Sono al mall of the emirates. Scazzatissimo. Per inutili questioni di visto devo forse rimandare la partenza, ed e' peggio di un pugno nello stomaco. Odio dubai. Non mi piace. Non ci sto bene, non mi trovo e non fa per me.
Doverci restare, ora, adesso, con il biglietto praticamente in mano, con l'anonima che mi aspetta, che mi manca, con il surf pronto, con le polentate programmate, per altri due, tre, quattro giorni, mi sta proprio sulle palle. Ma tanto!
bberry
domenica 28 giugno 2009
l'ammeregano
il fatto che io guidi una nissan tiida, non è una novità. è una macchina che non avrei mai e poi mai comprato, ma non è neanche sto schifo, via. ha il cambio automatico e per quanto a qualcuno possa anche sembrare una cosa interessante, è una merda senza paragoni. in accellerazione può anche essere utile, ma in frenata è varemente un delirio. praticamente non si ha mai freno a motore. col fatto che l'asfalto ha una temperatura media di chessò, sessanta gradi minimo, è un po' come pattinare sul ghiaccio. tu freni a piena, e lei scivola, si intraversa subito. è quasi normale diciamo. certo, se uno avesse il cambio manuale...lasciamo perdere poi il discorso curva. non che ci sia chissà che roba qui, fondamentalmente le strade sono dritte, ma sugli svincoli sembra di andare in barca, quella sensazione di "diane", "due cavalli", "barca"...... sempre in bilico tra lo starci e lo scivolare.... e soprattutto, se quello davanti sbanda, cosa frequente, perchè in curva gli viene il panico e le fanno a zero all'ora... dicevo se quello davanti sbanda, hai idea di come frenare in bilico come sei? no, non ce l'hai, del resto non ce l'ha neanche la macchina.
insomma, sono molto infastidito da sto schifo di impostazione ammeregana delle auto. stupidi addormentati che viaggiano tutti alla stessa velocità, senza cognizione della propria posizione nella carreggiata, che si spostano all'improvviso di qua e di la senza apparente senso, rischiando mille incidenti che più stupidi non si può.
in questo rimbecillimento, ogni macchina su cui sono stato, ha queste molle inutili, yankee appunto, con sta sensazione di barca in alto mare.
quindi..... perchè questo pirla qui abbia pure deciso di alzare il suo pickup di altri quaranta centimetri lo sa solo lui! anche perchè l'asse, è ancora li a venti centimetri da terra!!!
stupido! comprati la bicicletta!
mercoledì 24 giugno 2009
lunedì 22 giugno 2009
sabato 13 giugno 2009
impressioni di abu dhabi
abu dhabi è la città più industrializzata degli emirati. ha una gigantesca zona industriale, ed è ormai qualche anno che ha stabilizzato il suo mercato immobiliare. a parte la nuova marina, il resto ormai è praticamente finito. palazzoni anni ottanta si alzano verso il cielo. poco vetro, molto prefabbricato, na schifèzz che non ha pari. la cosa che mi diverte di più, è che si sono dimenticati di fare i parcheggi, per cui tra i grattacieli ci si ammazza per un posto auto. l
a soluzione è semplice per i più. prendere un driver e farlo girare in tondo finchè non si è finito l'appuntamento. evviva!!! nelle foto alcuni palazzi tipici, per così dire.
a soluzione è semplice per i più. prendere un driver e farlo girare in tondo finchè non si è finito l'appuntamento. evviva!!! nelle foto alcuni palazzi tipici, per così dire.
ibn battuta mall
per non stare sempre nel solito dubai mall, decido di fare un giro. prendo la macchina, e mi sparo cinque chilometri fino al ibn battuta mall. ibn battuta era un viaggiatore del mondo islamico. è stato l'unico in grado di visitare tutti i regni dell'islam nel 1300. era arrivato anche in sardegna, a cagliari.
ed ecco il suo destino, essere ricordato con un gigantesco shopping mall allucinante, con tanto di casette, cielo sereno, ambiente india, cina, andalusia, medio oriente, africa. secondo me il buon ibn sarebbe scappato, altro che viaggi!!
vabbeh. starbucks, cheescake, cappuccino, e tanti saluti.


