venerdì 5 giugno 2009

genitori di plastica

la tristezza più profoda che mi viene a stare qui, anche forse per l'età e per il conseguente orologio biologico, è data da come vengono trattati i bambini, i figli.
sono al solito centro commerciale, fuori i soliti quarantotto e fischia gradi, per cui c'è poco da rompere le balle a dire di andare altrove. in questo mondo di plastica, anche i genitori sono di plastica. giuro, che la coppia tipica di qui, è un uomo sui cinquant'anni, con donna asiatica di vent'anni più giovane. ci sono anche coppie più giovani, certo, ma la coppia mista per età e provenienza è in assoluto la peggiore. il modello è vagamente yankee come impostazione. macchinazzo. safety first, panico da sicurezza, perbenismo e bigottismo. stessa cosa vale comunque per la coppia locale, arricchita in qualche modo, spaparanzata in poltroncine mignon a fare finta di essere molto "western-couple, we are very modern and open minded". peggio ancora per la coppia indiana, e peggio di tutti, la coppia indonesiana o cinese o koreana, superoccidentalizzata, lui che è stato per anni in america e si sente dio, e poi è tornato a casa a prendersi la gnoccola di turno.

ma torniamo ai nostri due.
lui troppo in là con gli anni per avere ancora la passione e la pazienza di tirare su dei figli, probabilmente è l'esperienza 2.0 o peggio, visibilmente spazientito delle bizze dell'amante/moglie/errore... solitamente gira con fare da grande businessman, superiore a tutto e tutti, pc sempre acceso, sguardo distaccato.
lei giovane, straviziata, fuori luogo, sempre col pc in mano per chattare con le amiche della vacuità delle loro vite inutili, in un posto inutile con un compagno/marito/padrone/amante che non le caga di pezza.
in tutto ciò, per la gioia dell'umanità procreano. due o tre cosetti puccettissimi e simpatici, che con loro non centrano una fava. e la cosa è evidente. ti passano accanto sti frugoli, curiosi, sguardi gigaenormi che scrutano il pc, il cappuccino, ti guardano.. del resto ripsetto ai genitori sei un marziano, perchè rispondi, dai uno sguardo buffo, stai attento che non si tirino addosso il vassoio... e allora arrivano loro, marz e mars i genitori dell'iperspazio, e ne dicono di ogni "non disturbare il signore, e quante volte te lo devo dire", e sbam, via una ceffa; è sempre la madre a rompere le palle e poi fare una faccia di un falso impressionante, chiedendoti scusa per il comportamento impossibile del bimbo.... e tu che dici, ma no signora ma si figuri...

ovvio che devono fare finta di dimostrare al tizio che le accompagna fuori, che paga, che striscia le carte, che sono delle madri attente e irreprensibili nell'educaione. lui non le caga di pezza come sempre e infastidito dalle urla del bimbo, chiama i filippini di turno.
e allora ecco che arrivano i veri genitori, che stanno sempre in disparte mentre i signori si godono il caffè, e che vengono a prendere i frignanti e se li portano in giro in questo mondo di plastica. e lo vedi che hanno l'imprinting philipino, che parlottano con le persone con cui hanno veramente l'imprinting, che li curano, che insegnano loro qualcosa, modelli da seguire. e parlano filippino, e si calmano quando sono nelle loro braccia, lasciandosi alle spalle marz e mars esseri alieni, che discutono, o meglio lei che parla inascoltata, lui che scrive al pc, di cose inutili.

genitori di plastica in un mondo di plastica.

per fortuna poi arrivano amy e james, nomi fittizzi da coppia anglosassone, apparizione rarissima. sia perchè di giovani ce ne sono pochi, ma soprattutto perchè sono contenti di stare assieme. lui sbattuto dal lavoro, lei pure. passeggino. la bimba è spettacolare: capello rosso, non sta ferma un momento, gira, fa disfa, salta di qua, saluta, sorride, urletta... salta sulla poltroncina affianco alla mia "ueei, haha, ciao" lei urletta, arriva la mamma amy "sorry" e sorride "nono, nevermind, it's ok" sorride.... poi salta giù e corre di là e amy and james fanno a turno per starle dietro e coccolarsela. e james la prende a spalle e la mamma le fa le pernacchie, e poi la bimba vuole scendere, e corre dentro un negozio e la mamma dietro, e il babbo sbuffa sorridendo, guarda amy e le dice "unbelievable, bloody hell, she is possessed" e via così, genitori veri insomma.

ringrazio quindi i miei per essere stati dei gran genitori e non dei manichini.
e nel frattempo continuo a odiare questo posto.

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