lunedì 29 gennaio 2007

di grilli e altro

un utente anonimo mi chiede se, come raccontava terzani, ci sono ancora gli allevatori di grilli in cina. ebbene si, ci sono ancora. terzani aveva un modo molto romantico di descrivere queste abitudini locali, un occhio alla marcovaldo forse, che scova i fiorellini nell'asfalto, piccoli sprazzi di umanità in un delirio caotico. io questo occhio non è che non ce l'ho, ma spesso si fa sopraffare dalla vista di tutta questa umanità confusa e incasinata. l'altro giorno si parlava con amici di quanto sia vuota l'europa. giri per strada e c'è poca gente, nessuno spintone, poca ressa....qui invece è come essere in metrò, sempre. e sempre all'ora di punta.
mi pare di essere stato al mercato degli animanli a novembre o giù di li. fantastico, una quantità di bestie strane mai viste. mi avevano colpito molto gli acquari, enormi, coloratissimi, fantastici. oppure le tartarughine. nei supermercati vendono "da cibo" le tartarughine dal guscio molle per non oso immaginare quali ricette. li invece ne avevano di tipi diversissimi, da terra, da acqua, guscio quadrato, bombato, a punta, con le corna tipo rinoceronte....insomma veramente tantissime.
e poi i grilli. non potete capire. non potete immaginare. ma data la richiesta, vedrò di tornare a fare due foto. ci sono grilli da combattimento, da compagnia, da riproduzione....grandi, piccoli, enormi, stile cavalletta, o minuscoli, meno di una zanzara. e tutti con le loro scatolette, gabbiettine di bambù, tutti con i loro cibi diversi. campi da training, e da battaglia, insomma, come lo descrive il buon terzani.
solo che lui aveva anche la passione per i grilli, e scriveva benissimo, quindi sui grilli ha scritto addirittura un capitolo in "la fine è il mio inizio". a me invece dopo un pò è venuto il mal di testa...cri cri cri cri

giovedì 25 gennaio 2007

punk e goliardia adolescenziale


ritorno da nanchino che ho un sonno tremendo. cerco di dormire ma intorno a me una quantità di suoni impossibili non mi fa prendere sonno. è ad esempio miracoloso che uno scaracchione di uno due posto dietro di me riesca a filtrare nel chaos che i sepultura riescono a genereare nelle mie orecchie. mitico metal, hai perso la guerra contro un cinese scracciante. provo a rilassarmi e leggere qualcosina. passano anche i metallica, ma i rumori permangono. l'ipod scorre obbediente tutta la libreria, fino a.....NOFX, mamma mia che rivoluzione. parte don't call me white e mi coglie impreparato e me la godo tutta, ma lo scaracchio che mi interrompe kill all the white man mi fa ricordare l'adolescenza punkettara e mi prende quel momento rivoluzionario, quell'energia da pogo scanzonato, mi alzo, mi giro verso il criminale sputacchiante e con occhi sgranati, lo guardo mezzo sorridente e gli sparo: "teeeee, gnaro, ma et'feni oss**, basta daiiii". brusio e poi silenzio. cazzo, ha funzionato, che fissa, ma non ci credo, ho sconvolto un vagone, che avrà detto il capellone straniero? (sarebbe ora di andare dal parrucchiere peraltro). insomma, mi sono bastate due canzoni per ricordarmi di quanto adoro il punk, così al di sopra di tutto, così scanzonato....oddio, c'è punk e punk, e allora diciamo pure i NOFX e i rancid, così per definire il genere. aaaaaah. ma poi come diceva jeff, il ragazzo di carla, ma come si fa a vivere senza musica? a lui era successo questo. insegna inglese all'università qui. e allora come si fa anche da noi, ha distribuito un po' di testi di musica, da tradurre un pochino. grandi classici...bob marley, madonna, e poi elvis, james brown...."sorry, who are they?. lui è svenuto. poi ha semplicemente urlato esterefatto: "non conoscete elvis? e come cazzo avete vissuto senza sapere chi è james brown?!?!?!? - how could you f**king live without james brown?" per fortuna è poi intervenuta carla a mediare, ma si dai, col comunismo mica si potevano ascoltare ste cose (mamma mia ma perchè, perchè mi distruggete così i miei ideali, ma che diamine, io con comunismo intendevo tutt'altra cosa, me lo avete rovinato!!!!!!!). ad ogni modo la lezione è finita nel delirio collettivo dell'ascolto a manetta di sex machine e compagnia bella! yyyyyyyeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaauuuuuuuuuuugh!!! I feeeeeel good