ed ecco il suo destino, essere ricordato con un gigantesco shopping mall allucinante, con tanto di casette, cielo sereno, ambiente india, cina, andalusia, medio oriente, africa. secondo me il buon ibn sarebbe scappato, altro che viaggi!!
vabbeh. starbucks, cheescake, cappuccino, e tanti saluti.


la lisaaaaaa
giovedì 11 giugno 2009
rust in peace
la sognavo qualche anno fa. sogni intensissimi, l'alternativa ad una porsche, una ferrari quasi. una novita' assoluta, il supercoupe' bmw, l'erede della M1.
che triste fine, abbandonata tristemente nella zona industriale di abudhabi, nella sterminata junkyard dei rottamatt che segnano col pennarello il proprio nome a certificare la proprieta' di quell' ammasso di pezzi di ricambio. coperta di polvere, dimenticata al sole, a cinquanta gradi, assieme a buick, corvette, ruspe, scavatrici, perforatrici, barche, carrelli, carretti, schifo vario arrugginito.
rust in peace
che triste fine, abbandonata tristemente nella zona industriale di abudhabi, nella sterminata junkyard dei rottamatt che segnano col pennarello il proprio nome a certificare la proprieta' di quell' ammasso di pezzi di ricambio. coperta di polvere, dimenticata al sole, a cinquanta gradi, assieme a buick, corvette, ruspe, scavatrici, perforatrici, barche, carrelli, carretti, schifo vario arrugginito.
rust in peace
abudhabi marina
ad abu dhabi stanno costruendo la nuova marina. tutto palazzoni vista mare. il problema e' che questa e' una penisola, per cui ci sono due ponti per entrarci. la marina sorgera' a tre quarti dell'isola, per cui il materiale per le costruzioni, le ruspe, le gru, gli operai, gli ingegneri, devono tutti passare per quei due ponti, e poi sfruttare un'unica corsia d'accesso per entrare. la cosa buffa poi e' che per uscire, si immettono sulla stessa strada, ma prima dell'uscita, incrociando di conseguenza tutti quelli fermi in coda per entrare. e stiamo parlando di migliaia di operai nei pulmini, di centinaia di camion, ruspe, gru....
genious at work!
genious at work!
lunedì 8 giugno 2009
recession
dato che ero in aeroporto, tracchete che ho fatto una foto a una delle tante auto abbandonate da chi scappa e se ne torna a casina bella...
quale simpaticone ha scritto pure sul vetro, e a dire il vero ci sta alla grande.
recession!!
quale simpaticone ha scritto pure sul vetro, e a dire il vero ci sta alla grande.
recession!!
la toooootta!
weee, che bello, finalmente un ospite! è passata la totta in stopover da shanghai !! peccato che fino alle otto è tutto chiuso!! cmq eccola qui alla dubai marina a bagnarsi i piedi nell'afa delle sei!! e poi costa coffee in aeroporto.
ciao tòdz, buon viaggio!
venerdì 5 giugno 2009
you lo, chila is diffalent
sto per andarmene dal nero coffee, quando arriva un cinese. come faccio a sapere che è cinese? semplice, si è tolto le scarpe al bar, indossa delle allucinanti calzette semitrasparenti blu, con filigrana di api volanti, si gratta nelle orecchie guardando cosa viene fuori e rumoreggia di gola, ha una t shirt e indossa i pantaloni del pigiama.....
adoro chi persiste nel differenziarsi, mantenendo vive ed esplicite le sue abitudini !!
