao a tutti e buon pisolino

venerdì 17 ottobre 2008

autunno

non so, è arrivato l'autunno e come tutti un po' mi smorzo. più che altro andrei in letargo. storicamente per me l'autunno significa gran noie di influenze, piccoli raffreddori eccetera. che balle.
infatti puntuale come sempre, tacchete che mi sono preso un malanno. delicato che sono.

il resto va bene. l'anonima non più inquilina ma presto di nuovo coinquilina si spera, è al lago, dove c'è spesso bel tempo e fa anche più caldo che a milano. a me il lago di garda, giù in basso è sempre stato sulle balle. l'ho sempre visto come un inutile perdita di tempo prima di arrivare al nord a fare surf. però in realtà è bello. un po' scic (come si scrive scik? bah...) sicuramente se la menano troppo, però è bello.

nel frattempo grandi rilassate.
stiamo per mettere a posto la tavola che si è crepata quest'estate, e prepariamo la sciolina per le tavole da snow. il mio futuro è sempre aperto e impianificabile. dubai si, dubai subito, dubai no, dubai aspetta....

sempre nell'ambito delle riflessioni inutili, ieri ascoltavo i metallica, quelli veri, quelli "metallica is from 1 -4" nel senso che dopo ....and justice for all c'è poco da ascoltare. io in realtà ci metto anche il black album, perchè nothing else matters è veramente una canzone epocale. infatti chiude i veri metallica volendo. però è fantastica. e riflettendo, mi sono chiesto quanto possono aver contribuito tutte le canzoni che ho ascoltato, a farmi diventare quello che sono.
tanto. enormemente. ascoltavo e ascolto musica appena posso, per cui si. tanto. e quindi concludo alzando le corna al cielo e sbattendo la testa....

out for my own, out to be free

metallica - escape

feel no pain, but my life ain't easy
I know I'm my best friend
no one cares, but I'm so much stronger
I'll fight until the end
to escape from the true false world
undamaged destiny
can't get caught in the endless circle
ring of stupidity

[chorus:]
out for my own, out to be free
one with my mind, they just can't see
no need to hear things that they say
life's for my own to live my own way

rape my mind and destroy my feelings
don't tell me what to do
I don't care now, 'cause I'm on my side
and I can see through you
feed my brain with your so called standards
who says that I ain't right
break away from your common fashion
see through your blurry sight

[chorus:]

see them try to bring the hammer down
no damn chains can hold me to the ground

life's for my own to live my own way

martedì 23 settembre 2008

kolìa


e quindi rieccomi in kolìa. purtroppo le attrazioni turistiche le ho gia viste tutte, e la noia è stata supportata dal tempo fantastico che ho traovato in questi tre giorni. tre? quattro... il tempo è volato insomma. ha piovuto da quando sono arrivato a quando me ne sono ripartito. non costante, ma fastidiosissimo. ieri sera volevo fare la serata "mangio local" e invece pioggia a secchi. sono riuscito giusto a fare una fotina al solito monumento all'acqua che c'è qui in centro. le altre sere invece tutto chiuso per i concerti in piazza. teenager urlanti e genitori iperapprensivi hanno convinto i gestori dell'ordine pubblico a chiudere un po' tutto quello che c'è di caruccio intorno alla piazza principale. pacchissimo. ovviamente soliti pullman antisommossa e schiere di pulotti. che poi non hanno tutti i torti. mentre facevo un giretto tra la gente, c'erano alcuni ubriachi. molestissimi, di quelli che urlano e spintonano a caso. tanti, mica uno o due. mi è venuto in mente terzani quando parlava delle depressioni degli asiatici. che poi è pieno di pensionati giapponesi, che la korea costa molto meno che il giappone, per cui vengono a fare villeggiatura come dire. si chiudono in albergo, si iscrivono alla lounge, rigorosamente separate per uomini e donne e passano il tempo.
assurda la scena in piscina per dire. piscina minuscola, vuota. bagni termali e bollicine pieni così. tutti a venerare il proprio benessere. ci mettono ore a pettinarsi, a incremarsi. mille prodotti, mille strumentini. c'è una spatolina per mettersi la cremina sulle palpebre che non avrei mai pensato!

praticamente avevo meno della metà dell'età media. no, dai, molto meno della metà. non credo di avere un fisico da bronzo di riace, ma questi col loro incremarsi e curarsi avevano dei fisici sfasciatissimi. buzza tanta, gobba assurda.. mah. o che avevano novant'anni e ne dimostravano settantacinque...

e poi sempre le solite litigate alla reception. guardi che ho gia pagato colazione e internet. no, non risulta. guardi meglio, ho qui la ricevuta. no, signore, non risulta, non esiste nessuna offerta con incluse queste due opzioni. infatti le ho pagate, ma in anticipo. no. si, mi chiami il suo responsabile. pim pum tiritera infinita, alla fine... "oh, sir, it seems that you have a special offer and you have paid already." "thank you and go fuck yourself"
sempre così. alla fine li strangoleresti. tute le volte bisogna prima incazzarsi, litigare, in modo che ti possano fare i complimenti per essere un duro nelle contrattazioni e dirti che sei un figo che avevi trovato l'offerta.
ma a me, chemmenefrega. dammelo subito. se tu mi devi fare sta pippa per dirmi chesono figo, io alla fine ti devo dire che sei un cretino. eh.

vabbeh, adesso sono in aeroporto. free wireless praticamente ovunque. mica male. e se non hai il pc te lo danno loro. prendi tipo un caffè, ti siedi al baretto, e tac. con due euro puoi restare finchè ti va. come da noi insomma. ecco, però un fastidio su tutti. non c'è un giornale straniero UNO! questa democrazia forte mi infastidisce non poco. e poi siccome di stranieri qui ce ne sono.... dai, facciamo in tutto tre, la sera si è tutti nello stesso posto. c'era il concerto dei judas priest da vedere. figata direte voi... no, dico io. sessanta euro posto schifo in ultima fila. e niente posto libero! tutti belli seduti a urlare painkiller? maddai, ma me ne sto a casa... ciau

spero si senta bene... sono in aeroporto, mica posso mettermi ad ascoltare sto delirio ad alto volume...


giovedì 11 settembre 2008

la lobby del pigiama

come dicevo, devo rifare i visti. bom. prima parte della vicenda conclusa perfettamente. per risparmiare tempo (quindi soldi) mi metto d'accordo con l'agente. "troviamoci in albergo e andiamo assieme, tu con la prima parte delle pratiche, io vengo e firmo". "OOOOOK"
la sera mi arriva un messaggio sul telefonino. "mr.x non può venire domani mattina alle nove in albergo, quindi vi vedete domani mattina alle dieci nella lobby".

alle dieci sono nella lobby. alle dieci e dieci sono nella lobby. alle dieci e venti sono nella lobby, e chiamo.
"ma ndo stai?"
"al terzo piano"
"al terzo piano? e cosa ci fai al terzo piano?!"
"ho gia preso il biglietto"
".......ma tu non sei in albergo, vero?"
"no, sono al centro visti"
"appunto ca****, dovevamo trovarci qui nella lobby, che cacchio ci fai al centro visti?"
"no, io ti ho aspettato nella lobby, tu non c'eri e sono salito a prendere il biglietto"
"si appunto, ma la lobby.... lascia stare..."
"se sei nella lobby allora sali, che sono al terzo piano che ti aspetto. ho gia il numero"
"siniur, stai li che arrivo, dammi mezz'ora...."
"ah, ma non sei nella lobby?"
"si che sono nella lobby, ca** ma in quella dell'albergo!!"

