lunedì 30 novembre 2009

la bubble economy e il biglietto del cinema

non sono nella finanza e non sono nel real estate, per cui probabilmente non avevo da incantare la gente con promesse e cazzate riguardo al mondo, ai fondi, e a dubai. ho visto la cina ed era una bolla, un'economia non pronta. e la sto vedendo barcollare.
ho visto dubai e l'ho vista una bolla anche peggiore.
se l'economia si basa sul rapporto tra domanda e offerta, allora questa non è un'economia, è follia.
se guardate i palazzi, le case, sono vuoti.
la sera la cosa diventa evidente. nei palazzi da trenta, quaranta piani, si illuminano solo una/due finestre a piano. per una media di dieci appartamenti a piano, fate due conti...
diciamo che arrotondando all'eccesso, l'ottanta percento degli appartamenti sono sfitti, o vuoti. e allora perchè sono li? perchè sono gia stati pagati in anticipo.
ricordatevi questo numero... 80%... perchè da aprile il mercato ha oggi perso il 50% del valore e oggi il financial times annuncia un tracollo entro fine anno (manca un mese.... ) per un ulteriore crollo del 70%. intanto sono contento che finalmente il FT abbia trovato la sveglia e gli occhiali. ma come è possibile?

il gioco era questo. io ti chiedo dei soldi per costruire. diciamo 100 soldi.
tu per prima cosa andavi in banca e chiedevi 100 soldi alla banca, che te li dava perchè era sicura che con quei cento soldi, tu compravi un apparamento che valeva più di 100 soldi e che quindi eri sicuramente in grado di restituire alla banca 110 soldi.
torniamo a noi. costruisco e tu hai pagato, con 100 soldi, la costruzione e l'appartamento, per cui, dopo sei sette mesi, ti trovi con un appartamento da vendere o affittare.
questo appartamento lo vendi ad almeno 300, quindi tra banca e tutto, ti restano 190 soldi.

fin qui la cosa funziona. ma questo non è quello che succedeva e succede....
a questo punto hai 190 soldi e che cosa fai?
compri altri tre appartamenti, per 300. e rifai il giro... banca, vendi.... e via di questo passo.

l'errore dov'è? l'errore madornale, è che tu sei partito da zero e non hai messo via niente!!
quel poco che hai messo via probabilmente lo hai messo nella stessa banca che ti prestava i soldi, e siccome questa banca è di dubai e dubai è notoriamente nella blacklist, la banca non può chiedere in giro, se tu sei uno che i soldi li ha davvero oppure no.

e l'errore adesso diventa il disastro. cosa succede se non trovi più nessuno cui vendere le case che hai?! diciamo che hai speso 1000, e alla banca a questo punto devi 1100. hai dieci appartamenti con cui contavi di fare 3000 soldi. per prima cosa la banca ti chiede i 100, che non hai se non vendi gli appartamenti. tu di soldi non ne hai, per cui la banca si prende almeno uno dei tuoi appartamenti. diciamo ovviamente il migliore.
la banca però non ha tempo di aspettare di trovare qualcuno che si compri il tuo appartamento a 300 e quindi abbassa il prezzo a 280, così, uno che lo compra a 280 lo trova.

problema. siccome le case intese come "abitazione", dove qualcuno ci vive davvero, sono tutte vendute, in giro ci sono solo spaculatori come te, per cui non c'è nessuno che compra le tue altre case nè a 300 ne a 280. allora tu scendi a 250 e la banca a 200.
questo è innanzitutto possibile perchè quelle case non valgono 200, ma forse forse 100, che è il prezzo a cui tu in effetti le avevi comprate.

in poche parole, riassumendo, tu ti trovi OGGI ad avere nove appartamenti che forse forse valgono 900 (alla banca ne hai gia dato uno), che nessuno ti compra e che probabilmente, dato che sono fatti benissimo, tra qualche mese o anno, essendo vuoti, varranno 450.
La banca nel frattempo ha dato a te 1000, ha un appartamento invenduto a 100, e quindi ha in mano un buco di 800 !!

tu da qualche parte a dubai hai una casa tua, che hai pagato con altri soldi della banca, per cui probabilmente la banca ti sta per chiedere le chiavi di casa. la scuola della figlia l'hai pagata con un altro finanziamento, come anche la macchina. del resto eri uno che sulla carta aveva un patrimonio di 3000!
tu se sei furbo hai pagato un aereo con un assegno postdatato e sei scappato lasciando la macchina in aeroporto.

enjoy. il prossimo spettacolo si tiene a....

domenica 22 novembre 2009

ghost-town

prima di leggere, fate partire questa


a un certo punto della vicenda del dubai, nel panico da costruzione, a qualcuno è venuto in mente di rivoluzionare tutto il real estate e farne un casino alla luce del sole.
tutti costruivano le cose più impensabili, per cui bisognava costruire subito, altrimenti si perdeva il treno. risultato? ci sono treni ovunque, costruiti alla ben'emmeglio, ma mancano le rotaie e pure i passeggeri. il progetto meglio riuscito in questo casino è la dubai marina, che già è semideserta nella parte dietro al jumeirah beach residence, che invece è praticamente in spiaggia. cinquanta piani di monumento al cemento. uno? no, sono otto palazzi. enjoy the nice view. affianco ad esso abbiamo la dubai media city, con all'interno la internet city. palazzi da una decina di piani massimo, molto moderni, uffici. ci "abitano" le varie televisioni e giornali. devo dire ben fatta, carina come zona. di sera un deserto, ma di giorno bellina. ritengo sia una pessima pensata quella di separare la zona lavoro dalla zona abitativa, perchè costringe tutti a salire in auto e smotorarsi per delle ore. capita ad esempio che i miei colleghi indiani, che si trovano bene nell'emirato di sharjah, lavorino assieme a tutti gli altri indiani nell'emirato di dubai, e che quindi tutti i giorni si facciano un'ora e un quarto di macchina per venire al lavoro. distanza in linea retta: 5 km. che però non si possono fare a piedi perchè c'è caldo, o molto più praticamente perchè non c'è che l'autostrada a collegare le due zone. insomma, grandi cose. dicevo che in questo marasma, qualche fulminato ha pensato bene di fare cose che era meglio non fare. come ad esempio la international city di cui prima. in se il progetto era carino. una città che rispecchi le filosofie architettoniche di tutto il mondo, in modo che gli studenti delle università vicine, potessero mescolarsi e sentirsi a casa nello stesso tempo. peccato che non hanno più costruito le università e che di studenti... ma veniamo alla nostra ghost-town. doveva essere il centro in cui trasferire tutte le aziende e le persone che lavoravano nel hi-tech. e quindi come non chiamarla la silicon oasis. chiudete gli occhi e pronunciate a bassa voce... silicon oasis... suona bene vero? ecco. ci sono stato per caso venerdì, uscendo da international city. sulla cartina sono vicine, ci ho messo venti minuti a girare intorno a tutti gli svincoli. in realtà volevo andare a casa, ma poi ho visto le torri dove un amico ha investito e allora mi sono fermato a fare due foto.
quelle due torri sono l'unica cosa semifinita che ho visto. il resto è una città fantasma. scheletri di palazzi qua e la, con strade coperte di sabbia a unire due punti invisibili in due quadrati di deserto. una tristezza infinita. per me un parco giochi. non c'èra anima viva, e allora via, frenammani sul sabbiolino, smotorate... ahaaa, che divertimento. mentre procedevo vedevo tutti questi camion cisterna e non capivo, finchè non ho visto LUI!






l'ecomostro di cemento peggio del jbr! ma va che bellezza! che stile, come si staglia contro il cielo! peccato che siccome tutti i progetti sono stati congelati o abbandonati, non sono state ultimate le tubature dell'acqua. due più due, giro dentro alla piazza principale di silicon oasis e tracchete, fila di camion cisterna che portano l'acqua al mostro. fabuloso! sono andato avanti ancora un duecento metri, e arrivato in fondo, allo svincolo, pendolino e via verso casa!