guida sportiva

donne e motori son gioie e son dolori. gli emiliani hanno la benzina nel sangue. gli italiani? tutti piloti... a parte i luoghi comuni, personalmente apprezzo molto la guida, diciamo così, sportiva. mi piace sentire un motore che urla, sentire le gomme che aggrediscono l'asfalto, scegliere la traiettoria migliore, intuire anche quello che sta facendo il guidatore di una macchina che non è la mia eccetera eccetera.
a nanchino mi viene a prendere questo general manager con la sua passat, che in realtà non è una passat ma una golf tre travestita da passat con un motore inguardabile che probabilmente è della golf uno che tanto qua....euro uno due o tre non gli importa un fico. l'auto dell'arrivato cinese, a prescindere dai "gradi di arrivazione", si presenta sempre allo stesso modo. coprivolante di pelo bianco, coprisedili di pelo bianco/panna, poggiatesta inutili con appoggiacollo enornmi, robaccia sul cruscotto buttata su dei tappetini acrilici antiscivolo. la cosa veramente terrificante sono questi cuscinetti che vengono incastrati tra il sedile e l'appoggiatesta. di un puccettoso ignorante, con animaletti sorridenti, a forma di osso per cani, pelosetto, lisci, ricoperti con del pizzo inguardabile; non ne capisco minimamente la funzione. danno un fastidio pazzesco. se sei un minimo alto, ragazzi sono poi uno e settantatre, mica un gigante, questi ti si appoggiano direttamente sul collo e ti fanno assumere una posizione da deficiente. mi sento uno struzzo col collo all'indietro, o un pellicano. di solito chiedo se posso toglierli nello stupore generale.
bom, partiamo. le auto sono tutte inutili. hanno il cambio automatico. e che cambio automatico. e il guidatore cinese è un qualcosa di veramente preoccupante. non risco a rilassarmi in auto. telefonano e quando telefonano staccano il piede dell'accelleratore, quasi a fermarsi....mamma mia. oppure girano le manopole della radio e si cimentano in involontari cambi di corsia...siniur...non scorrono tra le auto anche se ci passerebbe un camion, inchiodano da bestia! terrificante. e poi i gingilli elettronici che squillano ogni due secondi. biiiiiip, macchina vicina, lucetta che si illumina sullo specchietto tipo radar.....biiiiiip, superi i quaranta allora, biiiiiip le luci da accendere, biiiip di qui biiiip di la, un incubo tecnologico altro che.
il massimo del trash è il parcheggio. manco avessero un camion. la manovra in se parte malissimo. ci si affianca per non so che motivo nel modo più errato possibile, e parcheggiano tutti di culo, cosicchè sono costretti loro malgrado a delle retromarcie pazzesche. parcheggio nemmeno a lisca di pesce, ma perfettamente perpendicolare. a termine delle righe posteriori c'è una sbarra, ad altezza ruote, per evitare che si sfondino le auto a vicenda. quando l'auto non retrocede più, è ora di fermarsi. ecco quindi la dinamica del parcheggio del mio gm.
arrivare perpendicolari al muso dell'auto affianco alla quale bisogna parcheggiare. inserire la retro e tassativamente guardare dritti davanti a se. controllare ogni due secondi lo stato delle cose attraverso gli specchietti autoregolanti che si inclinano in svariati modi verso il basso e che procurano allo straniero occidentale un mal di ginocchia osceno per la fastidiosità del rumore e l'inutilità della cosa. partono una quantità di sensori di parcheggio che non avete idea e i primi cinque minuti si passano con inutili avanti e indietro per ottenere posizioni d'auto sempre più improbabili. mi viene voglia di prendere l'auto e parcheggiargliela io, ma sarebbe un errore gravissimo, simbolo di scarso rispetto. sono icazzatissimo. ho l'ansia. mi viene da urlare e di scendere dalla macchina e piantarlo li. alla fine consiglio di cercare un altro posto, che non è che dobbiamo essere davanti all'entrata alla stazione, basta anche essere a venti metri, potrebbe essere una buona idea metterla la...si,si, la dove non ci sono auto....
il mio driver è un po' abbattuto, ma non ce la facevo più.