vabbeh, prendo il metrò di corsa, per fortuna arriva subito il treno, faccio, disfo, corro, prendo un taxi all'uscita e finalmente ventiquattro minuti dopo, sono al centro. ore dieci e quarantaquattro precise!
lui non c'è, non lo vedo. una marea di gente. quasi tutti stranieri, quelli che come me hanno pratiche più impegnative e complesse rispetto ai visti classici sono accompagnati.
chiamo.
arriva.
in pigiama!
ma no dai, ma non mi puoi venire in pigiama al centro visti, dai cavolo!
poi mi guardo intorno.... e lascio perdere, almeno il suo è decente, beige a righe marroni. e poi ha su una camicia a scacchi rossa e nera, e le scarpe nere. ma vabbeh. c'è gente col pigiamino rosa con gli orsacchiottini e le ciabatte, quelle che scioffolano per terra quando cammini.... scioff scioff.
per fortuna però è bravo e facciamo molto in fretta, e torno a casa... nella lobby, haha.
ma!!!
ora ho capito che cosa cacchio è la lobby.....

la lobby del pigiamino!!!

mercoledì 10 settembre 2008

dubai o du-bai

è ora di svelare il gran segreto!
mi è stato proposto di trasferirmi a dubai.
visto che per la cina ci sono partito "alla grande", della serie, ma si, che vuoi che sia, stavolta sono andato a vedere prima com'è fatta sta dubai.
a prescindere dagli aspetti lavorativi e carrieristico-professionali e tutto il resto, il posto è descrivibile come segue.

una cagata pazzesca!

oh, capiamoci bene, è un altro mondo rispetto a shanghai, sia per le persone che ci vivono, che per l'environment come direbbero gli inglesi. però praticamente è las vegas da questa parte del mondo.

prendi le macchine. alla scuola tedesca c'era sto giochino che si faceva da piccoli, il quartett, per cui ci si scambiava delle carte da gioco e si confrontavano i punti di queste carte...insomma facciamola breve: c'erano queste carte con macchinazze assurde, tipo ferrari f40 tamarrate da tale hamann, porsche tamarrate gemballa e via dicendo. ecco, io queste macchine le ho solo viste nelle riviste, e mi sono chiesto... ma chi è cheha così tanti soldi da buttare per comprare la versione steroidata di una lamborghini?


lui. questo tizio qui e una marea di altri che fanno cose orribili, come cromare la carrozzeria di una ferrari scaglietti o di un porsche gt3..... ci sono macchine assurde, improbabili e via dicendo. lo stesso vale per moto, che viaggiano solo di notte per via del caldo, yacht, barchea vela, case.... donne..

c'è il golf in erba perfetta in mezzo al deserto, con cinquanta, leggisi cinquanta gradi centigradi. c'è il lago artificiale con acqua desalinizzata per fare scinautico. le isole artificiali a forma di palma e di mondo e di scimitarra. alberghi impossibili, costruiti in mezzo al mare con tecnologie allucinanti, lusso sfrenato....


si, vabbeh, lusso sfrenato. questo albergo qui affianco va visto perchè va visto. una pacchianata terrificante, addirittura una cafonata se vogliamo. entrata con moquette bicolore violascuro/blu, a pelo lungo, tipo tre centimetri. ristorante gigaenorme con un acquario da dodici metri di diametro contenente squali, pesci napoleone, cernie, stelle marine, murene, pesci pappagallo, pappagalli, paparazzi.... di ogni!

ecco, mi da però un po' fastidio l'idea che tutta la vita si svolga nei centri commerciali, per mangiare, per ballare...... per bere alcolici si può andare solo ed unicamente in albergo, o comprarli in aeroporto. ma del resto fa un caldazzo assurdo. e poi è ancora tutto in costruzione. gru dappertutto, polvere.
mah.
bah.
du-bai.

vi farò sapere come va a finire. per ora la deadline è a gennaio, con puntatine di qualche giorno/settimana qua e la. ciau

martedì 9 settembre 2008

a volte ritornano - e impattano!


e quindi si, per l'ennesima volta me ne sono tornato in cina. devo essere sincero, sono tornato svogliatissimo. voglia zero, anche meno. devo rifare dei visti per l'ufficio cinese, il che significa perdere un tot di giorni di fila, senza potersi muovere se non in auto intorno a shanghai.
vabbeh, da fare c'è.

il viaggio parte male.
malpensa. fobico del ritardo arrivo con troppo anticipo. il volo invece è in ritardo. il nostro air dolomiti parte tardi per monaco e gia mi girano le pive che non riuscirò a spararmi le due weizen e il leberkaese soporifero. l'arrivo a monaco è un po' drammatico, perchè mi sparo tutto un terminal di corsa, però è il miglior volo lufthansa di sempre. video on demand, due warsteiner e via!
no, ho sbagliato i tempi, per cui, alla fine di "kung-fu panda" decido di guardarmi il filmone tedesco-austriaco "falco-verdammt wir leben noch", che è poi l'autobiografia di questo personaggione della musica austriaca, poi diventato fenomeno tedesco e poi mondiale, che ha terminato la sua turbinosa vita a santo domingo in un incidente d'auto.
film bellissimo, peccato che ti apra mille paranoie, e che quindi non ho dormito nulla! drammatico. arrivo che sono cottostracotto. e l'impatto è ovviamente pesante!

maglev + metrò è una combinazione da non rischiare più! con sta cosa delle olimpiadi stanno esagerando. gia devo venire di persona per rinnovare due cavolate.... insomma controlli dappertutto!!
prendo i bagagli e mi controllano tutto di nuovo, manco dovessi entrare nuovamente in aereo. coda. esco, prendo il maglev. controlli di nuovo. metal detector. passaporto e biglietto aereo (perchè poi?) . coda. scendo dal maglev, vado per il metrò. ho le valigie. controlli. metal detector. passaporto e biglietto aereo. coda.
la prossima volta prendo il maledetto santana e buonanotte.

fatto questo, impatto con il caldo bestiale e l'afa mostruosa. arrivo in albergo che faccio veramente pena. affronto con disinvoltura le pratiche per registrarmi in albergo (alcune domande aggiuntive su che cosa di preciso ci faccio li, cosa che prima non succedeva). doverosissima doccia. vorrei dormire, ma devo fare ancora delle foto per i visti. c'era una macchinetta in metrò per fare le foto. vado spedito. la macchinetta è sparita. chiedo al tipo della bottega affianco. nota bene, è la bottega affianco.
"scusa, ma dove l'hanno messa la macchinetta?"
"è li affianco alla mia bottega..."
"no"
"si - (ride)"
gli mostro lo spazio vuoto
"aaaaaah. oh? shenma? (scienma=cosa?) wei (urla alla moglie idiomi sconosciuti)"
agitazione in stazione. resto immobile nel baracco delle ciabattine di plastica mentre intorno a me si riuniscono mille e ancora mille baracchinai urlanti. arriva una guardia di non so che. partecipa impassibile e senza proferire verbo alcuno a tutto il trambusto.

vabbeh, mi dico, la macchinetta non c'è, e qua c'è troppo casino. raggiungo la consulente che mi aiuta con le pratiche. chiediamo. "si, guardi, la c'è un posto per fare le foto".
andiamo. abiti da sposa ci accolgono in vetrina e una "simpaticissima" signora festante e cinguettosa ci accoglie nella sua boutique della sposa e del paradiso della pacchianata matrimoniale, catalogono in mano.
"benvenuti, come siete carini!"
la cinese sviene quasi per l'imbarazzo!
"signora, non diciamo cazzate, sono qui per delle fototessere!"
ci manda dal marito, che vuole addirittura pettinarmi prima. lo guardo.... ho i capelli a 12mm, che vuoi pettinare, fai sta foto dai che ho sonno! ma lui non molla è un professionista serio lui. sposta luci, proiettori, mi piazza uno specchio con tanto di griglia davanti agli occhi, stai più inclinato così.... cosà... due, tre foto e via, estrae la schedina e va a stampare, lasciandoci li in balia della signora, che, perso l'affare con la coppia mista, si fionda sulla consulente... si sa mai che in futuro si sposi davvero. e li fioccano cifre favolose.

librone pacchianissimo formato assurdo, tipo doppio A4 lungo, cartonato, foto 10 megapixel, copertina in plasticone alto, stile fintoplexiglass da discoteca, per coppie giovani, con foto photoshoppate su sfondi allucinogeni e frasi assurde tipo "i still remember the fist day you said i love you" "you are my soulmate, finally I am complete" in inglese, con stili di grafica improbabili e tabulazione a caso.. 5.000 rmb, na cinquecento euro. il cd delle foto non è incluso.