whattafriday

esco con la vettura. la sera prima nel fare jogging ho gia puntato una serie di autoveicoli abbandonati cui devo fare delle foto. mi porto ciabattine e asciugamano anche perchè vorrei fare il bagnetto da qualche parte. l'idea è di arrivare poi al parcheggio principale del marina, parcheggiare e fare colazione.

ovviamente non succede niente di tutto ciò. faccio le foto. mi infilo in un vicolo tra due cantieri con l'idea di voltare l'auto e tornare indietro. auto. portapacchi. surf. spiaggia. sdraiette. frigo. musica. surfisti!!! evvai mi dico!!
mi fiondo in spiaggia e trovo sti personaggi da un mercoledì da leoni, completamente rintronati da birra ed "altro" in questo sperduto angolo di dubai dietro ad un cantiere navale. cazzo, sembra peggio di capo noli, che è tutto dire. faccio lo gnorri, controllo la situazione, le onde.
"fucking sucks man, no fucking shore, yeeeeah, fucking everything".
il letterato mmmmmeregano da cui fuoriesce una quantità di fucks impressionante mi si avvicina, ha notato subito la maglietta della mistral. il suo amico australiano lo accompagna.
"ya'a bloody windsooofa mate?", ridacchia.

a questo punto nei film e nella realtà della vita da local, si fa a botte.

"yes i am man, but no fucking wind, and no fucking waves and hey worst shit, i got no gear, fuckin' hell" "oh bloody hall man, you are in hell, ain't ya...."

dopo questo aulico scambio di opinioni mi dicono che non ce n'è, poca roba, niente aria, poco vento, un disastro, niente marea. forse per mercoledì tira su qualcosa, almeno così sembra. "yeah, but fuck, dont' expect a wave as you are used to. this is a one meter shit, but fuck, who wants to complain". insomma, mi vogliono pure offrire qualcosa e mi faccio dare una birretta piccola. bicchierino per non essere scortese. siamo in spiaggia, seppur in un postaccio da surfisti, ma comunque sarebbe da ergastolo gia solo il bere birra all'aperto.

il gruppetto è molto rilassato. del resto qui a cento metri c'è la centrale elettrica, non c'è nessuno, qualche pescatore su un moletto. no, non ci viene a chiedere niente nessuno, finchè non fai casino, in pieno centro non è che ti dicono nulla.

quattro chiacchere e mi faccio convincere ad andare a vedere un negozio di surf.
"just very near, in international city, russian quarter". dopo aver visto cosa combinano questi, come resistere alla tentazione. insomma, la giornata puzza di anarchia e punk a stare lontano, figuriamoci se non vado subito a international city, russian quarter, chissà che cazzo c'è.
e poi è just around the corner.

trenta minuti dopo.... just around the corner mi trovo in un cesso di posto, nel fondo del dubai. un villaggio costruito da un malato di mente che ha pensato di costruire un paese ispirandosi all'architettura italiana, inglese, russa. in pratica ha fatto disegnare tre palazzi in tre stili che lui ha definito come europei, e poi li ha moltiplicati per venti, creando international city. un mostro orrido e schifido, con strade mal tenute, piene di sabbia. indostani dappertutto e cinesi, tanti, tanti cinesi. macchine della madonna, lasciate li, che non capisci cosa gli sia passato per la testa al proprietario di andare a vivere li. lievemente sconvolto, non ho fatto nessuna foto. i parcheggi erano pieni di gente che giocava a cricket tra le macchine in un ambientazione da post disastro nucleare. altro che la dubai della costa. qui c'è l'entroterra, lo zoccolo duro.




cerco il bloc v13, russia. non trovo nulla. continuo a perdermi nel labirintico parcheggio che circonda ogni blocco. niente. finalmente trovo i bloc v, ma la malattia mentale del progettista ha dato una numerazione a caso. affianco al v11 non c'è traccia ne del v12 ne del v13.... c'è il v4 e il v22. impreco pesantemente.
dopo altri quindici minuti risolvo la questione chiedendo a ogni indostano che trovo, e finalmente, ecco il surfshop. lo vedete nella foto? ecco. figuratevi a passarci in macchina. scazzatissimo e scoglionato, entro. tanta roba usata, ma da gente che ha lasciato il paese, dopo aver portato la roba alle maldive o in sudafrica, quindi tavole impossibili per la microonda che c'è qui.
c'è un martoriato longboard, o dei fiammanti minimalibù a cinquecento euro.

vabbeh, saluto la ragazza sudafricana, una domanda. ma come mai un negozio.... qui?!? cioè... tipo.... "ma, sai, con mio marito abitiamo alla spiaggia del jumeirah, ma costava troppo e allora il negozio lo abbiamo qui...." bravissimi. e me ne torno verso casa.
giuro. se fosse stato sulla spiaggia, vicino a casa, il surf lo compravo.
ma qui, nel russian block v13, mi gira talmente la fava, che quasi glielo davo in testa.

giovedì 19 novembre 2009

non dire gatto


tra le varie amenità gadgettistiche del buon beppe, c'è anche il gatto bao, o come si chiama quell'inquietante presenza dorata, pesantissima, in rifiuto tossico fuso, che nella tradizione cinese porta una gran fortuna. trattasi di oggetto onnipresente negli uffici, ed ha questo braccino in plastica, collegato ad un motorino che lo fa pendolare avanti e indietro. la giornata butta male. le telefonate in ufficio non entrano, non girano, non c'è amalgama, feeling col cliente. mi giro e...
EMERGENZA il peloso feticcio dorato è fermo! immobile, quasi paralizzato col suo sguardo tra lo stupito e il disperato, immobile, fermo, scarico! l'unità anticrisi dell'ufficio si mobilità con la rapidità richiesta da tale momento drammatico.
"jenny" urla beppe, sconvolto, "ricordati di non prendere le duracell!! "ok boss" risponde la migliore assistente del mondo mentre il ticchettio della sua corsa si perde nel corridoio mentre scompare in ascensore. i secondi sembrano minuti e i minuti ore. in ufficio non vola una mosca. non potrebbe del resto. il gelo attanaglia gli animi dei presenti. l'ansia dell'attesa sta per lasciare spazio allo sconforto, quando il campanello dell'ascensore riporta la jenny dentro l'ufficio, che prontamente inserisce la linfa vitale nel gatto, che per un solo lunghissimo, interminabile secondo, sembra aver perso la gioia di vivere, ma poi riprende a spendolare felice, accompagnato da quell'orrido rumore di metallo sfregato contro la plastica che contraddistingue il suo battito cardiaco!


la giornata è salva, l'ufficio pure. la vita riprende. "vedi bruno, funziona solo con le pile più schifide della cina, quelle azzurre, con l'elefantino. ho provato a metterci le duracel, manca poco che si fulmina tutto, abbiamo passato dei bruttissimi momenti. poi la mitica jenny ha trovato le batterie giuste, quelle da un kuai emmezzo, neanche quindici centesimi di euro, e l'abbiamo recuperato, ma era mancato veramente poco. fortuna che anche oggi è andata bene". ci abbracciamo tutti, commossi, mentre i telefoni squillano in un tripudio di melodie midi

maikonauta


il fornitore di pannelli fotovoltaici di beppe, non poteva sapere. non poteva neanche sospettare che avrei usato il suo gadget come stazione spaziale orbitante. la partenza è avvenuta in un pomeriggio di ottobre, ma non abbiamo voluto dare pubblicità alla cosa, per non creare il panico tra i terrestri. un viaggio in sordina, dal centro di shanghai. abbiamo sfruttato un rumorosissimo matrimonio cinese per far decollare il razzo senza dare nell'occhio.
il posizionamento in orbita geostazionaria è avvenuto nel primo pomeriggio del ventisette ottobre, quando ho fatto finta di prendere l'aereo per dubai. lo stuntman filippino ingaggiato per l'occasione è stato bravissimo, e nessuno si è accorto di nulla. qualche giorno dopo sono tornato sulla terra, del resto mancano ancora molti moduli per completare la stazione per intero. al moduloA abitativo portato in primavera, è stato aggiunto il moduloC cucina. le ultime notizie dalla cina mi confermano che per gennaio sarà pronto anche il moduloCom con la strumentazione in bassa frequenza e le antenne radio. il moduloDJ è ancora in progettazione, mentre stiamo ultimando la realizzazione dello shuttle maikosmos che faciliterà oltremodo i viaggi verso la stazione.
a presto.
visti da lassù eravate bellissimi