a cena mi dice che forse dovrà venire in italia tra qualche mese....si,si, vieni che ti porto io in macchina, ti faccio vedere i sorci verdi!!! a pensarci bene però i sorci verdi me li ha fatti vedere lui. vabbeh, ti insegno almeno a parcheggiare va la....per prima cosa ci si affiaca così, oppure si entra di muso, poi nel caso, si mette il braccio destro dietro al sedile e si guarda indietro, okkei, bravo, si, dai che vai bene, poi piano piano...

tiziano

la sveglia mi fa rinascere da un profondissimo sonno alle sette del mattino. accendo l'aria condizionata in modo che tra un'ora, uscendo dalle coperte, non dovrò iniziare a tirare moccoli per colpa del freddo. la casa è si coibentata bene, ma in bagno le cose cambiano. alle otto esco grugnendo dal letto e saluto i pinguini che scocciati stanno riempiendo la vasca con acqua ghiacciata per restare un po' freschi. e poi, alle nove meno qualcosa, giù di corsa a prendere l'ennesimo treno per nanchino. non c'è giornata peggiore per viaggiare. nebbia, pioggerellina e un freddo orrendo. faccio per chiudere casa quando mi ricordo di tiziano. eh, no, tiziano è d'obbligo.
era veramente da tanto che non leggevo dei libri. l'università mi ha tolto il piacere della lettura. dopo che uno studia tutto il giorno (si, bravi fate dell'ironia...) mettersi a leggere proprio no. meglio uscire o un film. e invece poi..me lo aveva gia dato la mamma, ma si sa, i libri che piacciono alle mamme...e tiziano di qui e tiziano di la, e era in asia eccetera eccetera. e invece, quando è partita lisa, mi ha regalato "un indovino mi disse" di tiziano terzani appunto. non so se vi è mai successo nulla di simile, ma io leggevo di storie e di posti in cui casualmente mi trovavo! casualmente mica troppo, dato che in asia c'ero, ma comunque un'esperienza fantastica. mentre ero in vietnam leggevo che terzani stava lasciando il vietnam, con le stesse sensazioni che avevo io a esserci, dieci anni dopo. quello che penso della cina è lo stesso che vedo attraverso i suoi occhi. fantastico. e non parliamo nemmeno di "la fine è il mio inizio" che è stato il primo libro in assoluto che mi ha fatto vermante commuovere. non piangere, ma poco ci mancava. perdevo un amico. e che amico ragazzi. fantastico. lo consiglio a tutti. veramente. scrive poi benissimo, i suoi libri non li leggi, li divori e li fai tuoi. osservazioni taglienti e comunque piene di riflessioni e significati.
al momento di salire sul treno di nanchino ero alle prime pagine di "buonanotte signor lenin", al mio ritorno mi manca meno della metà del libro. anche questo un libro fantastico. e mentre leggevo della russia che assisteva inerme alla fine de comunismo che forse era gia morto o che forse non potrà mai morire perchè non c'era o quant'altro, mi guardavo intorno in questa cina che scorreva veloce dal finistrino. altro che pulita come nei tuoi libri tiziano. qui ormai è come la russia che descrivi. canali sporchi, abbandonati, pieni di rumenta. fabbriche distrutte e abbandonate che cascano a pezzi con la loro morte di eternit, ruggine, liquami, e che sono rifugio di una quantità di umanità pazzesca, e fabbriche nuove, del miracolo cinese. nuove perchè costa meno costruirla ex novo, che migliorare il disastro che c'è. e rumenta e materiali ovunque, e gru e copertoni abbandonati.
dove andrà la cina lo sa solo lei. mi auguro che non sia come dici tu tiziano, anche se fino ad ora ci hai sempre azzeccato. purtroppo.
ohè tiziano, che vieni anche alla prossima in giro per lo jiangsu? dai, che posto ce n'è.
da leggere assolutamente di terzani. in ordine contrario se preferite approfondire prima e leggere il riassunto della sua vita poi.
la fine è il mio inizio
un indovino mi disse
buonanotte signor lenin
vi farò sapere come sono gli altri. mi dicono siano meno immediati "in asia" e "un altro giro di giostra". ma tanto leggerò anche quelli.

