ho deciso che mi metto a correre un po'. ho la palestra in casa, nel compund, ma mi scazzo a stare li a usare attrezzi. quindi esco di casa e mi faccio una mezzoretta di corsa. praticamente vado da casa fino al hilton e poi indietro.
c'è il vialetto del tramonto, che purtroppo è ancora tutto un cantiere. praticamente il mare non si vede ancora. si vede solo sul parcheggio davanti al hilton. bello correre. si fa un giretto. ci sono una pizzeria, due o tre steak houses, poi mettono delle bancarelle cinesi, con quei qadri che hai gia visto la, con le stesse sciarpettine di seta... bah, chi se li compra sono cavoli suoi. ci sono un po' di expats che passeggiano, con bimbi, o qualche coppia che gironzola distrattamente. è bello vedere altri che corrono.
peccato che alle 7.30, dopo il lavoro, sia gia tutto buio. si vedono le gru della palma in lontananza. arrivo nel parcheggio dell'hilton, dove qualche coppia azzarda qualche sguardo, una carezza, un po' nascosta alla vista della massa. qualche biondona strafiga dalla dubbia attività lavorativa aspetta in macchina la chiamata di qualcuno. con discrezione. nella sua bentley o bmw. fumando una sigaretta. accenti dell'est europa durante le telefonate. arrivo davanti al hilton. riprendo fiato, un po' di stretching e poi riparto. dei meregani fanno esercizi marziali con finti fucili, gettandosi in spiaggia, facendo addominali e corsette a mo' di full metal jacket. fisical advantage si chiama l'associazione sportiva. sottotitolo, marine training for the competitive life. mi hanno chiesto una sera, ma gli ho detto che "i have a more peaceful attitude, and would maybe not fully appreciate the military approach you have. thanks anyway". invasati del cazzo.
i locali veri, invece non scendono dalle auto, e sono sempre al telefonino. siccome non possono parlare direttamente con le ragazze, loro stanno in auto a passo d'uomo, nelle loro ferrari e lamborghini, e telefonano alle ragazze che camminano lungo la passeggiata. a loro modo trasgressivi. paese che vai... li supero, agile come una gazzella, attraverso la strada e mi ritrovo sulle scalinate spezzafiato del jbr. compound orrido, ma pieno di western life, dove nelle piazzette artificiali qualcuno gioca con i figli, o qualche tredicenne accenna a degli slide su rail poco adatti. manco lo skate è trasgressivo qua... mah.
da li passo poi sul ponte verso casa, che attravera la marina. il ponte delle sgasate, dove i locali si liberano di mille euro con accelletare folli verso l'autostrada, con i loro ridicoli cambi automatici, sfrizionate ridicole che durano quattro secondi... eiaculazione precoce penso, e ritorno a casa. a destra e sinistra cantieri dove costruiscono l'ennesimo palazzone. qualche indiano che dorme nelle amache dei vari piani in costruzione.
non so. non è un segreto che dubai non mi piaccia. ma vederla correndo è sempre meglio che stare a correre su un tappeto.
c'è il vialetto del tramonto, che purtroppo è ancora tutto un cantiere. praticamente il mare non si vede ancora. si vede solo sul parcheggio davanti al hilton. bello correre. si fa un giretto. ci sono una pizzeria, due o tre steak houses, poi mettono delle bancarelle cinesi, con quei qadri che hai gia visto la, con le stesse sciarpettine di seta... bah, chi se li compra sono cavoli suoi. ci sono un po' di expats che passeggiano, con bimbi, o qualche coppia che gironzola distrattamente. è bello vedere altri che corrono.
peccato che alle 7.30, dopo il lavoro, sia gia tutto buio. si vedono le gru della palma in lontananza. arrivo nel parcheggio dell'hilton, dove qualche coppia azzarda qualche sguardo, una carezza, un po' nascosta alla vista della massa. qualche biondona strafiga dalla dubbia attività lavorativa aspetta in macchina la chiamata di qualcuno. con discrezione. nella sua bentley o bmw. fumando una sigaretta. accenti dell'est europa durante le telefonate. arrivo davanti al hilton. riprendo fiato, un po' di stretching e poi riparto. dei meregani fanno esercizi marziali con finti fucili, gettandosi in spiaggia, facendo addominali e corsette a mo' di full metal jacket. fisical advantage si chiama l'associazione sportiva. sottotitolo, marine training for the competitive life. mi hanno chiesto una sera, ma gli ho detto che "i have a more peaceful attitude, and would maybe not fully appreciate the military approach you have. thanks anyway". invasati del cazzo.
i locali veri, invece non scendono dalle auto, e sono sempre al telefonino. siccome non possono parlare direttamente con le ragazze, loro stanno in auto a passo d'uomo, nelle loro ferrari e lamborghini, e telefonano alle ragazze che camminano lungo la passeggiata. a loro modo trasgressivi. paese che vai... li supero, agile come una gazzella, attraverso la strada e mi ritrovo sulle scalinate spezzafiato del jbr. compound orrido, ma pieno di western life, dove nelle piazzette artificiali qualcuno gioca con i figli, o qualche tredicenne accenna a degli slide su rail poco adatti. manco lo skate è trasgressivo qua... mah.
da li passo poi sul ponte verso casa, che attravera la marina. il ponte delle sgasate, dove i locali si liberano di mille euro con accelletare folli verso l'autostrada, con i loro ridicoli cambi automatici, sfrizionate ridicole che durano quattro secondi... eiaculazione precoce penso, e ritorno a casa. a destra e sinistra cantieri dove costruiscono l'ennesimo palazzone. qualche indiano che dorme nelle amache dei vari piani in costruzione.
non so. non è un segreto che dubai non mi piaccia. ma vederla correndo è sempre meglio che stare a correre su un tappeto.