mercoledì 28 ottobre 2009

Che palle

Sono salito in taxi alle 19.30 di shabghai. Arrivato alle 20.30. Imbarcato alle 22.15. Orrenciuss fino alle 23.00. Rullaggio per 45 e dico 45 minuti!! Volo. Transformers 2, bello ma cazzatissima, Xmen the beginning.. Ma perche'.. He's not that into you, bello ma siamo atterrati. Nel mezzo dormite a tappe e scalata freeclimb con mossa a due dita e due appoggi con slancio finale oltre il braccialo, manolo style per saltare via il vicino, un indiano immenso, e andare al "restroom", che la toilet e' da pezzenti.
Atterrati, ci spariamo altr 23 minuti di rullaggio, e ora suppongo di essere a casa alle 9.40 ora della grande cina.
Insomma... door to door 14 ore di cui una passata a rullare, e un due emmezza in aeroporto. Mi avessero almeno lasciato finire il film, e invece no, si spegne prima dell'atterraggio per mandare la pubblicita'.....

Don't mind the credit crunch and shop!
Niente male come slogan, da un senso di ottimismo misto a follia. Intanto scorrono immagini di orologi, piscine, vestiti, macchinazze... "Quelle le compri direttamente in aeroporto ormai!!" Ironizza il vicino tedesco dalla fila dietro.. Risatine a denti strettini tra i presenti...

Vabbeh, straparlo, come sempre. Sono le 5.30 ora locale e siamo quasi a casa. Mi sa che svengo appena tocco il materasso.
bberry

martedì 27 ottobre 2009

....Io la faccio qui

Sto andando in aeroporto.
Diciamo che mi sta bene partire. Rivedere la cina ogni tot fa bene, l'importante e' ripartirne prima che faccia male.
Che ci sia crisi si sa, e anche qui il motto e' dire che in realta' il peggio e' passato e adesso via che si parte. Tutti gli italoshanghairen pero' me ne contano un'altra di storia, e se non la raccontano e' perche' sono gia' in italia, chi contento e chi meno, chi ha perso il lavoro, "mah, intanto facciamo da qui, ma mi sa che di la... La casa e' andata, il visto e' scaduto.." e chi invece ti chiede consigli su come spedire tutto a casa senza dover piangere sangue..
Intanto il traffico e' bloccatissimo che stanno finendo i lavori dell'expo, del resto mancano due mesi al duemiladieci..
Haibo, l'orrida mascotte che in un perverso senso del kitch raffigura anche il carattere "ren", uomini, popolo, noi... mi guarda passare in auto. Onnipresente, e' fastidiosissimo. Vedremo la nostra..

Niente, la coda va avanti lentissima. Che cacchio, sono le sette, cosa mai dovranno fare.
C'e' un bivio, una cuspide... Ecco, classico, si sono tampoonati. Due auto ferme, quattro frecce... Due che pisciano.
No, ma dai ma siete due minchia dai, ma che e'!!
Sti due belli freschi che pisciano in mezzo alla strada bloccando tutto!!

Ho capito che premeva, ma accosta, no? Ah, ma in effetti c'e' haibo che guarda..

Vabbeh, per stavolta. Chiudo gli occhi e mi lascio cullare nella sera
bberry

domenica 25 ottobre 2009

mercoledì 21 ottobre 2009

Trucaos

Sono al giapponese in jinan temple, scelgo il mio sushino, tutto tranquillo.
Dall'altra parte del ristorantino una risatona a pieni polmoni, baritonale, esce da una tettona.... Hmm, stai a vedere che...
Due travestiti in cina!! Prima volta, anche la cina cambia i suoi gusti. Uno ha una faccia sul thailandese, uno cinese.
Cosi, solo per dirlo. Continuo il sushi.
bberry

lunedì 12 ottobre 2009

mirabilandia

come fai tipo a descriverle tutte, ste follie che vedi? qualcuna ti sfugge, ne vedi troppe.

c'e' questo temerario per dire, che ha appoggiato una lastra di vetro al poggiapiedi dello scooter, e la tiene ferma con la pancia mentre guida tutto incurvato, tra buche e auto. se ne dovesse prendere anche solo una, si taglia a meta'.

il camion che passiamo non ha le sponde. o meglio le ha, ma non sono lunghe come tutto il cassone, e da un lato ne ha due piccole saldate assieme, che fanno due terzi del rimorchio... e trasporta televisori al plasma...

il tipo col carretto e' in contromano sulla corsia di sorpasso e gli va di lusso che il tipo col muletto stracarico, pure lui in sorpasso, lo vede all'ultimo e lo evita.

nel frattempo per non sfigurare, noi abbiamo fatto una sportivissima inversione a u, partendo dalla terza corsia, tagliando tutto il resto. fortuna che siamo a jiading citta' di tre, quattro milioni di abitanti alle porte di shanghai, praticamente campagna con poche auto.

questo invece attraversa la strada facendosi anticipare dalla punta della canna da pesca, spero esasperato dal traffico e non per follia. altro carretto in contromano e altro furgoncino che inverte. tombino scoperto. mattoni in strada che li hanno rifatto il cemento.

bici con frigorifero. bici con maiale spinta da motorini con maiali.. la forza del motore a scoppio.

triciclo porta tricicli. colorificio con palese insegna copiata dai chicago bulls.. color bulls, ovviamente...

troppa roba, meglio dormire!!

domenica 11 ottobre 2009

aricina

non diro' niente, ma da qualche parte giu' in fondo, sono anche contento di essere ritornato. vuoi mettere quell' EEEEH?! che ti fa il tassista quando gli dici dove devi andare??

e le santana, e le sclacsonate che si sentono più da sentro che da fuori, e queste sbandate ai centotrenta, e le gare tra taxisti, e i freni ovalizzati, e questo accellerare ritmico e ipnotico, e la frizione bruciata, e i coprisedili bianchi (che si, vabbeh, bianchi...) eeeeeechecccazzo, sono in cina!!

vai xufu, vai, sfrecciando verso pudong !!!

lo scazzo pesante e la crisi del braccio rotto

anche il driver per l'aeroporto per andare in cina mi chiede se ci serve un driver privato, un autista, un autista per il pulmino, camion, muletto, carrello pulizie, spesa... non cercate nessuno insomma? no mi spiace... ma proprio niente? no, siamo in pochi e ora tutti patentati... ah, che peccato, mio fratello sa, cerca lavoro, sa, la crisi... eh capisco, ma appunto non cerchiamo un autista.. ma costo poco sa? faccio di tutto! ho capito che lei sa fare di tutto e che cerca lavoro ma mi spiace, non cerchiamo personale e ora per ... santodddio guarda la strada!! (ci affianca un auto e con scioltezza per poco non facciamo un ciocco della madonna) sterzone spettacolo, madonne volanti, insulti pesanti... mi scusi sa, ma certa gente non sa guidare, se le servisse un autista... me lo segno, adesso pero' vorrei arrivare in aeroporto, vivo!!



arrivo e vado al lost and found a cercare il mio tubone. lo scazzo e il fancazzo regnano sovrani. dieci minuti per capire che cosa e' il mio tubone. Ii tipo sta semisdraiato in poltroncina, stravaccato. voglia meno.

arriva un tizio, l'ufficio si anima di entusiasmo.. khaled khaled, vedi cosa vuole sto tizio! khaled trova il tubo dall'altra parte dell'aeroporto e mi chiede di pazientare. khaled intanto si stravacca a sua volta in poltroncina, sconvolto dalla fatica. mi siedo. arriva un altro, tutti che urlano, gli affidano una russa impossibile che cerca qualcosa.. stai a vedere che alla fine questo sconvolto da tutto sto casino si sdraia in terra...



arriva un surfista. arriva un golfista. alla fine passa anche uno, braccio ingessato, mezzo claudicante.. viene a prendersi la bici da matto che ha lasciato al deposito, mi vede che lo guardo.. 'y know man, i slipped on the airplane stairs, so that had no use.. i'm back to australia now... Sisi, vai pure down under...



ragazzi ma che mondo di pazzi. business lounge? io resto qui sotto a godermi lo spettacolo! uuuh, sta entrando uno yankee incazzoso, sudato e oversize!! ecchiseloperde questo!

giovedì 8 ottobre 2009

e' sempre un piacere

e' proprio bello. uptown bar view, jumeirah beach hotel
bberry

e qualcosa rimane...

sono passati ormai quattro mesi da quel sabato, in cui forse con un po' troppa fretta abbiamo preso direzioni diverse. e poi uno si reinventa e va avanti e per carita', gli amici, la famiglia, il lavoro.. i che peccato, i che fortuna, i comunque ti vedo bene, e tutto il resto e i si, ma non ti preoccupare, e sto bene, e oh, parliamo d'altro..

ma togliere questa foto che non voleva staccarsi dallo specchio in camera a dubai, e' stato più difficile del previsto.