ogni tanto ci penso alla cina, e capisco che è veramente un posto totalmente diverso da tutto il resto. le avventure allucinanti che ti succedono in cina, non le trovi da nessun'altra parte al mondo. paradossi, contraddizioni assurde, situazioni incomprensibili, al di fuori di ogni razionalità, di logica, di senso compiuto, le trovi solo la. mi manca ancora l'india, è vero. vedrò di andarci. la cina comunque, ed è verissimo, ti rimane dentro. ci torneresti subito. poi però ti ricordi di quanto è allucinante, ed allora meglio ricordarsi delle avventure, e non del resto.
ho un raspino in gola..... che fare, quasi quasi scatarro sul tavolo e poi ridacchio col cinese.
adoro chi persiste nel differenziarsi, mantenendo vive ed esplicite le sue abitudini !!
ogni tanto ci penso alla cina, e capisco che è veramente un posto totalmente diverso da tutto il resto. le avventure allucinanti che ti succedono in cina, non le trovi da nessun'altra parte al mondo. paradossi, contraddizioni assurde, situazioni incomprensibili, al di fuori di ogni razionalità, di logica, di senso compiuto, le trovi solo la. mi manca ancora l'india, è vero. vedrò di andarci. la cina comunque, ed è verissimo, ti rimane dentro. ci torneresti subito. poi però ti ricordi di quanto è allucinante, ed allora meglio ricordarsi delle avventure, e non del resto.
ho un raspino in gola..... che fare, quasi quasi scatarro sul tavolo e poi ridacchio col cinese.
genitori di plastica
la tristezza più profoda che mi viene a stare qui, anche forse per l'età e per il conseguente orologio biologico, è data da come vengono trattati i bambini, i figli.
sono al solito centro commerciale, fuori i soliti quarantotto e fischia gradi, per cui c'è poco da rompere le balle a dire di andare altrove. in questo mondo di plastica, anche i genitori sono di plastica. giuro, che la coppia tipica di qui, è un uomo sui cinquant'anni, con donna asiatica di vent'anni più giovane. ci sono anche coppie più giovani, certo, ma la coppia mista per età e provenienza è in assoluto la peggiore. il modello è vagamente yankee come impostazione. macchinazzo. safety first, panico da sicurezza, perbenismo e bigottismo. stessa cosa vale comunque per la coppia locale, arricchita in qualche modo, spaparanzata in poltroncine mignon a fare finta di essere molto "western-couple, we are very modern and open minded". peggio ancora per la coppia indiana, e peggio di tutti, la coppia indonesiana o cinese o koreana, superoccidentalizzata, lui che è stato per anni in america e si sente dio, e poi è tornato a casa a prendersi la gnoccola di turno.
ma torniamo ai nostri due.
lui troppo in là con gli anni per avere ancora la passione e la pazienza di tirare su dei figli, probabilmente è l'esperienza 2.0 o peggio, visibilmente spazientito delle bizze dell'amante/moglie/errore... solitamente gira con fare da grande businessman, superiore a tutto e tutti, pc sempre acceso, sguardo distaccato.
lei giovane, straviziata, fuori luogo, sempre col pc in mano per chattare con le amiche della vacuità delle loro vite inutili, in un posto inutile con un compagno/marito/padrone/amante che non le caga di pezza.
in tutto ciò, per la gioia dell'umanità procreano. due o tre cosetti puccettissimi e simpatici, che con loro non centrano una fava. e la cosa è evidente. ti passano accanto sti frugoli, curiosi, sguardi gigaenormi che scrutano il pc, il cappuccino, ti guardano.. del resto ripsetto ai genitori sei un marziano, perchè rispondi, dai uno sguardo buffo, stai attento che non si tirino addosso il vassoio... e allora arrivano loro, marz e mars i genitori dell'iperspazio, e ne dicono di ogni "non disturbare il signore, e quante volte te lo devo dire", e sbam, via una ceffa; è sempre la madre a rompere le palle e poi fare una faccia di un falso impressionante, chiedendoti scusa per il comportamento impossibile del bimbo.... e tu che dici, ma no signora ma si figuri...
