lunedì 25 giugno 2012

nuernberg

norimberga è famosa per un tot di cose. a normiberga l'uomo dai baffi tronchi, austriaco, basso, capello scuro, ha tenuto uno dei suoi più imponenti discorsi sulla superiorità di bianchi, alti, biondi e dagli occhi azzurri. sempre qui poi si celebrò il processo a tutto quell'apparato e alla sua perversa versione di ingegneria sociale che ha sconvolto il pianeta nella seconda guerra mondiale. la storia ha sempre un gusto tragicomico.

beh, io ci sono andato perchè qui c'era la grundig, la grandissima grundig dei televisori e delle radio più fiche del mondo, che poi divenuta americana ha vissuto un nemmeno troppo lento declino, finendo tristemente come "delphi" senza manco il logo, divenendo pessimo stereo per auto di ultima classe. momento di nostalgia quando ho visto lo stesso splendido modello che dava pregio alla nostra 127 fiat con le freccettine mobili rosse per ricordarsi la sintonia della radio preferita!

vabbeh, poi ci sono anche i lebkuchen, le tortine natalizie con un'ostia sotto.

ma a norimberga c'è soprattutto il brathaushausle, dove ci sono i wuerstelini con i crauti migliori del mondo, o meglio... è da turisti ma è spettacolare, provare per credere!

ze germanz

no, non sono più abbonato alla business class, non prendo più l'aereo con l'autista emirates, non mi capita praticamente più di andare in business lounge, non sto più ore e ore in aeroporto aspettando che sia finalmente l'ora di partire e schiodarsi dalla poltroncina.

ma non mi dispiace. in germania ci sono questi posti genuinissimi, familiari, silenziosissimi con dei ristorantini che hanno delle schnitzel grandi come il tavolo e una birretta leggerissima che non gonfia, una, chiaro che se ne prendi otto...

insomma, mi ci trovo bene. e anche se il jumeirah beach hotel era fico, e costava l'impossibile da menzionare, andare in un piccolo gasthof dove tanto ci dormi, con internet inclusa, colazione non continental, ma deutsches fruehstueck con cento tipi di pane, marmellate, burro, e finalmente anche il cappuccino, anche se della macchinetta.. beh, andare in un gasthof così a cinquantanove euro, sinceramente mi fa essere orgoglione di non andare più in business!

venedig e ti scrivo micele anche in italiano

insomma, ero piccolino. scrivere era una cosa bellissima da fare. scarabocchiare qualcosa e poi girarsi e vedere cosa ne pensa la mamma. e fu così che per me venedig era legato a un qualcosa di esotico. nono, mica venezia, venedig proprio!

se non ricordo male ci eravamo proprio appena stati a venezia, a fare i turisti. treno. un avventura per me che se tiro a indovinare avevo cinque anni, forse quattro? ricordo che c'èra mia cugina sotto a un delirio di piccioni che cercavano di mangiarle il grano in piazza san marco. i piccioni, che se sei di milano ti fanno solo che schifo.

a venedig ci sono stato ovviamente tante altre volte. mica mi è piaciuta troppo da grande. tranne oggi. oggi mi piace un casino. intanto perchè a fare il turista vero è tutt'un'altracosa. ti puoi perdere nei vicoli, nelle calle avere l'idea di essere gia passato di qui e allora andare via di la e poi di la non si passa e allora ritorni di qui e parti per di li.

e poi ci siamo anche fermati a spiluccare nei posti in cui volevamo noi. niente turisti, niente guida. perdiamoci a venedig. e chissà che posto è questo, ma mi fa tanto venezia

la sera girando siamo andati in un posto fantastico a mangiare, che vallo a trovare dove cavolo era.. ma era spettacolare. una sorta di cambusa da barca su un canaletto. da qualche parte mi sembra ci fosse un bigliettino del posto, ma forse è meglio così. almeno la prossima volta che andiamo lo ricerchiamo e al massimo ci perdiamo da qualche altra parte.

l'albergo poi era perfettamente di fronte al mercato del pesce e ci siamo goduti il caffè più elegante della storia. siamo stati almeno un'ora senza che nessuno sfruttasse questi magici tavolini. una pace, una serenità d'altri tempi, guardando vaporetti e traghetti e ascoltando gli improperi dei gondolieri di sponda, quelli che per qualche moneta ti portano dall'altra parte che "altrimenti siòr, el faga tùto l'giro ah" che ce l'hanno con tutto e tutti e si divertono più di chiunque altro


venedig, adesso vado da micele e gli racconto com'è andata