parigi val bene una messa, dicevano. ci passo in un
assolatissimo venerdì di giugno. bello però. giustamente ci perdiamo subito il
romanticismo in una caldissima corsa in taxi fermi immobili sulla periferique…
“aaaaah, la periferique”. arriviamo all’appuntamento che manca un’ora. cerchiamo un bistrot, invano. non si trova nulla.
c’è un postazzo, ma altro che
bar peso, di una signora la cui famiglia ha origini di belluno… cazzo ci fa qui
signora? ma qui a parte lei non c’è nessuno?! eh, me lo chiedo anch’io, ma
ormai è tanti anni… veda lei.
Il secondo appuntamento è alla defance, quartierone di
uffici. c’ero stato al bicentenario della rivoluzione che se non vado errato
era il 1989. bello l’arco, enorme. pieno di giovani cazzeggianti, pensavo fosse
un posto che il mondo avrebbe abbandonato a se stesso, invece è pieno di gente.
mi giro e trovo una delle dita che mancano alla mano di
piazza affari di cattelan. il pollice. toh, bellalì parigi, pollice su !
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