Lost and not yet found.

atterriamo a dubai che sto ancora dormendo. rincoglionimento totale. ho dormito un tre ore e sono ancora in piena fase rem. prendo la mia valigettina coi portatili. scendiamo dall'aereo e ci ritroviamo dritti al duty free. ma siamo usciti ai transfer? non mi sono accorto, io nemmeno, che sonno, a chi lo dici. CAZZO il tubone! mi sono dimenticato il tubone portaposter in aereo. devo riportarci i quadri dalla cina! che pacco. chiama, fai, disfa, briga, niente. per ora non si trova, riprovare più, tardi.

ritiro i bagagli che ancora non ci sono con la testa. esco, auto verso la marina. mi sembra tutto uguale. meno auto. eggia' , meno auto, cosi a prima vista. c'e' il metro', sembra funzionare, vedro' di prenderlo domenica per andare in aeroporto. tempesta di sabbia in arrivo. polverone. pacco. l'autista si lancia in proposte di assunzione come autista per la ditta... e di dove sei e sei sposato e perchè non viaggi con tua moglie, e quanto guadagni.... eeeeeee oh, fatti un po' i cazzi tuoi.... sbadiglio. ancora mezz'oretta d'auto. mi perdo ancora un po' va la...

venerdì 17 luglio 2009

Cunt giulio

Cunt giulio compisce gli anni
bberry

domenica 5 luglio 2009

Idro lake

Ma voglio dire, ma vogliamo proprio paragonare? Ma lassa staaa
bberry

venerdì 3 luglio 2009

Casa

L'aria di casa e' tutta un'altra cosa. Peccato non essere riuscito a incontrarmi coi compagni di scuola l'altra sera e gli amicicci ieri. Mi spiace ragazzi. Ho avuto una tre giorni da pimpumpam e starci dentro. Sono atterrato mercoledì. Ora che mi sono ripreso dal viaggio e tutto il resto era ormai notte. Giovedì giornata ufficio e volendo salutare tutti e sentire le ultime novita' tenniche, ho acceso il pc alle 9 per spegnerlo la sera senza averlo nemmeno usato. Il tempo di tornare a casa e spararmi l'assemblea condominiale fino a tarda notte, con l'anonima che non poteva credere che un simile esperimento sociale fosse anche solo immaginabile. Stamattina invece mi sono fatto un giretto in questura, a rifare il passaporto, che ormai non ha più nemmeno un angolino libero.
Si, dunque, sono registrato AIRE a shanghai, in passaggio a Milano, ma in trasferimento negli Emirati; che residenza le do?
Ma perché si deve complicare la vita?
Ottima domanda agente, ma lavoro all'estero.
Vabbeh, ufficialmente lei sta in cina, mi dia quello. Pero' siccome il nulla osta ce lo danno da shanghai, ci vorrà del tempo...un mese circa.
Ottimo. Lei sa che in Inghilterra per la stessa cosa ci vogliono 4 ore?
No, ma quello che non sa lei e' che a stampare un passaporto ci vogliono sette minuti... Facciamo dieci se il caffè era da rifare.
Ripeto, ottimo.
Provi semmai a telefonare in cina e a rompere le scatole in questura centrale, magari ci mettono meno.
Splendido.
Ah, non ha detto ottimo!
Eh, perché lei mi ha dato speranza!

Vabbeh. Intanto me ne vado al lago e non avendo più una macchina a milano, mi guardo la campagna lombarda, che non mi e' mai sembrata cosi verde!

bberry

mercoledì 1 luglio 2009

Drunk britons

Vite da expat... Lasciate perdere gli aspetti tragicomici e pensatela come un inglese sbronzo che non ce la fa...
La gente dovrebbe smetterla di farsi paranoie inutili e stare più tranquilla.
bberry

Bus

Finalmente parto.la figata assoluta e' che viaggiando in business la emirates ti viene a prendere a casa e ti riaccompagna pure all' altre casa a milano. Fantastico.
Mentre sono seduto su questa volvo blu scura, in jeans e magliettina, sacrilego rocker, guardo fuori dal finestrino. Pulmanate si indostani in tute blu, sporche, con gia i fazzoletti a riparare la bocca dalla sabbia, mi guardano stravolti. Li saluto, sentendomi anche non poco stronzo e molto fortunato. E invece loro rispondono con sorrisi bellissimi, di chi non si aspettava un gesto gentile, un po' di rispetto, che non c'era più nemmeno abituato.
Chissa' da dove vengono e che vita di merda che fanno qui, a lavorare sotto un sole assurdo, senza poter tornare a casa, tenuti buoni da chi ha in mano il loro passaporto in attesa che ripaghino il costo del viaggio sin qui, o anche peggio.
Chissa' che vita di merda.
bberry

domenica 28 giugno 2009

Ske'zz

Sono al mall of the emirates. Scazzatissimo. Per inutili questioni di visto devo forse rimandare la partenza, ed e' peggio di un pugno nello stomaco. Odio dubai. Non mi piace. Non ci sto bene, non mi trovo e non fa per me.
Doverci restare, ora, adesso, con il biglietto praticamente in mano, con l'anonima che mi aspetta, che mi manca, con il surf pronto, con le polentate programmate, per altri due, tre, quattro giorni, mi sta proprio sulle palle. Ma tanto!
bberry

cielo a pecorelle


oggi c'è qualche nuvola!! incredibile, ma vero!!

l'ammeregano

il fatto che io guidi una nissan tiida, non è una novità. è una macchina che non avrei mai e poi mai comprato, ma non è neanche sto schifo, via. ha il cambio automatico e per quanto a qualcuno possa anche sembrare una cosa interessante, è una merda senza paragoni. in accellerazione può anche essere utile, ma in frenata è varemente un delirio. praticamente non si ha mai freno a motore. col fatto che l'asfalto ha una temperatura media di chessò, sessanta gradi minimo, è un po' come pattinare sul ghiaccio. tu freni a piena, e lei scivola, si intraversa subito. è quasi normale diciamo. certo, se uno avesse il cambio manuale...
lasciamo perdere poi il discorso curva. non che ci sia chissà che roba qui, fondamentalmente le strade sono dritte, ma sugli svincoli sembra di andare in barca, quella sensazione di "diane", "due cavalli", "barca"...... sempre in bilico tra lo starci e lo scivolare.... e soprattutto, se quello davanti sbanda, cosa frequente, perchè in curva gli viene il panico e le fanno a zero all'ora... dicevo se quello davanti sbanda, hai idea di come frenare in bilico come sei? no, non ce l'hai, del resto non ce l'ha neanche la macchina.

insomma, sono molto infastidito da sto schifo di impostazione ammeregana delle auto. stupidi addormentati che viaggiano tutti alla stessa velocità, senza cognizione della propria posizione nella carreggiata, che si spostano all'improvviso di qua e di la senza apparente senso, rischiando mille incidenti che più stupidi non si può.

in questo rimbecillimento, ogni macchina su cui sono stato, ha queste molle inutili, yankee appunto, con sta sensazione di barca in alto mare.

