giovedì 1 novembre 2012

buenos aires

Gri quanda cosa ho ritrovato... le nostre riflessioni di viaggio....

Tango.

Citta di emigranti con una profonda malinconia e mito per una vita passata, accentuata dalla crisi.

Lenti nei servizi. Ristoranti, edifici, infrastrutture, auto, design, come se tutto si fosse fermato agli anno 90, in attesa di un momento nuovo. Si costruisce, ma non si rinnova.

Poca storia, non definita, nascosta. Si parla solo di chi ha governato, non di accadimenti, come se fosse stata resettata ogni volta dalle dittature. Gente scomparsa, tragedie nelle memorie, famiglie divise. Una malinconia diffusa.

Ma poi i giovani che non hanno memoria e vita passata, hanno forza ed entusiasmo, vitalita'. Tanto turismo internazionale.

E' meglio stare cosi, stare fermi perche l'abbiamo sprecata troppe volte. Lasciamo fare alle nuove generazioni.
Tanti spunti ma di difficile amalgama, vedi i quartieri. I confini sono netti.
Per il rinnovamento non si pensa alla citta' in toto, ma alle singole zone.

I cafe' (Tortoni e Los Angelitos)parlano da soli, sono ricordi della storia bella, ricca, sfarzosa, ricca di personaggi famosi. La storia e' stata qua ma e' anche passata.

Macchine degli anni 80\90 per lo più, 127,Regata, Uno, la Palio etc..  per parlar delle italiane, ma anche le antiche Ford e camion e pick up che ricordano la Cuba dei tempi migliori

La nuova zona del porto in pieno sviluppo. I nuovi Docks. Ponte di Calatrava. E gran barche.. Anche quelle vecchie!

Visita al giardino giapponese con ristorante annesso. 50 minuti per avere del cibo, luogo super zen ma madonne volanti ci stavano tutte. 2 bocce di birra per dimenticare.. E giu grasse risate

Portenos molto cordiali e simpatici

Fa un caldo ladro a Dicembre

Mestiere più' gettonato e\o del punk a bestia studente fare il dog sitter con 15 cani alla volta


lunedì 25 giugno 2012

nuernberg

norimberga è famosa per un tot di cose. a normiberga l'uomo dai baffi tronchi, austriaco, basso, capello scuro, ha tenuto uno dei suoi più imponenti discorsi sulla superiorità di bianchi, alti, biondi e dagli occhi azzurri. sempre qui poi si celebrò il processo a tutto quell'apparato e alla sua perversa versione di ingegneria sociale che ha sconvolto il pianeta nella seconda guerra mondiale. la storia ha sempre un gusto tragicomico.

beh, io ci sono andato perchè qui c'era la grundig, la grandissima grundig dei televisori e delle radio più fiche del mondo, che poi divenuta americana ha vissuto un nemmeno troppo lento declino, finendo tristemente come "delphi" senza manco il logo, divenendo pessimo stereo per auto di ultima classe. momento di nostalgia quando ho visto lo stesso splendido modello che dava pregio alla nostra 127 fiat con le freccettine mobili rosse per ricordarsi la sintonia della radio preferita!

vabbeh, poi ci sono anche i lebkuchen, le tortine natalizie con un'ostia sotto.

ma a norimberga c'è soprattutto il brathaushausle, dove ci sono i wuerstelini con i crauti migliori del mondo, o meglio... è da turisti ma è spettacolare, provare per credere!

ze germanz

no, non sono più abbonato alla business class, non prendo più l'aereo con l'autista emirates, non mi capita praticamente più di andare in business lounge, non sto più ore e ore in aeroporto aspettando che sia finalmente l'ora di partire e schiodarsi dalla poltroncina.

ma non mi dispiace. in germania ci sono questi posti genuinissimi, familiari, silenziosissimi con dei ristorantini che hanno delle schnitzel grandi come il tavolo e una birretta leggerissima che non gonfia, una, chiaro che se ne prendi otto...

insomma, mi ci trovo bene. e anche se il jumeirah beach hotel era fico, e costava l'impossibile da menzionare, andare in un piccolo gasthof dove tanto ci dormi, con internet inclusa, colazione non continental, ma deutsches fruehstueck con cento tipi di pane, marmellate, burro, e finalmente anche il cappuccino, anche se della macchinetta.. beh, andare in un gasthof così a cinquantanove euro, sinceramente mi fa essere orgoglione di non andare più in business!