ovvio che devono fare finta di dimostrare al tizio che le accompagna fuori, che paga, che striscia le carte, che sono delle madri attente e irreprensibili nell'educaione. lui non le caga di pezza come sempre e infastidito dalle urla del bimbo, chiama i filippini di turno.
e allora ecco che arrivano i veri genitori, che stanno sempre in disparte mentre i signori si godono il caffè, e che vengono a prendere i frignanti e se li portano in giro in questo mondo di plastica. e lo vedi che hanno l'imprinting philipino, che parlottano con le persone con cui hanno veramente l'imprinting, che li curano, che insegnano loro qualcosa, modelli da seguire. e parlano filippino, e si calmano quando sono nelle loro braccia, lasciandosi alle spalle marz e mars esseri alieni, che discutono, o meglio lei che parla inascoltata, lui che scrive al pc, di cose inutili.
genitori di plastica in un mondo di plastica.
per fortuna poi arrivano amy e james, nomi fittizzi da coppia anglosassone, apparizione rarissima. sia perchè di giovani ce ne sono pochi, ma soprattutto perchè sono contenti di stare assieme. lui sbattuto dal lavoro, lei pure. passeggino. la bimba è spettacolare: capello rosso, non sta ferma un momento, gira, fa disfa, salta di qua, saluta, sorride, urletta... salta sulla poltroncina affianco alla mia "ueei, haha, ciao" lei urletta, arriva la mamma amy "sorry" e sorride "nono, nevermind, it's ok" sorride.... poi salta giù e corre di là e amy and james fanno a turno per starle dietro e coccolarsela. e james la prende a spalle e la mamma le fa le pernacchie, e poi la bimba vuole scendere, e corre dentro un negozio e la mamma dietro, e il babbo sbuffa sorridendo, guarda amy e le dice "unbelievable, bloody hell, she is possessed" e via così, genitori veri insomma.
ringrazio quindi i miei per essere stati dei gran genitori e non dei manichini.
e nel frattempo continuo a odiare questo posto.
sono al solito centro commerciale, fuori i soliti quarantotto e fischia gradi, per cui c'è poco da rompere le balle a dire di andare altrove. in questo mondo di plastica, anche i genitori sono di plastica. giuro, che la coppia tipica di qui, è un uomo sui cinquant'anni, con donna asiatica di vent'anni più giovane. ci sono anche coppie più giovani, certo, ma la coppia mista per età e provenienza è in assoluto la peggiore. il modello è vagamente yankee come impostazione. macchinazzo. safety first, panico da sicurezza, perbenismo e bigottismo. stessa cosa vale comunque per la coppia locale, arricchita in qualche modo, spaparanzata in poltroncine mignon a fare finta di essere molto "western-couple, we are very modern and open minded". peggio ancora per la coppia indiana, e peggio di tutti, la coppia indonesiana o cinese o koreana, superoccidentalizzata, lui che è stato per anni in america e si sente dio, e poi è tornato a casa a prendersi la gnoccola di turno.
ma torniamo ai nostri due.
lui troppo in là con gli anni per avere ancora la passione e la pazienza di tirare su dei figli, probabilmente è l'esperienza 2.0 o peggio, visibilmente spazientito delle bizze dell'amante/moglie/errore... solitamente gira con fare da grande businessman, superiore a tutto e tutti, pc sempre acceso, sguardo distaccato.
lei giovane, straviziata, fuori luogo, sempre col pc in mano per chattare con le amiche della vacuità delle loro vite inutili, in un posto inutile con un compagno/marito/padrone/amante che non le caga di pezza.