sabato 20 gennaio 2007

superstizioni locali


il diciotto di febbraio inizia, con roboanti petardate l'anno del maiale. non si dormirà per una settimana, ma ve lo racconterò più avanti. intanto l'altro giorno qualcuno si è portato avanti ha smitragliato una quantità di petardi che manco ai matrimoni ne usano tanti. si perchè quando si sposa qualcuno per dieci minuti pare ci sia la guerra. mah. ma tant'è, inizia l'anno del maiale. e quindi buona fortuna a tutti. o meglio, non buona fortuna che per scaramanzia, non si sa mai. anzi, forse meglio dire sia mai che si augura buona fortuna, o comunque quel che è. le coccarde riempiono qualsiasi luogo. rosse, che portano fortuna, con un po' di giallo qua e la. drappi inneggiano al nuovo anno e che ci siano tante belle cose per tutti e grazie di leggere e grazie a tutti e ancora grazie e buona fortuna e via così. da ognidove pendono della sorta di palloncini di carta, sorta di lanternine, con scritto .... si ma che cacchio c'è scritto? non leggo bene, quindi chiedo a chi ne sa cosa diavolo significa quella roba li, scritta strana, con affianco un maiale al contrario affianco. e soprattutto, perchè il maialino è appeso al contrario, nonostante la coccardina sia appesa giusta, con il drappetto di fili che penzola da sotto..."beh, se tu vuoi fregare il destino, allora appendi la scritta al contrario, altrimenti gli spiriti s'arrabbiano, perchè tu stai chiedendo e sperando di avere fortuna. e se gli spiriti lo vedono si arrabbiano e allora avrai sfortuna per sempre." non voglio commentare oltre la cosa e chiudo il discorso con un "aaah..", anche se la cosa che mi fa più ridere è il fatto che l'oggettino sia gia industrialmente storto, cioè, tu vai in negozio e lo trovi gia stampato al contrario, così anche se non lo sai, lo appendi "giusto". una nostra amica invece ha pensato bene di farsi cambiare data di nascita, ma per entrare prima a scuola. però se ci penso bene in realtà non mi quadra. cioè, hanno poi scelto una data, che è si prima, ma talmente prima, da essere esattamente o prima o dopo l'inizio dell'anno, che in cina è intorno alla metà di febbraio. cioè, o figura addirittura in un anno diverso, oppure ha mantenuto lo stesso anno, risicando al limite la data per entrare a scuola in un certo anno. insomma, per farla breve, se rientra nell'anno precedente frega il destino a dei livelli incredibili, nell'altro caso frega lo stato, ma non il destino. e insomma, non c'ho capito nulla nemmeno io, ma dovete pensare che nascere nell'anno per dire del maiale porta una fortuna sfacciata, ma se magari nasci per sbaglio ancora del segno del cane, magari c'hai i soldi, ma non la fortuna, o pochi amici o tanti....insomma, sono rimasto affascinato da questi giochi di superstizioni orientali, o meglio cinesi. ma tutto questo è nulla in confronto al cavolo cinese. giro per shanghai e noto una pubblicità enorme, gigantesca, di un nuovo palazzo, da costruire a breve. tra le varie foto, noto un cavolo. sempre girando un altro giorno, vedo che c'è una statuetta a forma di cavolo, o meglio una parte di un cavolo, bellina, caruccia. in metrò un fantastico uomo cinese, notevolmente occidentalizzato, pubblicizza la sua grande abilità nello scolpire la giada con un dragone incredibile, lavoratissimo, e nel box affianco, lo stesso omino, invita a passare nel suo prestigioso studio, mostrando una fantastica giada scolpita a forma di cavolo. ovvio e più che naturale che tutti sti cavoli dovessero pur significare qualcosa, e che non stessero solo a significare "cavolo". chiesi e mi si rispose. in cinese il cavolo si dice baicai [baizai con la à e col quarto tono su entrambe, come dire uattà insomma]. allo stesso modo, se voglio avere cento soldi, dirò baicai. quindi, se ti voglio augurare fortuna e soldi, figli maschi, una biemmevù nuova, tanta salute, amore cinque pallini, o qualsivoglia fortuna, vorrò augurarti del baicai. ma, se io ti auguro baicai così, sfacciatamente, gli spiriti se ne accorgono e per ripicca, ci odieranno entrambe e quindi tenteranno in tutti i modi di portarci sfortuna e amore mezzo pallino, lavoro zero pallini e salute che se ne va in fretta. ecco quindi, che ti regalo un fantastico cavolo di giada, che quello si che invece ti porterà fortuna, e alla grandissima, perchè gli spiriti mica lo sanno che il baicai che ti volevo augurare non era il cavolo, ma i soldi e la fortuna, eh!!! soldi? ma col cavolo ragazzi!!! e buon cavolo a tutti!!!