quindi..... perchè questo pirla qui abbia pure deciso di alzare il suo pickup di altri quaranta centimetri lo sa solo lui! anche perchè l'asse, è ancora li a venti centimetri da terra!!!
stupido! comprati la bicicletta!

mercoledì 24 giugno 2009

lunedì 22 giugno 2009

la belva!

cambiato colore sto giro. dorata e' mooolto più in e veloce

sabato 13 giugno 2009

impressioni di abu dhabi

abu dhabi è la città più industrializzata degli emirati. ha una gigantesca zona industriale, ed è ormai qualche anno che ha stabilizzato il suo mercato immobiliare. a parte la nuova marina, il resto ormai è praticamente finito. palazzoni anni ottanta si alzano verso il cielo. poco vetro, molto prefabbricato, na schifèzz che non ha pari. la cosa che mi diverte di più, è che si sono dimenticati di fare i parcheggi, per cui tra i grattacieli ci si ammazza per un posto auto. l
a soluzione è semplice per i più. prendere un driver e farlo girare in tondo finchè non si è finito l'appuntamento. evviva!!! nelle foto alcuni palazzi tipici, per così dire.




ibn battuta mall

per non stare sempre nel solito dubai mall, decido di fare un giro. prendo la macchina, e mi sparo cinque chilometri fino al ibn battuta mall. ibn battuta era un viaggiatore del mondo islamico. è stato l'unico in grado di visitare tutti i regni dell'islam nel 1300. era arrivato anche in sardegna, a cagliari.
ed ecco il suo destino, essere ricordato con un gigantesco shopping mall allucinante, con tanto di casette, cielo sereno, ambiente india, cina, andalusia, medio oriente, africa. secondo me il buon ibn sarebbe scappato, altro che viaggi!!
vabbeh. starbucks, cheescake, cappuccino, e tanti saluti.


la lisaaaaaa


ed è venuta anche la lisa da doha! disperatamente in cerca di carne di maiale, è ripartita con 4 salami, qualche etto di prosciutto, wuerstel..... qui siamo davanti all'acquario dell'atlantis

lisa, non gho più notizie, ma ti hanno arrestato??

giovedì 11 giugno 2009

rust in peace

la sognavo qualche anno fa. sogni intensissimi, l'alternativa ad una porsche, una ferrari quasi. una novita' assoluta, il supercoupe' bmw, l'erede della M1.
che triste fine, abbandonata tristemente nella zona industriale di abudhabi, nella sterminata junkyard dei rottamatt che segnano col pennarello il proprio nome a certificare la proprieta' di quell' ammasso di pezzi di ricambio. coperta di polvere, dimenticata al sole, a cinquanta gradi, assieme a buick, corvette, ruspe, scavatrici, perforatrici, barche, carrelli, carretti, schifo vario arrugginito.
rust in peace

abudhabi marina

ad abu dhabi stanno costruendo la nuova marina. tutto palazzoni vista mare. il problema e' che questa e' una penisola, per cui ci sono due ponti per entrarci. la marina sorgera' a tre quarti dell'isola, per cui il materiale per le costruzioni, le ruspe, le gru, gli operai, gli ingegneri, devono tutti passare per quei due ponti, e poi sfruttare un'unica corsia d'accesso per entrare. la cosa buffa poi e' che per uscire, si immettono sulla stessa strada, ma prima dell'uscita, incrociando di conseguenza tutti quelli fermi in coda per entrare. e stiamo parlando di migliaia di operai nei pulmini, di centinaia di camion, ruspe, gru....
genious at work!

lunedì 8 giugno 2009

recession

dato che ero in aeroporto, tracchete che ho fatto una foto a una delle tante auto abbandonate da chi scappa e se ne torna a casina bella...
quale simpaticone ha scritto pure sul vetro, e a dire il vero ci sta alla grande.
recession!!

la toooootta!

weee, che bello, finalmente un ospite! è passata la totta in stopover da shanghai !! peccato che fino alle otto è tutto chiuso!! cmq eccola qui alla dubai marina a bagnarsi i piedi nell'afa delle sei!! e poi costa coffee in aeroporto.

ciao tòdz, buon viaggio!

venerdì 5 giugno 2009

you lo, chila is diffalent

sto per andarmene dal nero coffee, quando arriva un cinese. come faccio a sapere che è cinese? semplice, si è tolto le scarpe al bar, indossa delle allucinanti calzette semitrasparenti blu, con filigrana di api volanti, si gratta nelle orecchie guardando cosa viene fuori e rumoreggia di gola, ha una t shirt e indossa i pantaloni del pigiama.....

adoro chi persiste nel differenziarsi, mantenendo vive ed esplicite le sue abitudini !!

ogni tanto ci penso alla cina, e capisco che è veramente un posto totalmente diverso da tutto il resto. le avventure allucinanti che ti succedono in cina, non le trovi da nessun'altra parte al mondo. paradossi, contraddizioni assurde, situazioni incomprensibili, al di fuori di ogni razionalità, di logica, di senso compiuto, le trovi solo la. mi manca ancora l'india, è vero. vedrò di andarci. la cina comunque, ed è verissimo, ti rimane dentro. ci torneresti subito. poi però ti ricordi di quanto è allucinante, ed allora meglio ricordarsi delle avventure, e non del resto.

ho un raspino in gola..... che fare, quasi quasi scatarro sul tavolo e poi ridacchio col cinese.

genitori di plastica

la tristezza più profoda che mi viene a stare qui, anche forse per l'età e per il conseguente orologio biologico, è data da come vengono trattati i bambini, i figli.
sono al solito centro commerciale, fuori i soliti quarantotto e fischia gradi, per cui c'è poco da rompere le balle a dire di andare altrove. in questo mondo di plastica, anche i genitori sono di plastica. giuro, che la coppia tipica di qui, è un uomo sui cinquant'anni, con donna asiatica di vent'anni più giovane. ci sono anche coppie più giovani, certo, ma la coppia mista per età e provenienza è in assoluto la peggiore. il modello è vagamente yankee come impostazione. macchinazzo. safety first, panico da sicurezza, perbenismo e bigottismo. stessa cosa vale comunque per la coppia locale, arricchita in qualche modo, spaparanzata in poltroncine mignon a fare finta di essere molto "western-couple, we are very modern and open minded". peggio ancora per la coppia indiana, e peggio di tutti, la coppia indonesiana o cinese o koreana, superoccidentalizzata, lui che è stato per anni in america e si sente dio, e poi è tornato a casa a prendersi la gnoccola di turno.

ma torniamo ai nostri due.
lui troppo in là con gli anni per avere ancora la passione e la pazienza di tirare su dei figli, probabilmente è l'esperienza 2.0 o peggio, visibilmente spazientito delle bizze dell'amante/moglie/errore... solitamente gira con fare da grande businessman, superiore a tutto e tutti, pc sempre acceso, sguardo distaccato.
lei giovane, straviziata, fuori luogo, sempre col pc in mano per chattare con le amiche della vacuità delle loro vite inutili, in un posto inutile con un compagno/marito/padrone/amante che non le caga di pezza.
in tutto ciò, per la gioia dell'umanità procreano. due o tre cosetti puccettissimi e simpatici, che con loro non centrano una fava. e la cosa è evidente. ti passano accanto sti frugoli, curiosi, sguardi gigaenormi che scrutano il pc, il cappuccino, ti guardano.. del resto ripsetto ai genitori sei un marziano, perchè rispondi, dai uno sguardo buffo, stai attento che non si tirino addosso il vassoio... e allora arrivano loro, marz e mars i genitori dell'iperspazio, e ne dicono di ogni "non disturbare il signore, e quante volte te lo devo dire", e sbam, via una ceffa; è sempre la madre a rompere le palle e poi fare una faccia di un falso impressionante, chiedendoti scusa per il comportamento impossibile del bimbo.... e tu che dici, ma no signora ma si figuri...