librone megagigaenorme, oltre l'A3, con segnalibri luigi 16 che fuoriescono dal tomo, copertina in finta ceramica, per spose meringate, noleggio vestiti improbabili per lui, stesse pacchianate del primo ma in finta pergamena e stile "script" e citazioni di grandi poeti, ovviamente senza royalties, 16.000 rmb, uelllllaaaa, sciambola dico io, ma, colpo di teatro, "per lei signorina, 10.000" lei annuisce. il prezzo apparentemente ci sta.
vabbeh, esce il mago della pellicola con sto bendidio di foto costate 3,5 euro per un totale di otto fototessere formato grande. beh, dai come foto ci può anche stare, ma tutta sta pippa per le luci e poi mi piazzi un riflesso da paura sugli occhiali?
lui si scusa, scuote la testa e vuole rifare da capo.... maddai maddai, dammi ste foto che stavo scherzando.

usciamo. mi serve una sim nuova per il telefono, che dopo tre mesi di inattività ti staccano tutto. credito compreso. giugno, luglio, agosto, settembre.... si mi serve una scheda.
saluto la consulente e vado dalla jenny, da beppe. china mobile. ha con se il passaporto? no, sto rifacendo i visti. eh, ma a noi serve il passaporto, dobbiamo fare una fotocopia, altrimenti non si può fare nulla. ho una fotocopia del passaporto. no. non va bene. vabbeh, e quindi?
quindi vada daun giornalaio, li non serve il passaporto per avere una scheda china mobile.

lascio anche un bello spazio bianco perchè la cosa si commenta da sola. vabbeh, giornalaio. nuon uomo, mi serve una scheda che possa ricevere chiamate dall'estero e che faccia chiamate all'estero. per fortuna jenny traduce il mio cinese schifoso. parlano tre minuti. fanno una telefonata. due. riparlano. il signore (quello della fotografia dove dorme affianco al'edicola) mi passa il tariffario delle sue sim.
a seconda di quanti 8 ci sono nel numero, e quindi da quanta fortuna porta un certo numero, il costo aumenta. vado per un numero tranquillo, due otto sparsi nel numero. euforia nel popolo astante che si è radunato attorno all'edicola. jenny mi dice che come numero va bene. "jenny, tanto sto due settimane e mi scade lo stesso tra tre mesi...." "eh, vabbeh, fin li ti porta buono".
vero.
ah, la filosofia cinese.
svengo a letto in albergo. sognando matrimoni meringosi e contorti. un sacco di gente che telefona, con questo riff di falco che non mi fa sentire cosa mi stanno dicendo.

falco - der kommissar


i magnifici sette


vuoi partecipare al torneo di calcetto di cimego? sisi, volentierissimo. dai, allora, tranquillo, si gioca al coperto, erba sintetica. ok ok, ci sono abituato. calcio a sette, mi raccomando. okok, ci sto, non vedo l'ora. ma chi siamo? beh, io, cade in porta, utzino, patara, il negri, loris, baggi... dai dai che ci divertiamo. oh, ma ... mica mi segano le gambe vero? nooo, tranqui, noi giochiamo per giocare, mica per spaccare il mondo. okok, dai, ci sono! colori sociali? bianco rosso e verde. più che l'italia sembriamo la CISL... appppppproposito! mi viene un'idea! mi devo preoccupare? nono, tranquillo! appunto!


ore 8.00 sveglia
ore 8.15 al bar per il caffè; non c'è nessuno

ore 8.35 arrivano i primi, caffè corretto
ore 8.47 perdiamo per strada la bandiera della CISL
ore 8.51 dove cazzz è finita sta bandiera?

ore 9.00 fischio d'inizio prima partita. ma i giocatori dove sono? il campo è all'aperto, in erba e pure erba bagnata. come dire.... siamo a posto!!
troviamo la bandiera!

ore 9.15 si inizia davvero. gli altri ne fanno dieci, di gol
ore 9.56 retropassaggio al portiere nell'area avversaria, conseguente punizione a due. patara tocca per il centravanti, legna pazzesca, il portiere la vede, si lancia, schiena di ferretti, colpito a morte, deviazione e ggggoooooooooool!
10 - 1 !!! abbiamo perso l'utzino, ma almeno è entrata!

ore 10.00 si festeggia, lo sponsor ha dato 2 casse di birra. da qui in poi perdo la lucidità del momento. anche la squadra.
la giornata finirà con un roboante 37-8, e siamo felicissimi. l'obbiettivo era fare due gol a partita, e quindi, avendone giocate 4 ... obiettivo raggiunto! quindi? quindi possiamo festeggiare di nuovo! ripassa la birra. eh, è finita. come? due casse? eh, vabbeh, andiamo al chioschetto allora!

venerdì 25 luglio 2008

agli amici

l'altra sera sono uscito con un po' di vecchi compagni di scuola. bella serata, che però ti può aprire della voragini mentali non indifferenti. è stato bello riconoscersi amici in quelle faccie quasi sconosciute. ti tornano alla mente un sacco di storie.

mentre ero in macchina però mi sono messo a cercare un cd che sapevo di avere li da qualche parte. cerca cerca. trova. questa canzone mi fa quasi venire da piangere. gli occhi lucidi sicuramente si. mi pare di averla gia citata, e se nn l'ho ancora fatto, avrei voluto farlo, quindi ecco che lo faccio.

alla salute, ovunque voi siate.
[è un live, il che la rende anche più sincera]

the clash - stay free

We met when we were at school
Never took no shit from no one, we weren't fools
The teacher says were dumb
Were only having fun
We piss on everyone
In the classroom

When we got thrown out I left without much fuss
On weekends we'd go dancing
Down Streatham on the bus
You always made me laugh
Got me in bad fights
Play me pool all night
Smokin menthol

I practised daily in my room
You were down the crown planning your next move
Go on a nicking spree
Hit the wrong guy
Each of you get three
Years in brixton

I did my very best to write
How was butlins?
Were the screws too tight?
When you lot get out
We're gonna hit the town
We'll burn it fuckin' down
To a cinder

Cos' years have passed and things have changed
And I move anyway I wanna go
I'll never forget the feeling I got
When I heard that you'd go home
An I'll never forget the smile on my face
cos' I knew where you would be
And if you're in the crown tonight
Have a drink on me

But go easy...
step lightly...

stay free



lunedì 21 luglio 2008

la ricreazione


che vi devo dire. piovono le critiche sullo scarso contenuto intellettuale e sullo scarso contenuto di critica sociale dei post. mah, sinceramente sto bene, per cui vivo in questo stato di limbo tranquillo senza troppi sbattimenti. sabato sono stato a surfare al lago di como. ventazzo, e willy-skipper a nastro, forse sovrainvelato, ma grande godimento. qualche ramo e qualche tronco di troppo.... ma è proprio quello che mi mancava in cina. per il resto sono appunto distaccato. non disinteressato, ma distaccato. sicuramente troppo deluso dalla mia stessa corrente politica per provare anche solo imbarazzo. sono passato direttamente allo schifo e al mero interesse particolare. nella vita privata.

del resto, come a suo tempo i biedemeier, mi sono ritirato nella vita privata. come loro a suo tempo, vengo criticato per il mio scarso impegno e la mia scarsa propensione all'attività politica. sarà. però, cazzo volete da me... io sono in orbita.

in effetti mi dispiace non partecipare, ma mi sento veramente impotente nei confronti delle istituzioni, della politica, del governo-malgoverno. come i biedermeier a suo tempo, aspetto momenti migliori, momenti in cui si sarà talmente toccato il fondo, che l'unica mossa possibile sarà rialzarsi. non possiamo infatti dimenticare che, finchè il popolo non sarà conscio della sua situazione di miseria, non sarà in grado di percepire la sua realtà, e quindi di contrastarla. al tempo stesso il popolo perseguirà nella legittimazione di una classe politica inutile ed egoista, al punto che non si preoccuperà di contrastarla in alcun modo.
come a suo tempo la restaurazione, che dopo la rivoluzione francese ricostituì i vecchi poteri, i regimi ereditari e compagnia bella, di fatto spegnendo i moti di riforma borghese, anche ora assistiamo ad uno sistema che impedisce e denigra ogni proposta dal basso come antipolitica e quindi non degna di attenzione.
borghese sono (e anche tu, se ci pensi) per cui non possiamo che aspettare che il popolo sia nella più profonda per sperare in un cambiamento. del resto marx è uscito proprio alla fine del periodo biedermeier e ha sconvolto il sistema costituito.

insomma, io continuo ad allenarmi con i willy-skipper, nella speranza di chiudere sto benedetto forward-loop prima dei trent'anni, voi fate un po' quel che vi pare, la citazione colta ve l'ho messa...
che poi mica tutto il male vien per nuocere, durante la restaurazione sono nati il romanticismo, e l'idealismo, per cui prepariamoci.

da wikipedia:

Il Biedermeier è un movimento artistico e ornamentale sviluppatosi nel periodo storico che intercorre tra il 1815 ed il 1848. Molto in voga tra la borghesia tedesca e austriaca, viene spesso definito di genere romantico.

