tornare a casa fa sempre un gran piacere. si, ma quale casa? mi sento quasi di averne due. anzi tre. la prima è senza dubbio milano. che bello. camera mia, la cucina, il bagno...lo so che vi fa ridere, ma io quando mi rifaccio la prima doccia a casa mia, la prima cosa che faccio è bere l'acqua. è stupido si, ma l'acqua di milano è buona, mica come sta robaccia chimica che mi esce dalla doccia in cina. e poi i miei dischi, il letto, gli armadi, il parquet, la mamma, la macchina, tutti i posti che conosco a memoria, e poi scattano le telefonate agli amici....li chiamo gia appena sceso dall'aereo..."ueh, sono tornato, haha, e tu? dai che si esce dai"....ma poi quando li chiami da casa è tutta un'altra cosa. da sempre li chiamo dal soggiorno, dove da sempre manca una sedia affianco al telefono, per cui mi siedo in terra. insomma, le cose di casa, come se non si fosse partiti. e poi c'è casa due. la casa della nonna a storo. si lo so che sembra ridicolo che un paesello di montagna mi faccia sentire a casa, ma così è. e c'è il cade, poi tutti i parenti, che bello ragazzi, e le cotolette della nonna, la cucina economica, l'acqua gelida, il nulla da fare che tanto la tv va male per cui si esce... lo so che poi a viverci non so se ci starei bene, ma è un posto fantastico. poca neve quest'anno, ma comunque niente male. molto casalingo e casereccio. anche il salutare i parenti è una cosa che sul momento ti da fastidio, ma in senso positivo, siamo in mille ragazzi, e vai di qui e vai di la, e riracconta la storia mille volte, e mille caffè e i mille panettoni...ma senza tutto ciò che gusto ci sarebbe dai....che bello. ma poi c'è la terza casa, che terza casa lo è fino a un certo punto perchè è provvisoria, ma forse comunque casa. me ne sono accorto ieri sera. atterro all'aeroporto, prendo il maglev, poi il metrò, mi infilo al primo terzo del treno, dove di solito c'è meno gente, conosco ormai i tempi, la durata del viaggio, tanto che posso distrarmi per il primo quarto d'ora prima che mi debba preparare a scendere. e poi scendo al tempio, so che se esco di li c'è il semaforo quello lungo, quindi meglio il sottopasso e uscire di la che c'è la scala mobile, e poi il semaforo più corto e....e solo a quel punto mi sono accorto che sedici ore prima ero a malpensa e salivo in aereo. e come dire.... casa anche qui. casa, conosco tutto, quasi tutto, ma va benissimo, e lo xingianese spiedaro mi saluta come sempre, e il portinaio mi sorride e mi chiede dove cacchio sono stato tutto sto tempo, e mi verrebbe da chiedergli che cacchio hanno appeso ste pacchianate di auguri per l'anno prossimo, con il maialino che sorride in questo adesivo trash sulle porte dell'ascensore (sarà l'anno del maiale a partire dal 18 febbraio...), ma fa lo stesso, e entro in casa e.....e si è casa, e ci sono le tende aperte e si vede shanghai, grigia come sempre, ma shanghai, ed è li che mi guarda, e allora sorrido che sono a casa. non casa casa, ma casa, anche qui dall'altra parte del mondo. solo che porca miseria bruno, mica ti sei ricordato che se non usi l'acqua tutti i giorni, quella ritorna al pian terreno.......splatasplash che mi schizzo tutto a forza di bolle d'aria nei tubi....e vabbeh, si ritorna allo zen....tranquillo è solo acqua...chimica, ma acqua.
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