domenica 14 gennaio 2007

soft seat e sale d'attesa

sono in una sala d'attesa a zhenjiang (gengiang), posto non so bene dove, alla sinistra di shanghai....quattro ore di treno, non meglio e non peggio delle tre e rotte per nanchino, che ho già descritto l'altra volta. zhenjiang è al solito un cacchio di posto uguale a tutti gli altri. ecco...c'è del verde, non fa troppo freddo e la piazza non è malaccio, ma ho preferito lasciare perdere la città e provere a tornare prima a shanghai. con numeri turchi sono riuscito a cambiare il biglietto per cui parto prima. ho quindi un'ora e qualcosa da passare in stazione e allora, perchè non passarla nella sala d'attesa da ricchi, quella per la prima classe, soft seat. fa un freddo bestiale qui dentro, un umido terrificante. le piastrelle sono financo umide e bagnate. che freddo ragazzi. c'è uno spiffero inutile che passa da un bagno all'altro, con tanto di puzzo di piscio, e in mezzo la sala e in mezzo le poltrone. mamma mia che posto. cerco una presa dove attaccare il pc, almeno scrivo direttamente il report. freddo, molto freddo, che freddo, alle mani....brrrrr. i miei compagni di sventura chiaccherano amabilmente e non si interessano dell'ambiente. cerco un caffè. qui un occidentale è ancora un evento e allora iniziano a guardarmi...non c'è il bar qua. chiedo alla poliziotta guardia giurata portinaia bigliettaia che c'è qui e per due kuai lei mi versa il caffè dal suo thermos...meglio di niente. il caffè è come sempre caffè con del latte dolce di non so che cosa. fa tremendamente schifo, ma almeno scalda. mi risiedo e aspetto. la puzza è veramente inutile.
manca un quarto d'ora al treno....quasi quasi vado in bagno.....hmmm, no, meglio evitare!