Questo stile nacque come contrapposizione al cosiddetto Stile Impero, nel periodo immediatamente successivo al Congresso di Vienna, di cui riprende una decisa "voglia di normalità". Soprattutto per questa ragione, il Biedermeier è stato spesso definito come lo stile della Restaurazione.

Lo scopo che sottende allo stile Biedermeier infatti è valorizzare la sobrietà e l'armonia, mutuando parte dei motivi stilistici dal periodo precedente, ma spogliandoli di tutti i decori, gli orpelli e gli eccessi che lo avevano caratterizzato. Tutto ciò è coerente con la situazione socio-politica del momento, che cerca di dimenticare i fatti tumultuosi della Rivoluzione francese e del successivo impero napoleonico. Anche l'avvento della Rivoluzione industriale gioca un ruolo decisivo nello stile, proponendo prodotti funzionali ma dalle linee semplici, e quindi facilmente industrializzabili.

Questa tendenza si ritrova nell'architettura quanto nell'arredamento, nella musica quanto nella letteratura, e produce atmosfere solenni ma sobrie, prive di decori dorati ma ricche di elementi consueti, quotidiani. Le composizioni floreali sono un esempio significativo dello stile, così come le facciate severe di alcune città europee (una per tutte, Vienna) o le famose sedie in legno curvato e paglia di Vienna di Thonet. In musica e letteratura possiamo considerare esemplificative del periodo le composizioni misurate e semplici di Franz Schubert, le opere letterarie di Annette von Droste-Hülshoff o di Adelbert von Chamisso, e le opere teatrali dell'austriaco Franz Grillparzer.

Il termine stesso nacque attorno al 1850 come dispregiativo, e stava ad indicare il piccolo borghese apolitico e conservatore, interessato solo alla propria vita familiare. È composto da due parole, cioè l'aggettivo semplice, sempliciotto (bieder, ma che significa anche integro, onesto) unito a uno dei cognomi tedeschi più diffusi Meier (o Maier).

giovedì 17 luglio 2008

ronaldinho

per chi ancora non lo sapesse, ieri sera il milan del silvio, ha presentato il nuovo acquisto ronaldinho. a me il calcio piace (sono aimè pure milanista per cui..) , ma prendo spunto per un parallelismo, per una miniriflessione su questo mio, nostro belpaese. ci sta, che nell'impeto della passione sportiva uno possa pensare che "cazzo, si, finalmente è arrivato il salvatore della squadra", ma il fatto che ieri sera in trentamila siano andati a vedere uno show a san siro sull'ex fenomeno, mi fa star male.

è questa infatti, un'idea uguale all'altra idea del buon salvatore. quella cioè di mettere a roma l'uomo della provvidenza, l'unto del signore e compagnia bella, nella speranza che un singolo ci tiri fuori dalla cacca.
spiego meglio.
il milan è una squadra che ha vinto tutto. può fare incazzare, ma ha vinto tantissimo soprattutto durante la presidenza del tal innominabile (sigh, ma cazzo, abbiamo goduto parecchio!). è però una squadra che in quest'anno è uscita dalla champions league e ha fatto una figura poco interessante in campionato. squadra dai molti elementi con età considerate limite per poter ottenere una prestazione all'altezza dei migliori campionati, avrebbe forse dovuto passare per una sorta di rimaneggiamento pesante, o meglio rifondazione. dicesi ciò di un cambiamento generazionale e tattico per una squadra... largo ai giovani, largo ad una squadra nuova.

e invece no. si insiste su una squadra con evidenti limiti di prestazioni per motivi di età o di motivazione (si invecchia tutti e loro hanno veramente vinto tutto per cui tanto di cappello... però..) e si punta tutto su un singolo. è stato ronaldo prima, che tra tanti falli ne ha preso qualcuno di troppo, è stato pato poi, forse lo sarà ancora domani, ma è troppo giovane.
ecco quindi un altro, grandissimo mito, forse da rimettere in sesto, cui sacrificare un'intera squadra. cosa ne penseranno gli altri giocatori? gli altri elementi della squadra, di uno cui è stata data tutta la luce della notte milanese? uno che gia si sospetta che di notti milanesi ne passerà un bel po'...

io avrei puntato sulla squadra.
si è puntato su un singolo.
un po' come col "mi consenta".

ai posteri l'ardua sentenza. comunque finchè si può dire... forza milan....
intanto si langue nell'oblio quotidiano. almeno al giudizio degli arbitri finora si sottostà. unico personaggio dal giudizio insindacabile, nonostante i processi di biscardi.

ho fatto davvero sto parallelismo? cacchio, a sto punto meglio ritornare sulla terra, magari in germania, va.... che al massimo in qualche ora sono a san siro...

martedì 15 luglio 2008

macchia di sugo sulla camicia

con notevole soddisfazione ero arrivato immacolato alla fine del pasto, quando l'ultima pennetta si è liberata dalla morsa dei forconi della forchetta per tornare nel piatto e schizzare ben tre macchie di sugo, tre, sulla mia camicia.
che fare?
ecco quindi che vi propongo un fantastico rimedio casalingo che funziona pressochè ovunque!
utensili:
un zic di sapone
acqua frizzante
carta igienica o rotolone da cucina
asciugamani, non strettamente necessario


togliersi la camicia
fare scorrere un po' di acqua frizzante sulla macchia, prendere due fogli di carta o rotolone e posizionarne uno sotto alla macchia, mentre con l'altro, imbevuto di un zic di sapone con acqua, si esercita una lieve e ripetuta pressione sulla macchia stessa. una volta rimossa la macchia, asciugare la camicia. e stupirsi delle proprie capacità esclamando "minchia, funziona, che culo!"
oh, non è come in tintoria, ma la macchia non si vede più.

ciau
ah, ovviamente dat che prevenire è meglio che curare, la prossima volta non tentate la fortuna e mettetevi un tovagliolo sulla camicia. che è meglio....

martedì 8 luglio 2008

the guns of brixton

the guns of brixton è una canzone dei clash, l'unica scritta dal loro bassista simonon, che riguarda gli scontri razziali del 1980 a brixton, e che strizza l'occhio al film "the harder they come". clima rovente, povertà, ignoranza e polizia pesante sono sullo sfondo di questa cult-song.

...... e quando verranno a prendere te, come li accoglierai, con le mani sopra la testa o sul grilletto della pistola?
when they kick at your front door, how you gonna come, with your hands on your head, or on the trigger of your gun... [metto la canzone, ma il video non è ufficiale...]

mi è venuta in mente pensando a quanto diceva brecht, che ho letto in una bacheca a vestone, in un bar di fronte alla stazione delle corriere.

"prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare.
[bertolt brecht]"

.... con tutti i casini che ci sono ci occupiamo di una miniscola percentuale di abitanti, responsabili di una piccola percentuale di crimini, mentre in parlamento siedono criminali condannati nel silenzio generale, e che si occupano di promuovere zoccolette nelle inutili e tristi fiction nazionalpopolari. intanto a napoli la spazzatura è ancora li, la produzione cresce, l'alitalia non vola, la benzina sale, le tasse rimangono.... ma dagli allo straniero.

viva l'italia insomma .....


lunedì 7 luglio 2008

deep from outaspaisss

ieri sera il mondo mi ha dato l'ennesima delusione. c'era uno special sul punk su all music. scorrevano estratti de "la grande truffa del r'n'roll", finto documentario shock nel quale il loro creatore ed ideatore, svela che i sex pistols sono stati creati a tavolino, quindi non sono una band genuina, ma il frutto di un freddo calcolo capitalista.
dopo un po' ho girato canale, e in tv stavano dando del proprio meglio per riportare l'uomo allo stato brado di bestia primordiale con film inutili e spettacoli vuoti.

a quel punto mi sono alzato e ho spostato il libro de "la fondazione" di asimov, azionando così il dispositivo automatico e che apre il passaggio segreto che porta in cantina. li ho preparato la tuta interstellare, l'ho indossata e ho azionato il leverismo che sposta l'aiuola del giardino. mentre il razzo entrava lentamente in posizione ho caricato i viveri, fatto un check dell'attrezzatura, cambiato l'olio, le spazzole... fatto il pieno, che non si sa mai. ho azionato le ventole, ricaricato l'ossigeno. preso un po' di musica, libri. poi ho acceso i razzi e sono partito nella notte milanese, facendo un casino pazzesco. una scia di fumo ecobio ha tracciato il mio percorso e adesso orbito in posizione geostazionaria bevendomi un caffè nella stazione orbitante. capto onde radio e tv e vi guardo, vi spio. mi tengono compagnia il maggiore tom, ziggy stardust [vedi david bowie] e starchild [kiss], e per il momento non scendo.

tutto questo per dire che il blog ha cambiato nome perchè era troppo lungo da digitare.

in an interstellar burst
i am back to save
the universe
[radiohead-airbag]


mercoledì 2 luglio 2008

quel giorno di giugno

fa caldo. c'è un gran silenzio. spengo il clima. la luce del soggiorno. metto a posto una sedia. ho in mano le chiavi di casa. le valigie sono gia fuori dalla porta. riguardo verso il finestrone che da su puxi. sospirone. quasi mi scappa un singhiozzino. sospirone con l'anonima. ci guardiamo. riguardo la casa. due anni e rotti. la porta pesa qualche quintale. in soggiorno un mucchio di cose che abbandoniamo al fato. nei giorni scorsi abbiamo regalato un sacco di roba. non si torna indietro. riguardo dentro. la cucina. il frigo vuoto. l'attaccapanni. chiudo la porta e giro le chiavi. andiamo agli ascensori. scendiamo in silenzio. arriviamo, vado in portineria. inizio a togliere le chiavi dal mazzo e le metto nella posta. vorrei salutare il portinaio, abbracciarlo e ringraziarlo, ma si fa ovviamente i cazzi suoi, pulendosi le orecchie... cazzo di paese penso... manco un finale romantico.. e lo xinjianese... dovrei digli che parto? anche no. saliamo in auto. guardo in su. chissà se simo e simo stanno dormendo, se sono in casa. riguardo la portineria.. tutta la situazione è quasi irreale. guardo l'anonima, sorridiamo a mille denti.... si parte.... mamma mia, si parte! vai shifu o come cazzo si scrive, parti !!

la yananlu scorre via liscia, con i suoi snodi lunghi e infiniti... un po mi dispiace lasciare questa città. non è quasi la stessa, molti palazzi nuovi, molte più auto. aria mefitica. guardo fuori dai finestrini dalla mia parte e penso a quella mercedes con i modern talking a palla che mi portava in direzione opposta in un grigio pomeriggio d'inverno. silenzio. ci fermiamo ad un semaforo. carretto. bici. freni, gniiiiiik, scontro carrettobici. urla. uno sputa. si riparte, sorrisone con l'anonima, risatone, via, basta! ma andatevene un po' tutti a ranare!

pudong, nuovo terminal, voli esteri, international, hong kong e taiwan.... inutile sfarzo di proiettori potentissimi ogni due metri. check-in, controlli.... tutto sembra un sogno, non mi rendo quasi conto che sono seduto al gate. mancano due ore! alla faccia della voglia di partire! estraggo la chitarra fake-epiphone les-paul che mi sono preso mesi fa... strimpello un po' nella noia mentre la tivù manda solo immagini del terremoto che ha sconvolto la cina.... mi fermo a pensare a questo paese e al suo futuro....

sono arrivato che mi sembrava l'america dei giorni nostri. riparto con l'idea che l'umanità si è inventata una bufala gigantesca. non sono convinto che sia prospero sto domani per la cina. sicuramente non sarà armonioso. inflazione alle stelle, problemi di disorganizzazione costanti, corruzione spaventosa e disastrosa....un popolo sfuggito di mano.... mah.
ma io parto. cazzo. parto!

ultimi messaggi agli amici, scaramanticamente ci si da appuntamento al giorno dopo...manca un'ora, sale l'agitation. ricordi scorrono velocissimi. l'arrivo senza valigie, soldi e telefono... il primo giorno, il fake, la prima casa, la scelta della seconda.... i viaggi impossibili in autobus o in treno.... dio il primo treno.... i cessi all'aperto, per strada... i ritorni a casa, la drammatica sera di qingdao, la noia di dalian..... hanzhou, suzhou, wuxi, ningbo... ma quanto ho girato? canton, pechino, shanghai.... che dire.. mi mancherà di sicuro tutto ciò, ma adesso no...
vedere scorrere la pista sotto all'aereo mi risveglia dai ricordi, l'anonima se la dorme, l'aereo sbatte fortissimo, metto su ozzy e i black sabbath e tre ore dopo mi sveglio che siamo sulla profonda russia, direzione francoforte.

cazzo, siamo partiti.

e mo? cazzo, gia.... emmò? bah, intanto in cina ci sono stato.......
vai ozzy

are you metal
are you man
you changed in life since you began
black sabbath - the writ


martedì 17 giugno 2008

la tornanza

si, sono tornato. ma non ho assolutamente tempo di scrivere nulla. devo ancora mettere a posto le foto di dubai, spiegare dubai, raccontare dubai...

e poi devo ancora scrivere del trasloco cina, del lasciare la casa, del viaggio in aeroporto, di francoforte di bretzel....

bretzel? hehe, si, bretzel.
potrei anche iniziare adesso a dire il vero.
dunque.. "oh, maik, birretta e pizza?..." "si arrivo, tanto poi ho tempo per scrivere dopo...."

giovedì 8 maggio 2008

quell'abbaione di beppe

beppe grillo mi piace fino ad un certo punto, troppo abbaione per i miei gusti. però su molte cose, ha ragione da vendere.

questi sono i parlamentari che risultano essere stati condannati, dati aggiornati al maggio 2008.
fonti: “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez - Camera dei Deputati (www.camera.it), Senato della Repubblica (www.senato.it), www.beppegrillo.it

Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.

Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.

Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.

Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito
dalla maxitangente Enimont.

Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.

Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.

Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).

De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.

Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).

Farina Renato (FI): Farina patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.

La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.

Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.

Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980).

Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire.

Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.

Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.

Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.


complimenti a tutti insomma.

giovedì 24 aprile 2008

alitalia

mi fanno schifo tutti. dai sindacati ai politici che da sempre hanno messo il naso in cose che non li riguardano, decretando così la fine di alitalia. una fine lenta, che poteva essere fermata tempo fa. molto tempo fa. sei politico? fai politica, non impicciarti dell'economia privata. non c'entri. e tu, caro sindacalista, ricordati che se in regime di concorrenza blocchi un servizio per bizze tue, e non per ragioni serie, la gente quel servizio lo cerca da qualcun'altro.

adesso ci viene a costare un milione di euro al giorno. si perchè ai trecento milioni che darà il governo in prestito-ponte (e che non saranno mai e poi mai restituiti) dovremo aggiungere anche altri milioni di multa dalla commissione europea. che giustamente ci tratta da idioti. "ma siete scemi a cacciare l'unico che voleva avere a che fare con alitalia? beh, auguri..."

quando lusca ha detto che aeroflot voleva entrare in gioco per alitalia, il suo amico rasputin ha fatto una faccia come per dire "eh??!!?? ma siamo matti??!!??"

e noi paghiamo. si, tutti noi. anche tu che sei contento che la compagnia adesso resta italiana, che è un altra di quelle illusioni inutili. siamo nel 2008 e alitalia è quotata in borsa, quindi la può possedere chi cacchio vuole. anche uno del beciuanistan se vuole! ma l'economia moderna è una cosa che in italia non abbiamo e non avremo mai, ma soprattutto che no capiremo mai. alitalia non ha una cordata italiana alle spalle, è una puttanata elettorale che ha sfondato alitalia definitivamente. non recupereremo nemmeno i soldi degli aerei, che sono vecchi e fanno pena.

bravi.

ora che ci penso però, io, stando fuori, mica pago le tasse in italia! hehehe! evviva. sono cazzi vostri allora, hahahahahahah. e state pur tranquilli, che i cinesi con le mie tasse non faranno certo acquisti avventati in alitalia (che hanno gia i cazzi propri)!!

bravi bravi, bravi bis!!

quasi quasi

della serie.. quasi quasi mi faccio una dormita sul mio mototaxi. non mi ricordo che altro blogger ha parlato di "i buttati", ma è azzeccatissimo. ogni tanto trovi sti personaggi che se la dormono alla grandissima in posizioni impossibili; in ufficio, in fiera, in aereo, per strada, a caso... questo del mototaxi è un classico...






quasi quanto l'uomo del carretto che in mezzo alla strada decide di fermarsi e mettersi a dormire nel cassone (due anni fa lo facevano anche sulla superstrada, ormai succede solo nelle zone di periferia).
questo della foto ci ha fatto spisciare, col triciclo rosa puccettoso affianco mentre legge il giornale prima della piomba.... favolosi.





quest'ultimo dorme mimetico dietro alla sua edicola, chi lo trova? hahaha

domenica 20 aprile 2008

the shanghai years


c'è questa collezione di singoli e canzoni dei rolling stones chiamata "the london years" e sono le canzoni degli stones che mi piacciono di più.
tra poco più di un mese si chiude casa e si torna in italia per un po'. sono passati due anni e qualcosa... sono successe tante cose, sono penso cambiato molto. dieci anni dopo il diploma, mi ritrovo qui, al ventiquattresimo piano di un grattacielo che guarda sui tramonti di hongqiao, con indosso un maglione a losanghe, un paio di jeans di marca e una copia perfetta di una giacca paul&shark. tutte cose che maaaai avrei pensato, e invece.. ma in fondo, a parte il "fuori", dentro mi sento ancora molto simile a quello di prima, meno illusioni politiche, molto più realista, ma ancora testa libera, mi piace ancora il metal, il punk e via dicendo. insomma, valori importanti, quando il resto se ne va giù per lo scarico.

the shanghai years, tutto sommato un gran bel periodo, e anche bella foto dell'anonima, mentre oggi, in una giornata di sole andavamo a farci un cappuccio e brioche al baretto dell'equatorial, che ha un terrazzino carino carino che prende il sole al mattino.
fa lo stesso se poi nel giro di un'ora è tornata la foschia e subito dopo ha iniziato a piovere. la mattina è stata splendida.... fa lo stesso perchè tanto si parte, hehe.

ciau

mercoledì 9 aprile 2008

it's the economy, stupid

è un mesetto che non scrivo più niente. partirò con un abbiaio libero sulla situazione locale. la frase del titolo è la frase che rivolse clinton ai republicani quando vinse le elezioni, tanto per dire......

ieri sono tornato da una due giorni a pechino. non so più cosa pensare di questo posto. sono arrivato in cina che era tutto molto diverso. ora ho sinceri dubbi che la cina continui a galoppare tranquilla. tralasciando la politica, ci sono altri fattori, economici, che mi danno da pensare.

prendiamo l'esempio di petrochina. petrochina è una delle più importatnti società cinesi. un colosso da milioni di milioni di milioni. producono benzina, per farla semplice. non estraggono il petrolio direttamente, ma lo raffinano. ora, siccome in cina il prezzo della benzina è definito dallo stato, che deve garantire prezzi bassi per tutti i milioni di automobilisti, autotrasportatori, carrettai, motorinisti e tutto il carrozzone, petrochina ha dei grossi problemi di bilancio. in pratica ha dichiarato di andare a pari, con un costo del petrolio al barile di 61 dollari. ebbene, il petrolio costa il doppio. fate voi. ecco che lo stato riverserà 12,3 miliardi di dollari in petrochina a coprirne i buchi. come petrochina, sono incasinate moltissime altre aziende cinesi, che in molti casi fanno utile, ma con delle percentuali veramente bassissime rispetto al fatturato.

le borse cinesi sono in lenta ma costante perdita da nove mesi. cosa succede? beh, uno dei motivi delle forti botte di crescita precedenti era che i ricchissimi cinesi non avevano molte altre possibilità d'investimento, se non l'investimento azionario in quelle poche valide società quotate in cina. insomma, se sei cinese, puoi solo investire in cina. e quindi ecco le grandi botte di salita. la maggior parte degli azionisti cinesi però, non punta all'azionariato di controllo, ma alla speculazione a breve. se la ditta "tira" va bene, ma se perde, come quella di cui sopra, allora è grigissima. se nessuno ti compra le azioni perchè quella ditta non piace più, allora dovrai abbassare notevolmente il prezzo delle azioni che hai in mano per potertene liberare, sempre che tu riesca a trovare uno che te le prende, altrimenti abbassi ancora e via così. ergo, le borse scendono da bestia.

la cina ha tolto il tax rebate sull'export. in poche parole, se una ditta esportava, le veniva riconosciuta la restituzione di alcuni punti percentuali di quanto esportato, come recupero di tasse non dovute. questo permetteva che alcuni prezzi fossero ancora più bassi di quanto logico, perchè parte del costo era come se lo ripagava lo stato. molte ditte ora hanno perso questo vantaggio, e devono di conseguenza alzare i prezzi al listino, soprattutto per l'export.

il dollaro non vale niente. le ditte americane fanno fatica a comprare in cina perchè hanno una fortissima pressione sui prezzi all'interno del mercato usa. ergo comprano meno o a prezzi stracciatissimi. se rileggete il punto prima, capirete che la situazione è incasinata. la cina alza i prezzi, ma i maggiori compratori, gli usa non ci stanno dietro. negli usa si produce molto poco, si fa arrivare tutto da fuori. se da fuori non si riesce ad avere gran che, allora si spara. [sibillino....] staremo a vedere... anche gli stati uniti sono messi maluccio..

renminbi/yuan, da non confondersi con lo yen giapponese. da anni vieni richiesto alla cina di rivalutare il renminbi/yuan nei confronti delle altre valute. lo yuan è tenuto molto basso artificialmente. anni fa il tasso era fisso nei confronti del dollaro. ora è tenuto fluttuante all'interno di un range di minimo e massimo scostamento dall'andamento del dollaro. l'idea in tutto questo processo è quella di rendere il renminbi/yuan libero di fluttuare in base ai mercati. per questioni di economia monetaria che non sto a spiegarvi, il renminbi in realtà vale molto di più di quanto non valga attualmente. si pensa che valga almeno il doppio. il cambiamento dovrebbe avvenire verso la fine dell'anno, o almeno questi sono gli asupici degli economisti. non si sa se succederà perchè sarebbe un momento difficile per tutti. in poche parole, servirebbero il doppio dei dollari per comprare la stessa merce [vedi sopra]. o anche più euro, mica sono solo gli americani che soffrono. in un'economia globalizzata, ci sarà da fare a botte mica poco quando succederà.