ovvio che devono fare finta di dimostrare al tizio che le accompagna fuori, che paga, che striscia le carte, che sono delle madri attente e irreprensibili nell'educaione. lui non le caga di pezza come sempre e infastidito dalle urla del bimbo, chiama i filippini di turno.
e allora ecco che arrivano i veri genitori, che stanno sempre in disparte mentre i signori si godono il caffè, e che vengono a prendere i frignanti e se li portano in giro in questo mondo di plastica. e lo vedi che hanno l'imprinting philipino, che parlottano con le persone con cui hanno veramente l'imprinting, che li curano, che insegnano loro qualcosa, modelli da seguire. e parlano filippino, e si calmano quando sono nelle loro braccia, lasciandosi alle spalle marz e mars esseri alieni, che discutono, o meglio lei che parla inascoltata, lui che scrive al pc, di cose inutili.

genitori di plastica in un mondo di plastica.

per fortuna poi arrivano amy e james, nomi fittizzi da coppia anglosassone, apparizione rarissima. sia perchè di giovani ce ne sono pochi, ma soprattutto perchè sono contenti di stare assieme. lui sbattuto dal lavoro, lei pure. passeggino. la bimba è spettacolare: capello rosso, non sta ferma un momento, gira, fa disfa, salta di qua, saluta, sorride, urletta... salta sulla poltroncina affianco alla mia "ueei, haha, ciao" lei urletta, arriva la mamma amy "sorry" e sorride "nono, nevermind, it's ok" sorride.... poi salta giù e corre di là e amy and james fanno a turno per starle dietro e coccolarsela. e james la prende a spalle e la mamma le fa le pernacchie, e poi la bimba vuole scendere, e corre dentro un negozio e la mamma dietro, e il babbo sbuffa sorridendo, guarda amy e le dice "unbelievable, bloody hell, she is possessed" e via così, genitori veri insomma.

ringrazio quindi i miei per essere stati dei gran genitori e non dei manichini.
e nel frattempo continuo a odiare questo posto.

martedì 2 giugno 2009

a day at the office

e per gli snasafic che mi hanno chiesto una foto di dove lavoro, ecco la biudiful entrata alla ditta. noi siamo quelli la in fondo. come vedete sulla sinistra c'è una moschea. è molto caratteristico sentire alla sera il richiamo alla preghiera, e accorrono da tutta la zona industriale per la preghiera. unica cosa è che essendo venerdì il loro giorno sacro, non è rispettoso venire eventualmente in ditta a lavorare. ma secondo me è più una scusa per non passare proprio il venerdì. sulla destra invece abbiamo il simpaticissimo marmista, che, usando molta acqua per raffreddare le macchine da taglio, ci impuzzisce tutto il cortile con questi odoracci di fogna. e poi invade spazi che non sono suoi, per cui c'è una lotta continua. inclusi nel prezzo abbiamo una ditta di alluminio che ha portato i libri in tribunale e di cui dovremmo prenderci il magazzino a breve, nonchè una ditta di legnami vari. temperatura media che si raggiunge in cortile, sui 48 gradi ultimammente. in magazzino invece qualcosina in meno, e ci va di culissimo che il cortile resta in ombra metà della giornata, che altrimenti scalda a bestia.

domenica 31 maggio 2009

fujiko non resisto!

dopo l'imperdonabile errore di non avere mai registrato la fantasticissima pubblicita' cinese delle mutande miracolose con le bacchette radioattive per stimolare il di lui strumento e renderlo più forte, non potevo certo non documentare fujiko.

ella publicizza le fa vo lo se tende giappe, che finalmente risolveranno l'annoso problema delle tende strappate dai muri di casa vostra. della partita sono anche le tende italiane e le tende norvegesi, quelle con la rotaia a guida con speciali cuscinetti a sfera, che non si incastreranno mai perche' testate in ogni condizione ambientale e da diversi angoli di tiraggio. e so' probblemi!!

bberry

sabato 30 maggio 2009

fat rat

entro in casa. puzzissima. il sospetto ce l'ho gia da solo. chiamo il tecnico. "something has died in there". domani arriva la squadra speciale, che evidentemente e' successo qualcosa di grosso in tutto il compound. frega sega, domani aprono tutto il controsoffitto finche' non si trova il morto! fanculo anche a dubai, peggio che in cina!!

motogp

ma vieni che va la motogp! un saluto a tutti

ze gnu tecnologiss

da oggi posso postare in diretta dal blackberry. simpatico. divertente. preoccupante.

postnuclear

siccome apparentemente non è simpatico stare in casa a oziare tutto il giorno, esco. mi bardo con la tuta climatizzata e noto che qualche pazzo sta tentando di predere il sole sotto agli schermi antiradiazioni. la situaizone ormai peggiora di giorno in giorno. in giro ormai non c'è più nessuno. solo qualche unità di locomozione si divincola lungo l'orrido budello di catrame liquido. gli ultimi dati danno quarantotto gradi, umidità 60%, con un'ondata di aria umida in arrivo dai monsoni asiatici. non pioverà ancora per i prossimi cinque mesi. mi catapulto fuori dall'edificio per non disidratarmi nel breve tragitto che mi porta al modulo di trasporto, il tiida4 e mi precipito al suo interno; ordino al sistema di condizionamento interno di dare massima potenza. lascio la stazione abitativa due e mi dirigo al cenrto socializzazione sette. l'attracco non è dei migliori e viene accettata la richiesta solo dopo alcuni minuti di standby rotante tra i piani di sosta.
il finger che mi porta agli ascensori ha dei problemi di rifrigerazione, per cui rischio il primo collasso cardiaco per ipotermia. appena mi riprendo dallo shock termico ringrazio me stesso per aver comprato il modello di tuta climatica polivalente, funzionale sia per il caldo che per il freddo. finalmente si apre davanti a me l'enorme bolla ricreativa del centro sette, e mi dirigo allo slot di ristorazione della star-bucks enterprises.
caffè americano e marble brownie, ventiquattro crediti terrestri. mi siedo e mi connetto al network sociale. una bambina con una bellissima biciclettina rossa e bianca arriva sfrecciando nella bolla, caschetto, rotelline... e felice suona il campanello prima di accostare la bici al modulo star-bucks. mette il cavalletto, appoggia il casco al manubrio e sistema la bici in modo che non dia fastidio, attende la mamma. poi ordina un latte caldo per lei ed un cappuccino per la mamma. prendono anche una tortina di fragole geneticamente modificate, di quelle che diminuiscono il rischio radioattivo. il contatore celsius5 indica una confortevole temperatura di ventitre gradi.

life in the postnuclear dubai.

forecast for tomorrow: fourtyeight degrees, sixtyone percent of humidity.