venedig e ti scrivo micele anche in italiano

insomma, ero piccolino. scrivere era una cosa bellissima da fare. scarabocchiare qualcosa e poi girarsi e vedere cosa ne pensa la mamma. e fu così che per me venedig era legato a un qualcosa di esotico. nono, mica venezia, venedig proprio!

se non ricordo male ci eravamo proprio appena stati a venezia, a fare i turisti. treno. un avventura per me che se tiro a indovinare avevo cinque anni, forse quattro? ricordo che c'èra mia cugina sotto a un delirio di piccioni che cercavano di mangiarle il grano in piazza san marco. i piccioni, che se sei di milano ti fanno solo che schifo.

a venedig ci sono stato ovviamente tante altre volte. mica mi è piaciuta troppo da grande. tranne oggi. oggi mi piace un casino. intanto perchè a fare il turista vero è tutt'un'altracosa. ti puoi perdere nei vicoli, nelle calle avere l'idea di essere gia passato di qui e allora andare via di la e poi di la non si passa e allora ritorni di qui e parti per di li.

e poi ci siamo anche fermati a spiluccare nei posti in cui volevamo noi. niente turisti, niente guida. perdiamoci a venedig. e chissà che posto è questo, ma mi fa tanto venezia

la sera girando siamo andati in un posto fantastico a mangiare, che vallo a trovare dove cavolo era.. ma era spettacolare. una sorta di cambusa da barca su un canaletto. da qualche parte mi sembra ci fosse un bigliettino del posto, ma forse è meglio così. almeno la prossima volta che andiamo lo ricerchiamo e al massimo ci perdiamo da qualche altra parte.

l'albergo poi era perfettamente di fronte al mercato del pesce e ci siamo goduti il caffè più elegante della storia. siamo stati almeno un'ora senza che nessuno sfruttasse questi magici tavolini. una pace, una serenità d'altri tempi, guardando vaporetti e traghetti e ascoltando gli improperi dei gondolieri di sponda, quelli che per qualche moneta ti portano dall'altra parte che "altrimenti siòr, el faga tùto l'giro ah" che ce l'hanno con tutto e tutti e si divertono più di chiunque altro


venedig, adesso vado da micele e gli racconto com'è andata

sabato 28 gennaio 2012

Sanpietrini

Guetersloh. Sanpietrini davanti alle case di chi e' stato deportato e assassinato nei campi di sterminio.

Pensate alla famiglia Wolf, alla vostra famiglia. Un giorno vi prendono, vi separano, vi spediscono chissa' dove, e non saprete piu' nulla di vostro fratello, moglie, figlio, e non vi vedrete mai piu'.

Terribile.

Mi hanno fatto molto pensare questi sanpietrini dorati... Qui dove tu nella tua fortunata realta' cammini annoiato in attesa di un incontro di lavoro, viveva la famiglia Eisenstein nella sua normale realta' di casa, affetto, lavoro, fino all'incubo nazista.
Terribile

martedì 10 gennaio 2012

fastidio molto intenso

ho vissuto a dubai. sisi... bella roba, si. strade inutili. onde zero. caldazza inutile. ricchi puzzoni. schiavi sfruttati. ma non potevo andare a finire a rio? già ero infastidito dai mille personaggi in longboard che andavano in giro sgargiuli, ma quando ho visto questo tipo qua ci sono rimasto veramente malissimo. ma ti pare?
ma come ti permetti di andare in spiaggina a surfare, scalzo, senza manco la maglia, con la tavola da long e pure col surf in piena città!? vigliacco! ma te non puoi sciare. tiè. sigh, vien da piangere.

che poi rio ci è piaciuta tantissimo. a noi è sembrata una città estremamente serena, ok, nelle zone "bene". ma non esistono spiagge private, tutto demaniale, pulito, samba! e poi girano questi ambulanti con le taniche del matè e limonate, buonissime, e poi quelli coi biscotti globo, e quelli coi parei, i costumi e tutto il resto... dai, che sbrego!

endless


per di la, per duecento chilometri. poi diventa sterrata.

quindi?