in tutto ciò, per la gioia dell'umanità procreano. due o tre cosetti puccettissimi e simpatici, che con loro non centrano una fava. e la cosa è evidente. ti passano accanto sti frugoli, curiosi, sguardi gigaenormi che scrutano il pc, il cappuccino, ti guardano.. del resto ripsetto ai genitori sei un marziano, perchè rispondi, dai uno sguardo buffo, stai attento che non si tirino addosso il vassoio... e allora arrivano loro, marz e mars i genitori dell'iperspazio, e ne dicono di ogni "non disturbare il signore, e quante volte te lo devo dire", e sbam, via una ceffa; è sempre la madre a rompere le palle e poi fare una faccia di un falso impressionante, chiedendoti scusa per il comportamento impossibile del bimbo.... e tu che dici, ma no signora ma si figuri...
ovvio che devono fare finta di dimostrare al tizio che le accompagna fuori, che paga, che striscia le carte, che sono delle madri attente e irreprensibili nell'educaione. lui non le caga di pezza come sempre e infastidito dalle urla del bimbo, chiama i filippini di turno.
e allora ecco che arrivano i veri genitori, che stanno sempre in disparte mentre i signori si godono il caffè, e che vengono a prendere i frignanti e se li portano in giro in questo mondo di plastica. e lo vedi che hanno l'imprinting philipino, che parlottano con le persone con cui hanno veramente l'imprinting, che li curano, che insegnano loro qualcosa, modelli da seguire. e parlano filippino, e si calmano quando sono nelle loro braccia, lasciandosi alle spalle marz e mars esseri alieni, che discutono, o meglio lei che parla inascoltata, lui che scrive al pc, di cose inutili.
genitori di plastica in un mondo di plastica.
per fortuna poi arrivano amy e james, nomi fittizzi da coppia anglosassone, apparizione rarissima. sia perchè di giovani ce ne sono pochi, ma soprattutto perchè sono contenti di stare assieme. lui sbattuto dal lavoro, lei pure. passeggino. la bimba è spettacolare: capello rosso, non sta ferma un momento, gira, fa disfa, salta di qua, saluta, sorride, urletta... salta sulla poltroncina affianco alla mia "ueei, haha, ciao" lei urletta, arriva la mamma amy "sorry" e sorride "nono, nevermind, it's ok" sorride.... poi salta giù e corre di là e amy and james fanno a turno per starle dietro e coccolarsela. e james la prende a spalle e la mamma le fa le pernacchie, e poi la bimba vuole scendere, e corre dentro un negozio e la mamma dietro, e il babbo sbuffa sorridendo, guarda amy e le dice "unbelievable, bloody hell, she is possessed" e via così, genitori veri insomma.
ringrazio quindi i miei per essere stati dei gran genitori e non dei manichini.
e nel frattempo continuo a odiare questo posto.
martedì 2 giugno 2009
a day at the office
e per gli snasafic che mi hanno chiesto una foto di dove lavoro, ecco la biudiful entrata alla ditta. noi siamo quelli la in fondo. come vedete sulla sinistra c'è una moschea. è molto caratteristico sentire alla sera il richiamo alla preghiera, e accorrono da tutta la zona industriale per la preghiera. unica cosa è che essendo venerdì il loro giorno sacro, non è rispettoso venire eventualmente in ditta a lavorare. ma secondo me è più una scusa per non passare proprio il venerdì. sulla destra invece abbiamo il simpaticissimo marmista, che, usando molta acqua per raffreddare le macchine da taglio, ci impuzzisce tutto il cortile con questi odoracci di fogna. e poi invade spazi che non sono suoi, per cui c'è una lotta continua. inclusi nel prezzo abbiamo una ditta di alluminio che ha portato i libri in tribunale e di cui dovremmo prenderci il magazzino a breve, nonchè una ditta di legnami vari. temperatura media che si raggiunge in cortile, sui 48 gradi ultimammente. in magazzino invece qualcosina in meno, e ci va di culissimo che il cortile resta in ombra metà della giornata, che altrimenti scalda a bestia.
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