milano da bere

ma perchè sono finito in cina? tutti a farmi questa domanda... e come si vive qui e come si mangia e tutto il resto...mah, che dire. iniziamo a dire...

ma come si vive a milano?
a milano mi svegliano gli operai stronzi che da ormai quanto....un anno? due? stanno costruendo quella schifezza abominevole a tre piani disegnata da giugiaro forse per un qualche posto moderno fuori milano, o chissà dove, ma sicuramente non per l'isola a milano..."qui sorgerà il condominio giapponese zen disegnato da giugiaro, prenotati subito". che poi di giapponese non ha nulla...secondo me c'è un tizio che si chiama giuggiaro e non giugiaro che fa finta di essere giorgetto ... ma dicevo..mi svegliano alle sette martellando a caso sui muri di casa, perchè devono farci pagare il fatto che il condominio tutto li ha denunciati per aver tentato di distruggere la casa a colpi di ruspa, tanto che tremava tutto e ci sono vistose crepe sui muri. dopodichè sveglio all'alba esco e vado a prendermi un caffè al bar. il bar è gestito da tre cinesi, simpatici o meglio simpatiche, che da buoni cinesi sanno esattamente come fare soldi, ma essendo da parecchio in italia, fanno anche un gran caffè. forse le due cose sono da vedere come causa ed effetto e viceversa. nel bar un insiame di disgraziati, tutti della stessa macrozona italiana, che cazzeggiano bellamente e nullafanno se non sprecare soldi nelle macchinette del videopoker e stare seduti con aria poco rassicurante a scrutare tutti quelli che passano e a simulare del malaffare, anche se in realtà molto probabilmente parlano della juve, che coi tempi ceh corrono forse anche queste cose sono correlate. preso il cafferino sposto la macchina perchè stasera li lavano le strade e allora...ma lavare i marciapiedi? quelli sono pieni di merda, perchè lavano le strade? per non sporcare le auto? invece i marciapiedi restano intonsi, io intanto giro per dieci minuti in cerca di parcheggio, perchè di la lavano, di li è solo a pagamento, e di li due terzi sono occupati da abusivi sul parcheggio residenti, che la multa se non paghi è più alta che la multa se parcheggi sbagliato, e soprattutto di la c'è il mercato domani.
io il mercato lo odio. queste schifo di bancarelle che vi vendono robaccia "italiana" che in realtà è tutta cinese perchè è esattamente la stessa che compro qui....pashmina, si bravo, quella è proprio pashmina origginale, come quelle giacche li, si si...e intanto due giorni a settimana questi riducono il quartiere a un disastro...cassette della frutta ovunque, cataste di rumenta, occupano anche gli spazi che non gli competono, riempiono gli androni, le uscite del passo carraio, tanto che per entrare in ufficio dalla mamma devo spstare "gentilmente" le casse che magari mi s'incazza pure il fruttivendolo....e insomma, che palle.
e poi vado in ditta...fuori milano, e qui, traffico, gente che urla, che suona, tutti agitati che dove cacchio devono andare, e calmatevi un po' e vai in autostrada tutti matti, autogrill con costi fuori dal mondo, la benzina che costa più di una cena, paga di qui, paga di la....
e il telegiornale che è una buffonata che meglio le notizie qui....e politici che non dicono nulla, ma nulla nè gli uni nè gli altri, che se stessero zitti farebbero prima, e la crisi e la non crisi, e vicini di casa che si ammazzano e la prima cosa che si fa è intervistare il babbo e i parenti delle vittime e invitarli a porta a porta che ...ma vespa esiste ancora???... e soprattutto tutti a dargli allo straniero prima e che cacchio, brut e anca negher, l'è sta lù....e che palle....