se fai una guerra, devi avere ben saldo il tuo obiettivo. non è che devi avere un obiettivo particolarmente nobile. devi averlo. difendi casa tua, cerchi nuove ricchezze, cerchi di recuperare la figa di turno e lo mascheri come altro, difendi il tuo credo... fai la guerra. se la vinci, bom. se la perdi l'hai persa. vero che sono i vincitori a scrivere la storia, ma se la perdi la perdi.
ora, cosa diavolo sia venuto in mente all'argentina di mettersi a fare casino per le malvinas, lo sanno solo loro, o forse nemmeno (si, lo so, situazione interna difficile, distrarre la popolazione, gli inglesi, la pesca...). la patagonia è prevalentemente deserta, non c'è nessuno. dire che il territorio non è sfruttato è un eufemismo. un abitante ogni venti chilometri quadrati... in media, per cui... prima di andare alle malvinas a fare burdello... c'era forse qualcosa di più importante da fare? sicuri?
bah, fattostà che nel 1982 l'argentina parte alla conquista di queste isole, e viene sonoramente legnata dalle forze britanniche. ne muoiono 255 tra i sudditi della regina e 649 tra gli argentini. muoiono anche 3 civili locali. guerra persa. fondamentalmente per uno scoglio.
l'inutilità della vicenda è evidente. ma insistere? insistere è abbastanza patetico dai... cartello trovato a ushuaia dove ci sono anche targhe ufficiali. mah. vi siete divertiti almeno.fattostà che quegli scogli si chiamano falklands e non malvinas.

troppe emozioni


ma si può essere stanchi per avere visto troppe cose? per aver sentito esplodere un ghiacciaio per ore, per averne sentito l'acqua scorrere, per aver visto gli iceberg azzurro cielo galleggiare immobile sferzato da vento e onde, per aver visto pinguini, orche, leoni marini, elefanti marini, e ogni altro ben diddio... le cascate, il loro boato, ipanema, copacabana... uff, si, stanco. ma felicissimo!

giovedì 5 gennaio 2012

quilmes

Aaaah, una bella birra fresca. C'e' anche una marca che ora non ricordo... la isenbeck! ma la quilmes la fa da regina. Nelle foto, un'entusiasta fan. Addirittura ci sono vignettine zozzissime dove la quilmes si ingroppa una bottiglia di isenbeck. Inutile dire che sn quelle maglette da prendere al volo, perche' poi.. ma si magari poi la troviamo ovunque, poi mi piacerebbe gialla... appunto, mai piu' rivista.
Per i cultori.. no, non e' come la alfa o la mythos in grecia. In grecia ti propongono.. amstel, heineken, ma con quella faccia un po' schifia, poi ti dicono alfa? Faccia un po' dubbiosa, ma il mito, l'arrivato, lo sa.. ti sorride contento e ti propone la mythos.

Oppure quello di lefkas che aveva tutto il pub cosparso di roba guinnes.. eeeee, my friend, ghines i don hhhave.. but mythos have... mia faza mia raza.

La quilmes no. La quilmes e' l'orgoglio alcolico dell'argentina. Te la propongono per prima. O non te la propongono proprio. Se hanno l'altra marca quasi piangono. Stella lo sanno che e' francese e allora o la chiedi o non gli viene nemmeno in mente e la heineken.. dai, una heineken? Ma ho la quilmes! Ti porto una quilmes.
E poi martin palermo quando ha smesso di giocare aveva sulla maglia del boca la quilmes, mica altra roba. Quilmes, capito? Martin palermo! Boca! Il recordman!
Allora fammi una quilmes. Alla spina. Noooo chico, no tiene, no existe, hoy la che sarebbe il nome proprio della bottiglia della quilmes, un po' come dire il morettone da sessantasei... solo che qui c'e' anche il litro!!
Bella hombre, litro!

Tanghettino?

Scusi... vuol ballare con me?
Che altro dovrebbe indicare questo segnale stradale?

Io? Fo il dogghesitter

Il lavoro del futuro sembra essere quello del dogsitter. Una decina di cani attaccati a un megamoschettone attaccato a un cinturone, cagnara indistinta o cagnara ordinata. Di dogsitter per buenos aires e per i suoi parci ce n'e' a dozzine. Poi stanno qualche ora al parco e poi per qualche altra ora pensiamo, torneranno alle abitazioni dei padroni dei cani. Tutti in truppa...