lunedì 25 maggio 2009

moleskine


ma insomma, anche tu, esci, fai qualcosa, sei sempre in casa, ti credo che ti annoi, mi consoglia l'anonima coinquilina... brava lei. lei sta a milano. esci, prendi un caffè, vai a prendere il giornale, fai il giro largo, passi dal parchetto, guardi due vetrine, ti siedi su una panca a leggere il giornale, magari sotto ad un albero, fai un po' di people watching.... vabbeh. scendo. mi cade addosso un muro di calore. prendo la macchina. si perchè siccome ci sono quarantotto gradi, non mi sembra il caso di camminare. del resto in giro ci sono solo i quattro disgraziati indiani che si riposano all'ombra del palazzo, metre cambiano i sampietrini davanti a casa. hanno finito e ricominciato tre volte a rifare la strada. come creare l'illusione di creare lavoro con lavori inutili. ah, le grandi opere... proporrei un ponte da dubai all'iran, così, per vedere l'effetto che fa. vabbeh, entro il macchina, caldazza fuori di testa. vado al marina dubai mall "yes we are open"... che tanto non ci va nessuno.
salgo i tre piani inferiori del parcheggio fino al livello negozi, con i copertoni che fanno un casino tremendo, fischiando a ogni minima ipotesi di sterzata.
waitrose per fare la spesa, adidas, nike, rip curl, billabong... i soliti tre negozi in croce che aprono dappertutto, che tanto sono in franchising della famiglia reale... che je frega se vendono o meno. vado allo starbucks e mi mangio una cheescake mentre leggo il gulf news. mi verrebbe da chiamare l'anonima e mandarla a quel paese dall'invidia dei platani in piazzetta.
un viziatissimo bimboccio cinese sta facendo casino rotolandosi in terra, urlando come un'ossesso facendo finta di sparare ai terroristi arabi (ironia??) e spaccando i maroni a tutti, mentre il padre, ormai americanizzato-sfigatissimo, non fa niente, perchè, chevvuoi, mio figlio deve poter fare tutto quello che non ho potuto fare io... allora facciamo che fa anche un volo dalle scale, dai...
insomma, molto infastidito finisco il mio mocha small, un litro di caffè col cioccolato, troppo dolce per non darmi noia, e mi lascio dietro le spalle l'eco del bimbetto rompipalle. che tristezza questi centri commerciali. qualche ombra mi passa affianco, colf filippina che segue i bimbetti straviziati... avranno un imprinting filippino in una famiglia che non li caga, in un mondo di plastica... serial killer assicurati, mi penso.
sempre più negativo e infastidito, entro nel bookstore. pile di libri da aeroporto, autori americani, titoli senza spessore. c'è la parte science fiction... do' un'occhiata... niente di interessante, è più fantasy, altro che.... toh, la trilogia (ce nìè un quarto in realtà) di clarke di odissea nello spazio! mia! compro i tre libri e vado alla cassa, e trovo la favolosa moleskine di hemingway! librettino nero rilegato, con le sue paginette gialle.... che bella! anche l'anonima ne ha una, devo troppo prendermela anch'io. per mezz'ora provo la penna più adatta e poi la compro.... hemingway's moleskine, music artist edition....
non so se vi succede mai che vi lasciate fottere dalle scritte in inglese.... mi era gia successo con una felpa... belissima. felpa rossa... c'era scritto clito ride..... si, ma se lo leggi all'inglese, ha tutto un'altro sapore, no? ti pare una gran figata... yeah, tipo surf-ride, bike-ride.... e invece c'hai scritto clitoride sulla felpa.
e anche qui, compro la moleskine, artist edition, perchè sono un po'artista, no? un giovane rocker che prende appunti filosofici sulla vita... pago, mi risiedo al bar, stavolta costa coffee e... ma porca miseria! ma ogni pagina ha il pentagramma! ma cosa me ne faccio?!? vabbeh, famo finta di essere un musicista va...

domenica 24 maggio 2009

altro da vedere

che dire, altri posti da vedere ce ne sono, ma appunto mi soddisfano poco. c'è però l'atlantis. inutilmente grande, enorme, ci si perde. senza senso compiuto. dicono che ci piova dentro, che caschino i calcinacci nelle stanze. e probabilmente è vero. e lo so che è brutto vedere i pesci nell'acquario, che non sono liberi e tutto il resto, ma questo acquario ha un diametro di 24 metri, un tot di squali, dodici mante, innumerevoli altri pesci e pure uno squalo balena. tu lo vedi e ci rimani di sasso. e potresti stare li ore ed ore a guardarlo.







ma meglio di questo, per l'ambientazione, fa l'acquario del burj. cena iper, ma all'entrata vieni accolto da uno strano tizio asiatico con un cilindro che ti apre l'ascensore. l'ascensore non ha finestre nè tasti, e non sai di quanto scendi. quando si aprono le porte, sembra di essere in un mix tra austin powers e l'octopus della spectre, con questo grande acquario al centro, nel quale nuotano due pesci napoleone, mille altre cose e uno o due squali, a seconda della luna. ogni tanto i commensali borbottano, per il rumore delle urla degli agenti di sua maestà che vengono lanciati in acqua dalle camere dell'albergo.... sei finito numero 8! splasshshh

l'unico posto figo


insomma, adesso che è un po' che sono qui, devo dire, che esiste un solo posto figo. gli altri si, ci assomigliano, sono belli, sfarzosi e tutto il resto. ma l'unico posto figo, veramante figo, è il burj al arab. dentro è orrido. pacchiano all'impossibile, ma guardarlo dal jumeirah beach hotel è favoloso. peccato che andare in spiaggia costa cento euri, cinquanta se accompagnati da un ospite. ma prendersi una birretta la sera è assolutamente spettacolare e costa meno che al lollapaloosa a milano. insomma. una cosa bella, c'è.

sabato 9 maggio 2009

and you're acting like it was the end of the world


è sabato mattina. fuori fa più fresco di dentro, e la cosa è assolutamente meravigliosa. si sentono due martelli pneumatici. solo due. apperò.
affianco a casa mia, c'è un grattacielo. alto un quaranta piani circa. non ho voglia di contarli. è ancora in costruzione. lenta. molto lenta. ci lavorano forse cinquanta operai. quando sono arrivato erano in duecento e sono sicuro che in partenza erano mille.
affianco al grattacielo c'è un buco. sono le fondamenta del palazzo gemello.
affianco al buco, ci sono un tot di ruspe e camion di sabbia.
...........stanno riempiendo il buco!

finalmente uno sano di testa. dato che non si vende un tubazzo, che i prezzi crollano e non si sa se questa città domani avrà ancora un senso, meglio non costruire e tappare il fosso.

il clima non è dei migliori.
c'è un fuggi fuggi generale, nessuno parla di crisi, ma prepara i biglietti in tasca e fa gite programmate intoirno all'aeroporto.
a noi va bene perchè abudhabi regge, del resto è una città industriale e non uno specchietto per le allodole. ieri al centro commerciale mi sono stupito della quantità di auto. non trovavo posteggio. dento al centro commerciale invece ci saranno state cinquanta persone..... auto abbandonate? most likely, soprattutto a partire dalla polvere che avevano sopra. il traffico in città è diminuito in maniera imbarazzante. non ci sono più code. manca un mese alla chiusura delle scuole. stai a vedere che tra un mese non c'è più nessuno.

sabato 28 marzo 2009

running man


ho deciso che mi metto a correre un po'. ho la palestra in casa, nel compund, ma mi scazzo a stare li a usare attrezzi. quindi esco di casa e mi faccio una mezzoretta di corsa. praticamente vado da casa fino al hilton e poi indietro.
c'è il vialetto del tramonto, che purtroppo è ancora tutto un cantiere. praticamente il mare non si vede ancora. si vede solo sul parcheggio davanti al hilton. bello correre. si fa un giretto. ci sono una pizzeria, due o tre steak houses, poi mettono delle bancarelle cinesi, con quei qadri che hai gia visto la, con le stesse sciarpettine di seta... bah, chi se li compra sono cavoli suoi. ci sono un po' di expats che passeggiano, con bimbi, o qualche coppia che gironzola distrattamente. è bello vedere altri che corrono.
peccato che alle 7.30, dopo il lavoro, sia gia tutto buio. si vedono le gru della palma in lontananza. arrivo nel parcheggio dell'hilton, dove qualche coppia azzarda qualche sguardo, una carezza, un po' nascosta alla vista della massa. qualche biondona strafiga dalla dubbia attività lavorativa aspetta in macchina la chiamata di qualcuno. con discrezione. nella sua bentley o bmw. fumando una sigaretta. accenti dell'est europa durante le telefonate. arrivo davanti al hilton. riprendo fiato, un po' di stretching e poi riparto. dei meregani fanno esercizi marziali con finti fucili, gettandosi in spiaggia, facendo addominali e corsette a mo' di full metal jacket. fisical advantage si chiama l'associazione sportiva. sottotitolo, marine training for the competitive life. mi hanno chiesto una sera, ma gli ho detto che "i have a more peaceful attitude, and would maybe not fully appreciate the military approach you have. thanks anyway". invasati del cazzo.
i locali veri, invece non scendono dalle auto, e sono sempre al telefonino. siccome non possono parlare direttamente con le ragazze, loro stanno in auto a passo d'uomo, nelle loro ferrari e lamborghini, e telefonano alle ragazze che camminano lungo la passeggiata. a loro modo trasgressivi. paese che vai... li supero, agile come una gazzella, attraverso la strada e mi ritrovo sulle scalinate spezzafiato del jbr. compound orrido, ma pieno di western life, dove nelle piazzette artificiali qualcuno gioca con i figli, o qualche tredicenne accenna a degli slide su rail poco adatti. manco lo skate è trasgressivo qua... mah.
da li passo poi sul ponte verso casa, che attravera la marina. il ponte delle sgasate, dove i locali si liberano di mille euro con accelletare folli verso l'autostrada, con i loro ridicoli cambi automatici, sfrizionate ridicole che durano quattro secondi... eiaculazione precoce penso, e ritorno a casa. a destra e sinistra cantieri dove costruiscono l'ennesimo palazzone. qualche indiano che dorme nelle amache dei vari piani in costruzione.

non so. non è un segreto che dubai non mi piaccia. ma vederla correndo è sempre meglio che stare a correre su un tappeto.

te lo do io il tax free

siamo sicuri che il tax free sia figo?
vediamo un po'. prendansi una calcolatrice e si faccino due conti. siete ricchi o pensate di esserlo e quindi stufi di pagare le tasse. (oppure siete stati trasferiti per lavoro). sei ricco, vuoi fare una vita di livello. beh, vediamo cosa significa vivere normale.