mercato interno. a questo punto i produttori si rivolgeranno al mercato interno. non riuscendo più a vendere fuori, venderanno dentro. i cinesi sono tantissimi, compreranno loro quello che non compra più l'estero. non sarà un problema. beh, si e no. a prescindere dalla qualità media che si potrà trovare, il comportamento del cliente medio cinese cambierà di sicuro, e vorrà appunto qualità a prezzi ragionevoli. come da noi. in un paese con scarsa qualità di prodotto finale [paragonato a livelli nostri] un aumento della qualità innalzerà i costi, rendendo i prodotti più cari, e meno competitivi rispetto al resto. sarà una bella lotta anche questa. staremo a vedere. io sono abbastanza stufo del mio condizionatore haiere che non scalda, della televisione haier che non va un cacchio, della lavatrice philips che costa duecento euro ma lava un cazzo...... si studeranno ben anche loro di buttare via soldi quando non ne avranno più molti....

stipendi. ma come mai prezzi alti sarebbero un problema? beh, i salari cinesi non galoppano più. sono fermi, se poi aumentano, non seguono l'aumento dell'inflazione, che è all' 8,3%. la cosa più preoccupante è l'inflazione del comparto cibo, che è al 23%. comprare da mangiare costa un quinto in più di un anno fa!! [dati shanghai daily].
"e il cittadino s'incazza" o meglio s'incazzerebbe, se potesse.

come fare a calmare tutta sta gente? beh, per ora c'è il palliativo olimpiadi. una sega infinita di pubblicità, discorsi, trasmissioni tutt'intorno alle olimpiadi. è normale però, mi raccomando, non fraintendiamo questo punto. in germania per gli ultimi mondiali c'era informazione monodirezionale per mesi, come anche in italia nel novanta. capite quindi perchè tanto casino per la storia della fiaccola che gira il mondo e le proteste che ci girano attorno.

già, le olimpiadi. pechino è un cantiere infinito.... "look, there is the bird's nest stadium"... dove, che non si vede a cento metri? bello comunque lo stadio, veramente impressionante. anche il cubo d'acqua è molto bello, peccato però che non si vede. ho il mal digola dopo due giorni di pechino. gabri, lo so che tu ci vivi, e non so come fai, ma io ogni volta che vengo a pechino, riparto che ho qualche noia alle vie repiratorie. sono delicato forse... io che vivo a shanghai, haha...
vedremo come saranno queste olimpiadi. molti di noi aspettano per capire se restare in cina o se partire. anche se molti non capiscono, saranno un momento cruciale per la cina.
la barca è veramente in acqua agitate e rischia grosso. se va via liscia ben, altrimenti saranno cazzi per tutti, anche per noi dall'altra parte del mondo.

lunedì 10 marzo 2008

worldsurfer e la crisi della primavera


è primavera, svegliatevi bambine. le prime giornate di sole. primo calduccio ogni tanto.. e perturbazioni a manetta. vent, bufere, onde. ovviamente niente di tutto ciò qui a shanghai. nel lontano novantanove conobbi un tale al ristorante. lavorava per la red bull. sponsorizzava atleti ed eventi. "ma tu... qualche gara la faresti?".
e quel pirla che sono gli ha detto.... no, prima vorrei finire di studiare.
ma che risposta è?? ma studiare ma de che?... per ritrovarmi in cina??
potevo essere alle hawaii. le hawaii, e invece mi vedo hongqiao dall'alto. bello schifo. aò, me ne vojo tornaa a casa. che c'ho il surf in cantina! in cantina. aaargh.

giovedì 28 febbraio 2008

giapponia - osaka - day nine

ci svegliamo abbastanza sul presto ed andiamo a fare un giretto in città. prima tappa un museo piccolino, molto pubblicizzato, che cerchiamo per troppo tempo per darne un giudizio positivo. in più ci svelano solo all'ultimo istante che i quadri che vediamo sono in realtà delle stampe, il cui processo di stampa è complicatissimo e in realtà interessantissimo. se ce lo avessero svelato prima avremmo potuto apprezzare molto di più la situazione. persi per persi andiamo a mangiare un orrido sushi, in un posto in cui all'apparenza sono espertissimi nel servire il fugu, che ci vediamo bene dall'ordinare. il fugu è il pesce palla che ha una bile tremenda e velenosissima, per cui l'arte del cuoco è quella di riuscire ad estrarre questo veleno senza farne uscire la minima goccia. nel caso dovesse uscire qualcosina, una minima minima gocciolina ina ina, il cliente rimarrebbe fulminato all'istante; e non ci pare il caso, come dire. mentre stavamo cercando il museo abbiamo effettivamente notato due o tre fiocchi di neve sparsi, ma durante il pranzo... bufera! vedere per credere.

in metrò raggiungiamo il museo imperiale, che fortuna della fortune, chiude un giorno all'anno e indovinate che giorno è. andiamo quindi a vedere un altro museo cittadino, che invece è molto molto bello e pieno di cosette interessanti. sono affascinato e rapito dai plastici automatizzati e scatto anche qui, legalmente, incredibile, una trentina di foto con protagonisti gli omini di plastica dei diorama.

osaka non ci dice molto però. torniamo verso l'albergo e ci prende la voglia di andare al pacinko. per chi non lo sapesse il pacinko è un luogo di perversione, di rumore e di orrore postmoderno. è il casinò giapponese, in cui si vincono solo consumazioni, ma in cui il popolo giapponese sperimenta dipendenze da gioco d'azzardo preoccupanti. si tratta di macchinette stile slot-machine, in cui si riversano un tot di biglie di ferro. con una manopolina si gestisce la frequenza di palline all'interno della macchinetta. le biglie rimbalzano verticalmente su dei chiodini. l'interazione umana con l'oggetto finisce li. il colpo di culo, pardon, fortuna, porta le biglie a cadere in un determinato buchetto, che determina luci stroboscopiche, rumori assordanti, flash sullo schermo, che nel frattempo lancia rotazioni di slot-machine con sfondi erotici o di cartoni animati o di polipetti puccettosi. il resto sono rumore terribile di biglie una contro l'altra, fetore di fumo di sigarette, urla e schiamazzi, inframezzati da un presentatore che a sua volta, in uno stato di trance si sfonda l'ugola con filastrocche tipo "giralaruota giralafortuna" e via così. un inferno.

storditi ce ne torniamo verso l'albergo e ci fermiamo in un sushiaro senza pretese. pazzesco, buonissimo! faccio ben due bis, sono estasiato e contentissimo. finalmente il secondo sushi degno della vacanza. che buono. che buono.

andiamo a dormire un po' tristi perchè dobbiamo tornare a shanghai. durante la notte sentiamo all'improvviso delle esplosioni seguite da sirene e vociare. mi fiondo alla finestra, è lui è godzilla, siii, è lui, è lui.....
non era lui, ma è come se lo fosse stato. ricordatevi di guardare anche le foto -> dal menu affianco.

giapponia - nara - day eight

manco a farlo apposta, il giorno seguente ci accoglie con un piaoggierellina fredda e fastidiosissima. perfetta per fare le foto insomma. indomiti andiamo lo stesso perchè il Nigatsu Do merita troppo per perderci il ricordo. nella foto una vista di nara dal balcone del tempio. è il tempio delle lanterne, e una volta all'anno i credenti vengono qui in processione accendendo tutte le lanterne attorno al tempio, sono qualche migliaia, e portando in processione degli enormi fuochi che fanno roteare su dei bastoni. insomma, una cosa complicatissima che non ho capito troppo bene. non tanto per ignoranza mia, ma perchè anche a nara, i musei sono praticamente solo per giapponesi, e le didascalie servono veramente a poco.

nella foto affianco i bastoni con le torce usate nell'ultima processione. queste vengono fatte roteare, in modo che perdano braci ardenti che schizzano quindi dappertutto con un effetto fuoco d'artificio. immaginatevi una "santa rosalia" locale, con drappi, lanterne, fuochi e tutto il resto. nelle foto vediamo anche migliaia di persone e riti particolari a contorno della processione. nel mio piccolo, in questa giornataccia sparo centocinque foto, che ci fanno arrivare ad un parziale di oltre cinquecento foto. del resto siamo in giappone, non è che possiamo non fare i "giapponesi".
fa freddo e decidiamo di andare a osaka per l'ultima puntata del viaggio.