Mate

Buenos aires. Ore cinque. Compaiono boccette di legno, termos, poltiglie verdine di foglie secche schiacciate nelle boccettine. Cannuccina d'argento e via, tutti che succhiano da sto coso.
Peninsula valdes. Arriviamo al faro, e dopo una giornata intensa, la guida si apparta col suo boccettino, acqua calda e via che beve. Sembrava non aspettare altro.
E in giro, nei parchi, per le strade, sui bus, vedi sempre tutti questi thermos, ma jon quelli cinesi, tipo cilindretto di metallo o vetro col coperchio girevole, nono, qui e' stile giostyle, con tanto di maniglia, portata due litri. Di plastica, sudici, di pelle, con disegni, souvenirs, stile legno, colorati, alternative... tutti col loro thermos, e la boccettina attaccata o addirittura stile matriosca, un tutt'uno boccettinathermoscannuccia, trashissimo. E' una moda un po' per tutti, metallari, alternative, tangheros, vecchi, giovani, ricchi, borghesi, poveri... l'ora del mate e' la figata della giornata. Ci sono pareti e pareti, stili vari, colori, materiali diversi per le boccettine, ci sono x tipi diversi di sapori..
Cioe'.. a me facevano ridere i cinesi col the', ma anche questi qua non scherzano un cazzo..

Scazzo

Situazioni simil veritiere raccolte a iguazu
Aeroporto. Ultimo volo in arrivo della sera, su otto della giornata. E' il primo dell'anno, non ci sono taxi, perche' ti pare che si ha voglia di lavorare anche il primo dell'anno?
Hotel. E' l'ultimo dell'anno. Hombre, io stasera allora non ci sono eh? E perche' scusa? E' l'ultimo dell'anno... E quindi? E quindi fiestaaaa.. si vabbeh, ho capito, ma l'albergo, gli ospiti... no intiendo nada.. no, chico, non puoi proprio stare a casa stasera, impossibile.. y alora mi licenzio!
Ristorante. Natale. Hombres, alora per esta noche abbiamo il pienone eeeh? Bella boss, siamo felici. Mi raccomando belli puntuali qui alle sette a preparare che c'e' un sacco di gente. Ma come, dobbiamo lavorare noi? Siete camerieri, due piu' due.. ah, no no se puede, e' natale.. appunto, che cazz ci fanno altrimenti tutti gli ospiti? Si ma io faccio festa con la famiglia, quindi nada!
Ristorante. Serata qualsiasi. Si rompe un pulman lungo la strada. Ristorante pieno, parrilla sulla griglia che sfrigola.. una birra por favor.. subito senor.. e scappano tutti a vedere il pulman e il meccanico. Quattro camerieri e il grigliatore, fanculo i clienti e l'asado.
Aeroporto. Giorno come tutti gli altri. Manca un'ora all'imbarco. Controllo passaporti e bagagli. Fila zero, nada, solo noi due. Quattro poliziotti scazzatissimi mi guardano mentre mi avvicino.. gli occhi partono verso il soffitto. No, senior, a ora no se puede pasar. Aspete el preimbarche, media ora. Media ora dopo, el mundo si incasina a ventaglio urlante davanti el controllo passaporti. I quattro dell'apocalisse di guardano.. che trabaho de mierda, puta madre!
Taxi. Buenos aires. Strettoia. Bus, grande, taxi piccolo, fiat palio scassatissima. Bus avanti, taxi dietro. Il migior punto per superare. Non ci si passa in due, caaaazzz... inchiodone. Bestemmie che volano. La strettoria passa, superiamo. Cinema. Il tassista inizia a inchiodare a caso col bus attaccato al sedere. Concha de tu madre puta, mierde di qua e di la, urla, sbracciamenti. Inchiodone, siamo fermi. Bus inchioda, braccia che volano, raffica di concha di qui e di puta madre di la. Si apre una porta, si chiude la porta, prima, seconda, inchiodone. Prima. Inchiodone, mierda a sfare e poi via, sereni per buenos aires.

Cioe' queste storielle ce le hanno raccontate o le abbiamo vissute, ma non dubitate siano vere. La sensazione che di lavorare qui non importi gran che, sbattersi men che meno. Organizzazione? Manco parlarne (parchi naturali a parte, favolosi, ma anche qui ci lavorano solo per qualche mese alla volta..) Gli argentini sono favolosi, gentilissimi, aperti, chiaccheroni, sereni.. ma non chiedetegli del lavoro... non e' nemmeno che sia una filosofia di vita.. in thailandia quando ne hanno abbastanza per quello che si sono preposti di fare, sono a bolla e non vanno oltre. Qui invece la sensazione e'... puta mierda, fanculo il lavoro, a me servono i soldi. E quindi mi licenzio che e' festa. E quello stronzo qua a fianco .. e' meglio se ci litigo per dieci minuti, tanto per passare il tempo.
Se la cosa non vi sembra logica..