1. La casa.
Siamo venuti la prima volta a Maggio a cercare casa. Costava il doppio, grazie alla crisi adesso si può prendere un ottimo appartamento da cento mq intorno ai 150 - 200 mila euro. ottimo, no?
no.
serve un assegno per bloccare l'acquisto, pari a circa il venti percento. oppure si paga tutto cash. subito. avete quindi 35 mila euro da mettere sul piatto? se li avete, vi restano dieci giorni per trovare il resto dei soldi, altrimenti perdete pure l'anticipo.
quindi andate in banca, dove vi diranno che se non avete uno stipendio consono, versato da almeno sei mesi regolarmente da una ditta con una storia di ampia liquidità alle spalle, il mutuo non ve lo danno. tassativo.
immaginate di essere arrivati da poco, con una ditta di nuova apertura, diciamo tre anni, in espansione. ebbene, scordatevi il mutuo. contemporaneamente, difficilmente il mutuo lo potete fare arrivare dall'italia. serve infatti una transazione locale per bloccare la casa eccetera. concludendo il punto uno, molto probabilmente starete in affitto, e siamo ad un minimo di millecinquecento euro al mese, cold rent, senza spese.... in pratica, vi credevate ricchi e state in affitto arricchendo chi di soldi ne ha già. e ora vengono le altre spese.

2. la macchina.
va da se che un posto senza tasse, non ha i soldi per costruire strade e autobus, tram, metropolitane, treni. quindi se ci sono, devono autofinanziarsi con biglietti ad alto costo o se risparmiano, danno un servizio poco decoroso. se siete in uno stato tax free, probabilmente esiste anche un regime di monopolio, per cui la situazione peggiora. qui gli autobus sono belli, aria condizionata, ma ci mettono molto tempo a spostarsi e passano forse ogni ora. quindi pressapoco inutili. questo, rapportato al punto 5, impedisce al tempo stesso di poter selezionare del personale da zone diverse. l'operaio e l'impiegato non hanno di media, mai una macchina, per cui o li prendete del circondario o non li prendete. chi ha la macchina, costerà il quadruplo.
per la macchina vale comunque quanto sopra per la casa.
non ci sono leasing o finanziamenti (la crisi sta iniziando a favorire queste forme) che restano ancora allo stato primordiale, e soprattutto non esiste il chiavi in mano. compri la macchina, poi devi preoccuparti della targa, poi dell'assicurazione. i concessionari ti aiutano, ma sono tempi sicuramente più lunghi che da noi.
senza macchina si è fregati. non si va nemmeno a fare la spesa!
quindi ricapitoliamo. sei in affitto e hai una macchina a noleggio. bravo! ma non eri ricco? se ti va bene la macchina te la da la ditta, ma moglie/marito come fa?

qui la benzina costa pochissimo, per fortuna, altro che tasse italiane! sicuri?
bene.
un litro viene circa 0,41 euro, contro i nostri 1,1 attuali.
in italia guido un 2.0 hdi del 2001, faccio più di 900 km con un pieno da 60 litri.
qui guido per ora una scatoletta nissan 1.1 benzina, automatica, che fa 420 km con un pieno da 34 litri per 15 euro. pagherò anche la benzina pochissimo, ma sono costantemente dal benzaro, e risparmio solo la metà, perchè le nostre auto consumano meno a parità di condizioni. e vogliamo mettere la sicurezza? la prossima auto, aziendale, mi costerà l'equivalente in benzina e assicurazione, di quella in italia. dovendo essere più grande per viaggi lunghi e eventualmente di più persone, cosumerà molto. però costa meno perchè il motore è meno tecnologico. quanto in meno? duemila euro forse. ridicolaggini da globalizzazione. ma è un altro discorso.

3. la salute
le assicurazioni private sono un must assoluto. e si paga tutto. devi prevedere qualsiasi cosa. ovviamente devi stare attento a coprire la vita e il lavoro contemporaneamente, indicare che sport pratichi, sia mai che ti rompi una gamba mentre giochi a squash, mentre hai dichiarato che giochi a tennis. le cure mediche hanno spese folli, per cui stai attento ai tetti di spesa. probabilmente rischi di non essere coperto su due gambe rotte, la copertura vale solo per una.
all inclusive costa sui duemila euro all'anno. a testa. medicine escluse, visite mediche escluse.

4. la vita
facciamo due conti.
birra 8 euro.
pizza 20 euro.
cocktail 10 euro.
discoteca, NON TRASGRESSIVA, "signore, sta ballando un po' troppo per lo stile di questo locale" "potrebbe abbassare la voce, alcuni clienti si potrebbero lamentare"...... 50 Euro.
insomma, serata normale, discoteca insoddisfacente, sui cento euro minimo.
parcheggio, mancia... dieci euro.

non ti piace la discoteca? concerto?
deep purple, biglietto 70 euro.
presenti 500 persone,
birretta 8 euro... sempre grati che ci sia l'alcool, di solito è vietato.
panino 15 euro, schifissimo.
parcheggio, 100 euro anche per questo insomma.

colazione da starbucks?
cappuccino 3 euro
tortina 4 euro
brioscina 2 euro
e sei da starbucks, mica al hilton!

5. lavoro
non essendoci scuole pubbliche, il problema è che il personale che trovi, o costa un delirio e comunque non è all'altezza, oppure costa poco, ma è rinchiuso in un'ignoranza pazzesca, per cui non è in grado di lavorare secondo i criteri occidentali. (sei un occidentale, sei abituato ad avere una controparte lavorativa senziente, cui, dopo delle spiegazioni riesci a impartire istruzioni o a farti dare delle risposte o degli stimoli al migloramento. vale per i colleghi, come per clienti e fornitori.)
per riuscire a impiegare delle persone di livello interessante, devi quindi rivolgerti a persone che provengono da stati in cui la scuola è pubblica, e che abbia un buon livello educativo. italiani, tedeschi, inglesi, francesi.... siamo sempre li. gli amerciani, mah, meglio evitare.

riassuntino.
hai bisogno di un ottimo stipendio per poterti permettere una casa e un auto, oppure avere all'incirca 250 mila euro per auto e macchina. cash.
poi spendi, per mangiare e vivere almeno 250 euro a settimana. a testa. sono 1000 euro al mese a testa. in pratica, devi tirare a casa un 2.000 euro al mese solo per campare.

insomma, sia per il portafogli che per la qualità della vita, meglio le tasse che le non tasse.
in italia si spende meno per un'altissima qualità della vita.
qui invece, quel 30% di tasse che risparmi, te lo ritrovi nei prezzi più alti del 40%.
la gente che ti circonda, pur con le dovute differenze, è in grado di imparare e di rispondere a stimoli, ed è mediamente sana, di mente e di salute. e soprattutto vive in modo dignitoso, senza dover tirare a campare tutti i giorni, finora.
certo, da fastidio vedere i soldi dei contribuenti sprecati, ma non buttiamo via tutto questo.
non vale la pena!