ad osaka arriviamo malmessi. mangiamo del cacchio di roba fritta, che come dice la lonely è una delle grandi cose da non perdere di osaka. e per fortuna che non ce la siamo persa sta frittura. stiamo male entrambe, così l'anonima torna in albergo, mentre io stoico vado in cerca di quella che la lonely definisce la città dell'elettronica. un intero quartiere dedicato alle cazzate elettroniche. la cosa, essendo della lonely, mi puzza molto di cazzata, ma proseguo. essendo ormai da solo devo convincermi di essere capace di muovermi anche in giappone. riesco a non perdermi troppo, chiedendo informazioni a destra e a manca. ovviamente anche le strade hanno scritte solo in giapponese, per cui evviva evviva. trovo per fortuna il quartiere. ma di elettronica non trovo nulla. ma proprio nulla. è pieno di dvd e di fumetti a cui la pornografia fa un baffo... non potete immaginare cosa ho visto e di sicuro non lo scrivo qui. pensatela così... essendo dei fumetti, non c'è limite a quello che si può e quello che no..... faccio un giretto veloce in questa libreria allucinante, piena di ragazzetti sfigatissimi che sfogliano i fumetti invasati e riesco. e a quel punto mi trovo di fronte il palazzo più bello del mondo.
il paradiso del bimbo che, manco tanto nascosto, vive dentro di me. e qui, mi perdo! cinque piani di ogni possibile pezzettino per modellismo di qualsiasi genere e per ogni età! cinque piani di aerei, carrarmatini, navi, macchinine telecomandate, navi spaziali dei cartoni animati, dei film, di ogni cosa, persino i pupazzetti customizzabili al punto da farli assomigliare alla tua persona e viceversa. impossibile!
zanna, zanna, hanno una pista per collaudare le miniquattrovuddì lunga quaranta metri!! non fotografabile, ma lunga quaranta metri!! ed è pieno di ragazzetti in coda con le cassette attrezzi che montano e smontano motorini oro e silver e ruote e rotelline e non ce la faccio più. resto prigioniero di questo palazzo per due ore. esco. e ne trovo un altro!!! non resisto e mi perdo anche in questo, che spalmata su due piani contiene anche la seconda gundam station per grandezza del giappone. esco anche da questo sconvolto, due ore dopo, "circa" con crisi d'identità mostruose. mi vedo a costruire un'infinità di diorama, pilotando aerei telecomandati e impersonificando un me stesso di plastica. aiuto!

a cena mangiamo pochissimo e beviamo molta coca cola perchè siamo devastati dal fritto della giornata.

giapponia - nara - day seven

da kyoto belli bellini prendiamo lo stesso trenino metrò ce ci ha portato a uji, e andiamo verso nara. l'anonima è superentusiasta di questa nara, ma io non ho ben capito dove sto per andare a finire. pare ci sia questo parco gigantesco, dove si può camminare liberamente tra un tempio e l'altro. pare anche, dice la lonely planet, che ci siano un certo quantitativo di cervi cui si può dare da mangiare. io mi immagino un parchetto tipo parco sempione, con dei recinti e qualche minitempio qua e la, ma la giornata è molto bella e fa quasi caldo, per cui sono molto contento e spensierato. nel frattempo guardo fuori dalla finestra del trenino e non riesco a capire quest'angoscia degli spazi ristretti. siamo in piena campagna e tutte le case sono una attaccata all'altra, minuscole, senza parcheggio davanti. il parcheggio, in comune, è altrove.
per tutto il giappone abbiamo visto macchine buffissime, ma interessanti. strette come poche, alte, e tutte squadrate. strane. divertenti. c'è ovviamente anche quello col suv, ma il vero figo, quello che abita in centro, gira con questa macchinetta minuscola, tamarrata alla grande, ma minuscola. per il posto auto vengono sacrificati grandi spazi delle case, per coloro che hanno il posto auto. immaginatevi un'entrata di casa larga tre metri, con un vano che riempie tutto, nel quale c'è infilata l'auto. la porta di casa contemporaneamente è larga come le vostre spalle e nulla più. chiaro, altrimenti come ci sta la macchina. mah. stranezze. ci ha anche molto stupito, affianco alle case, la presenza di secchi d'acqua e di bidoni di sabbia per spegnere i fuochi. abbiamo pensato ad un terrore antico nei confronti del fuoco.

arriviamo a nara, dove la solita signora over sessanta, gentilissima, ci indica la strada per il nostro albergo. l'albergo è molto carino, fuori, la stanza un po' meno, con un materasso sbilenco che pende verso il muro. mah. lasciati i bagagli andiamo nel famoso parco... incredibile e bellissimo.
ci sono milleuecento daini nani che girano liberamente tra la gente in cerca di cibo. per un euro si possono comprare delle cialde d'avena e darle ai daini che le vengono a prendere direttamente dalle vostre mani. ma che bello. e che pultio. è pieno di bambini terrorizzati/affascinati da questi animaloni che li guardano curiosi ed affamati. è festa nazionale per cui c'è tantissima gente, tantissimi nonni e genitori con i bimbetti che scappano dappertutto inseguiti, si fa per dire, dai daini. i daini in realtà sono a volte un pochetto insistenti, ma simpatici. solo che magnano veramente tanto. uno addirittura cerca di infilare la testa nella tasca dell'anonima per ciulare la cialdina di nascosto.... ciccio sei un daino, mica un fringuello, vuoi che non ti abbiamo visto?
intanto camminiamo nel parco e vediamo i famosi templi. molto curati e tenuti bene. so che è stupido, ma fa quasi strano vedere la gente che ci prega veramente. sembra un enorme museo all'aria aperta. scatto talmente tante foto che si scarica la batteria della macchina. e pure quella di riserva ci lascia di li a poco. poco male, ci diciamo, torneremo domani a completare l'opera.
riesco a malapena a fotografare il tempio Todaiji, la costruzione in legno più grande del mondo, con all'interno un buddha gigante. il tempio è stato ricostruito più volte dopo le distruzioni del contendente dell'imperatore di turno. è imponente ed è impressionante pensare come sia interamente costruito in legno, senza chiodi o altro. sta su così, a incastri. cioè, secondo me qualche chiodino qua e là c'è, ma crediamo pure all'unesco dai. per pranzo ci infiliamo in una trattorietta piccola lungo la strada del parco, dove mangio il riso al pollo e curry più buono dell'asia e la coinquilina, che continua nel suo anonimato, prende lo zuppone di noodles più buono che ricordi. vuoi vedere che abbiamo sbagliato tutto e che bisognava puntare sulle trattorie minuscole e nascoste per mangiare bene? hmmmm

da li andiamo anche al museo cittadino, piccolino e molto interessante, con statue buddiste che arrivano anche dalla cina. guerrieri, guardiani di templi... bello. veramente. il bimbo che è in me non resiste alla tentazione del sega megastore e faccio una partita a supermario kart, che è della nintendo, ma lo trovo li dentro lo stesso. la delusione è pazzesca. concentratissimo vinco la gara evitando di un soffio un attacco epilettico dovuto dai mille flash e colori assurdi del videogame, e cercando di intuire i versi del gioco, che ovviamente è tutto in giapponese. vinco e non posso continuare!! ma come game over? beh, non ho la tessera. come nei casinò americani, se avessi avuto la tessera, avrei potuto continuare, aggiungendo altri soldi, per poter vincere il jackpot alla fine. ma che cacchio di storia è questa?? ho giocato un euro, sconfitto draghi e luigi blu e verdi per non poter andare avanti? la "mamma" mi porta in albergo che quasi piango. una cosa sono riuscito a fare in sto giappone e mi frega così? che nervi.
la sera riproviamo la cosa della trattoria ma veniamo puniti clamorosamente dai famosi spiedini giappi. non è che non siano buoni, ma sono composti quasi unicamente di cuori, fegati, creste, bargigli e interiora di gallina! optiamo per uno spiedino di petti di pollo dalla forma bizzarra e amen. asahi premium beer e tanti saluti. tornando in stanza, guardo fuori dalla finestra. cimitero. ma dai, ma oh, ma è il secondo! vabbeh, andiamo a dormire va. il letto è storto e dormirò malissimo, gia lo so...