in cina non si sta benissimo. io però mi ci trovo bene. più che altro non vedo e quindi non devo affrontare quello che succede da noi. un po' come quando vuoi bene a qualcuno ma non vuoi sapere cosa combina dopo che ci si è lasciati. qualcuno te lo racconta....succede che questo e che quello, ma tu non è che lo vuoi proprio sapere, che se lo sai ti girano solo le palle. e allora si, meglio qui, per ora. così quando torno ci si racconta solo le cose belle e ti piace il cibo e lo stare tra gli amici e tutto l'affetto che c'è.

cara milano, sii felice....almeno per ora

ritorni


tornare a casa fa sempre un gran piacere. si, ma quale casa? mi sento quasi di averne due. anzi tre. la prima è senza dubbio milano. che bello. camera mia, la cucina, il bagno...lo so che vi fa ridere, ma io quando mi rifaccio la prima doccia a casa mia, la prima cosa che faccio è bere l'acqua. è stupido si, ma l'acqua di milano è buona, mica come sta robaccia chimica che mi esce dalla doccia in cina. e poi i miei dischi, il letto, gli armadi, il parquet, la mamma, la macchina, tutti i posti che conosco a memoria, e poi scattano le telefonate agli amici....li chiamo gia appena sceso dall'aereo..."ueh, sono tornato, haha, e tu? dai che si esce dai"....ma poi quando li chiami da casa è tutta un'altra cosa. da sempre li chiamo dal soggiorno, dove da sempre manca una sedia affianco al telefono, per cui mi siedo in terra. insomma, le cose di casa, come se non si fosse partiti. e poi c'è casa due. la casa della nonna a storo. si lo so che sembra ridicolo che un paesello di montagna mi faccia sentire a casa, ma così è. e c'è il cade, poi tutti i parenti, che bello ragazzi, e le cotolette della nonna, la cucina economica, l'acqua gelida, il nulla da fare che tanto la tv va male per cui si esce... lo so che poi a viverci non so se ci starei bene, ma è un posto fantastico. poca neve quest'anno, ma comunque niente male. molto casalingo e casereccio. anche il salutare i parenti è una cosa che sul momento ti da fastidio, ma in senso positivo, siamo in mille ragazzi, e vai di qui e vai di la, e riracconta la storia mille volte, e mille caffè e i mille panettoni...ma senza tutto ciò che gusto ci sarebbe dai....che bello. ma poi c'è la terza casa, che terza casa lo è fino a un certo punto perchè è provvisoria, ma forse comunque casa. me ne sono accorto ieri sera. atterro all'aeroporto, prendo il maglev, poi il metrò, mi infilo al primo terzo del treno, dove di solito c'è meno gente, conosco ormai i tempi, la durata del viaggio, tanto che posso distrarmi per il primo quarto d'ora prima che mi debba preparare a scendere. e poi scendo al tempio, so che se esco di li c'è il semaforo quello lungo, quindi meglio il sottopasso e uscire di la che c'è la scala mobile, e poi il semaforo più corto e....e solo a quel punto mi sono accorto che sedici ore prima ero a malpensa e salivo in aereo. e come dire.... casa anche qui. casa, conosco tutto, quasi tutto, ma va benissimo, e lo xingianese spiedaro mi saluta come sempre, e il portinaio mi sorride e mi chiede dove cacchio sono stato tutto sto tempo, e mi verrebbe da chiedergli che cacchio hanno appeso ste pacchianate di auguri per l'anno prossimo, con il maialino che sorride in questo adesivo trash sulle porte dell'ascensore (sarà l'anno del maiale a partire dal 18 febbraio...), ma fa lo stesso, e entro in casa e.....e si è casa, e ci sono le tende aperte e si vede shanghai, grigia come sempre, ma shanghai, ed è li che mi guarda, e allora sorrido che sono a casa. non casa casa, ma casa, anche qui dall'altra parte del mondo. solo che porca miseria bruno, mica ti sei ricordato che se non usi l'acqua tutti i giorni, quella ritorna al pian terreno.......splatasplash che mi schizzo tutto a forza di bolle d'aria nei tubi....e vabbeh, si ritorna allo zen....tranquillo è solo acqua...chimica, ma acqua.