martedì 9 settembre 2008

a volte ritornano - e impattano!


e quindi si, per l'ennesima volta me ne sono tornato in cina. devo essere sincero, sono tornato svogliatissimo. voglia zero, anche meno. devo rifare dei visti per l'ufficio cinese, il che significa perdere un tot di giorni di fila, senza potersi muovere se non in auto intorno a shanghai.
vabbeh, da fare c'è.

il viaggio parte male.
malpensa. fobico del ritardo arrivo con troppo anticipo. il volo invece è in ritardo. il nostro air dolomiti parte tardi per monaco e gia mi girano le pive che non riuscirò a spararmi le due weizen e il leberkaese soporifero. l'arrivo a monaco è un po' drammatico, perchè mi sparo tutto un terminal di corsa, però è il miglior volo lufthansa di sempre. video on demand, due warsteiner e via!
no, ho sbagliato i tempi, per cui, alla fine di "kung-fu panda" decido di guardarmi il filmone tedesco-austriaco "falco-verdammt wir leben noch", che è poi l'autobiografia di questo personaggione della musica austriaca, poi diventato fenomeno tedesco e poi mondiale, che ha terminato la sua turbinosa vita a santo domingo in un incidente d'auto.
film bellissimo, peccato che ti apra mille paranoie, e che quindi non ho dormito nulla! drammatico. arrivo che sono cottostracotto. e l'impatto è ovviamente pesante!

maglev + metrò è una combinazione da non rischiare più! con sta cosa delle olimpiadi stanno esagerando. gia devo venire di persona per rinnovare due cavolate.... insomma controlli dappertutto!!
prendo i bagagli e mi controllano tutto di nuovo, manco dovessi entrare nuovamente in aereo. coda. esco, prendo il maglev. controlli di nuovo. metal detector. passaporto e biglietto aereo (perchè poi?) . coda. scendo dal maglev, vado per il metrò. ho le valigie. controlli. metal detector. passaporto e biglietto aereo. coda.
la prossima volta prendo il maledetto santana e buonanotte.

fatto questo, impatto con il caldo bestiale e l'afa mostruosa. arrivo in albergo che faccio veramente pena. affronto con disinvoltura le pratiche per registrarmi in albergo (alcune domande aggiuntive su che cosa di preciso ci faccio li, cosa che prima non succedeva). doverosissima doccia. vorrei dormire, ma devo fare ancora delle foto per i visti. c'era una macchinetta in metrò per fare le foto. vado spedito. la macchinetta è sparita. chiedo al tipo della bottega affianco. nota bene, è la bottega affianco.
"scusa, ma dove l'hanno messa la macchinetta?"
"è li affianco alla mia bottega..."
"no"
"si - (ride)"
gli mostro lo spazio vuoto
"aaaaaah. oh? shenma? (scienma=cosa?) wei (urla alla moglie idiomi sconosciuti)"
agitazione in stazione. resto immobile nel baracco delle ciabattine di plastica mentre intorno a me si riuniscono mille e ancora mille baracchinai urlanti. arriva una guardia di non so che. partecipa impassibile e senza proferire verbo alcuno a tutto il trambusto.

vabbeh, mi dico, la macchinetta non c'è, e qua c'è troppo casino. raggiungo la consulente che mi aiuta con le pratiche. chiediamo. "si, guardi, la c'è un posto per fare le foto".
andiamo. abiti da sposa ci accolgono in vetrina e una "simpaticissima" signora festante e cinguettosa ci accoglie nella sua boutique della sposa e del paradiso della pacchianata matrimoniale, catalogono in mano.
"benvenuti, come siete carini!"
la cinese sviene quasi per l'imbarazzo!
"signora, non diciamo cazzate, sono qui per delle fototessere!"
ci manda dal marito, che vuole addirittura pettinarmi prima. lo guardo.... ho i capelli a 12mm, che vuoi pettinare, fai sta foto dai che ho sonno! ma lui non molla è un professionista serio lui. sposta luci, proiettori, mi piazza uno specchio con tanto di griglia davanti agli occhi, stai più inclinato così.... cosà... due, tre foto e via, estrae la schedina e va a stampare, lasciandoci li in balia della signora, che, perso l'affare con la coppia mista, si fionda sulla consulente... si sa mai che in futuro si sposi davvero. e li fioccano cifre favolose.

librone pacchianissimo formato assurdo, tipo doppio A4 lungo, cartonato, foto 10 megapixel, copertina in plasticone alto, stile fintoplexiglass da discoteca, per coppie giovani, con foto photoshoppate su sfondi allucinogeni e frasi assurde tipo "i still remember the fist day you said i love you" "you are my soulmate, finally I am complete" in inglese, con stili di grafica improbabili e tabulazione a caso.. 5.000 rmb, na cinquecento euro. il cd delle foto non è incluso.

librone megagigaenorme, oltre l'A3, con segnalibri luigi 16 che fuoriescono dal tomo, copertina in finta ceramica, per spose meringate, noleggio vestiti improbabili per lui, stesse pacchianate del primo ma in finta pergamena e stile "script" e citazioni di grandi poeti, ovviamente senza royalties, 16.000 rmb, uelllllaaaa, sciambola dico io, ma, colpo di teatro, "per lei signorina, 10.000" lei annuisce. il prezzo apparentemente ci sta.
vabbeh, esce il mago della pellicola con sto bendidio di foto costate 3,5 euro per un totale di otto fototessere formato grande. beh, dai come foto ci può anche stare, ma tutta sta pippa per le luci e poi mi piazzi un riflesso da paura sugli occhiali?
lui si scusa, scuote la testa e vuole rifare da capo.... maddai maddai, dammi ste foto che stavo scherzando.

usciamo. mi serve una sim nuova per il telefono, che dopo tre mesi di inattività ti staccano tutto. credito compreso. giugno, luglio, agosto, settembre.... si mi serve una scheda.
saluto la consulente e vado dalla jenny, da beppe. china mobile. ha con se il passaporto? no, sto rifacendo i visti. eh, ma a noi serve il passaporto, dobbiamo fare una fotocopia, altrimenti non si può fare nulla. ho una fotocopia del passaporto. no. non va bene. vabbeh, e quindi?
quindi vada daun giornalaio, li non serve il passaporto per avere una scheda china mobile.

lascio anche un bello spazio bianco perchè la cosa si commenta da sola. vabbeh, giornalaio. nuon uomo, mi serve una scheda che possa ricevere chiamate dall'estero e che faccia chiamate all'estero. per fortuna jenny traduce il mio cinese schifoso. parlano tre minuti. fanno una telefonata. due. riparlano. il signore (quello della fotografia dove dorme affianco al'edicola) mi passa il tariffario delle sue sim.
a seconda di quanti 8 ci sono nel numero, e quindi da quanta fortuna porta un certo numero, il costo aumenta. vado per un numero tranquillo, due otto sparsi nel numero. euforia nel popolo astante che si è radunato attorno all'edicola. jenny mi dice che come numero va bene. "jenny, tanto sto due settimane e mi scade lo stesso tra tre mesi...." "eh, vabbeh, fin li ti porta buono".
vero.
ah, la filosofia cinese.
svengo a letto in albergo. sognando matrimoni meringosi e contorti. un sacco di gente che telefona, con questo riff di falco che non mi fa sentire cosa mi stanno dicendo.

falco - der kommissar


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